LA VENEZIA DEI GIUSTI - LA MOSTRA SI APRE, ANZI SI PRE-APRE, CON UN OMAGGIO A TINTO BRASS E AL SUO CINEMA TRASGRESSIVO DEI PRIMISSIMI TEMPI. QUANDO ERA PIÙ POP E FUMETTARO CHE PORCONE. E LA TRASGRESSIONE ERA PIÙ NEL LINGUAGGIO CHE NEL ROVISTARE NELLE MUTANDE - STASERA VIENE COSÌ PRESENTATO IL SUO VECCHIO E EROICO “COL CUORE IN GOLA” DEL 1968, RESTAURATO DAL CENTRO SPERIMENTALE, GIALLO POP LONDINESE CON JEAN-LOUIS TRINTIGNANT E EWA AULIN PROTAGONISTI - CHISSÀ SE STASERA È STATA INVITATA EWA AULIN, DIVENTATA NEL FRATTEMPO SUOCERA DI GIUSEPPE CONTE… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
jean louis trintignant ewa aulin col cuore in gola by tinto brass
Pronti? Quasi. Venezia si apre, anzi si pre-apre, con un omaggio a Tinto Brass e al suo cinema trasgressivo dei primissimi tempi. Quando era più pop e fumettaro che porcone. E la trasgressione era più nel linguaggio che nel rovistare nelle mutande.
Non che il suo cinema porcone e smutandato non ci interessi, ma c’è stato un periodo, purtroppo breve, che anche in Italia, con Tinto, Giulio Questi e pochi altri si tentarono vie sofisticate per distruggere i due totem, la commedia e il realismo. Inutilmente.
Stasera viene così presentato il suo vecchio e eroico “Col cuore in gola” del 1968, restaurato dal Centro Sperimentale, già presentato nella rassegna che proprio io feci a Venezia nel 2008, ai tempi di Muller direttore, “Italian Kings of B’s”.
E’ un giallo pop londinese prodotto da Ermanno Donati e Luigi Carpentieri, sceneggiato da Brass insieme a Francesco Longo, e forse anche Giancarlo Fusco segretamente, a partire da un soggetto del giallista (e poi braccio destro di Sergio Leone) Sergio Donati, ma storyboardato a colori da Guido Crepax all’apice della sua carriera, con Jean-Louis Trintignant e Ewa Aulin protagonisti.
Insieme finiranno l’anno dopo in “La morte ha fatto l’uovo” di Questi, e lei, sempre l’anno dopo, sarà la protagonista di “Candy”, follia pop prodotta da Roberto Haggiag, scritta da Buck Henry e Terry Southern, diretta da Christian Marquand, il fidanzato non ufficiale di Marlon Brando, con un cast che va da Brando a Walter Matthau, da James Coburn a Ringo Starr, da Richard Burton a John Huston, da Anita Pallemberg a Nicoletta Machiavelli.
Tinto lo gira interamente a Londra. “Londra all’epoca”, dirà Tinto, “rappresentava quello che in precedenza aveva rappresentato Parigi: il luogo della trasgressione, della libertà. Succedevano un sacco di cose. I Beatles erano solo una delle tante. Era il più vivace centro europeo. Anche se il film era tratto da un romanzo di Sergio Donati e la storia non era ambientata a Londra, ce l’ho portata io”.
Questa la genesi del film. “Mi propongono il romanzo, che però non mi piaceva molto. Il produttore pensa a Trintignant come possibile interprete. Io ci vado a parlare, però non mi andava di raccontargli una storia che non mi convinceva. Così ne ho inventata un’altra. Lui ha accettato. Poi dopo gli ho mandato il copione vero dicendogli che avevo cambiato idea”.
Il resto lo fanno Crepax, il direttore della fotografia Silvano Ippolito, che da questo film non lo abbandonerà più e Ewa Aulin che, a 16 anni, si mostra per la prima volta completamente nuda. L’anno dopo Tinto girerà l’ancor più trasgressivo “Nerosubianco” e finirà perfino a Hollywood, alla Paramount.
E’ allora, dopo questi due film, che gli propongono “Arancia meccanica”, tratto dal romanzo di Anthony Burgess. Ma preferirà tornare in Italia e girare “L’urlo” con Gigi Proietti e Tina Aumont. Chissà se stasera è stata invitata Ewa Aulin, diventata nel frattempo suocera di Giuseppe Conte.
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