johan strauss radetzky concerto capodanno andris nelsons

RADETZKY AL SUOLO – IL NUOVO DIRETTORE DELLA FILARMONICA DI VIENNA SI RIFIUTA DI DIRIGERE LA MARCIA DI RADETSKY DI STRAUSS NEL TRADIZIONALE ARRANGIAMENTO DI LEOPOLD WENINGER PERCHÉ ERA NAZISTA – COSA SUCCEDEREBBE SE IN ITALIA VENISSE FUORI CHE PUCCINI SI DICHIARAVA FASCISTA? SAREBBE MESSO AL BANDO PURE LUI CON LA SUA TOSCA? – VIDEO: LE DUE VERSIONI A CONFRONTO

 

 

 

Andrea Cionci per “Libero Quotidiano”

 

concerto di capodanno a vienna

«Taratà, taratà, taratà ta tà!». Chi di noi non ha mai canticchiato la Marcia di Radetzky scritta da Johan Strauss senior nel 1848: agli italiani la musica piace a prescindere e poco ci importa se il brano fu composto in onore del Feldmaresciallo Johann Joseph Wenzel, conte Radetzky (1766-1858), colui che represse i moti di Milano del 1848 e vinse la Prima guerra d' indipendenza, riportando sotto il tallone asburgico l' intero Lombardo-Veneto.

 

andris nelsons 2

Il Concerto di Capodanno dal Musikverein di Vienna si avvicina per aprire festosamente il 2020, ma il politicamente corretto doveva regalarci fin da subito una chicca intervenendo con le sue pedantesche censure anche su un evento così tradizionalmente elegante, colto e soprattutto innocuo.

johan strauss padre

 

Sapevate infatti che quel ritmico applauso finale sulla Radetzky Marsch, che univa adulti e bambini in un connubio coi professori d' orchestra, scaturisse dalla zampata propagandistica del Terzo Reich? Eh già, perché l' arrangiamento musicale eseguito fino ad oggi è di Leopold Weninger, (1879-1940) un compositore che era iscritto allo NSDAP, il Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori.

johann joseph wenzel radetzky 1

 

Ebbene, il nuovo direttore dei Philarmoniker di Vienna, il lettone Andris Nelsons, si è rifiutato di dirigere questa versione e ha commissionato all' archivio dell' orchestra la stesura di un nuovo arrangiamento che il primo violino Daniel Froschauer descrive come «finalmente libero dalle ombre brune del passato».

adolf hitler 1

 

UN' IDEA DEL FÜHRER

Potrebbe essere tuttavia imbarazzante ricordare loro che fu Hitler stesso a volere l' istituzione del Concerto di Capodanno, inaugurandolo il 10 ottobre del 1939. Lo storico Fritz Trümpi ha dimostrato che il concerto faceva parte della macchina di propaganda di Joseph Goebbels e cita un contratto tra la Filarmonica di Vienna e il Reichsrundfunkgesellschaft, la radio del regime. A proposito di ombre brune.

 

massimo scapin

Tornando al brano incriminato, su Youtube si possono ascoltare la versione originale di Strauss ("Urfassung") e quella di Weninger. Confrontandole, si nota come sarà difficile rimpiazzare nel cuore del pubblico la festosa e coinvolgente seconda versione, che sa di birra, di valzer, di biscotti al burro, di bambini biondi e felici, lontana anni luce dalla severa marzialità della musica con cui sfilavano al passo dell' oca i soldati delle SS.

 

daniel froschauer

Il paradosso è che la versione Weninger è persino più sensibile, profonda e "inclusiva" dell' originale, come spiega il compositore e direttore d' orchestra Massimo Scapin: «A quel tempo la ridotta orchestra mozartiana si era trasformata in quella tardo-romantica, molto più ricca. Weninger inserì così tutti i "nuovi" strumenti, impiegando gli ottoni - in particolare i corni - a rinforzo dell' armonia in modo sapiente e non superficiale. L' impiego del tamburo rullante con la cordiera rende più briosa e allegra la partitura rispetto all' originale.

 

concerto di capodanno a vienna 1

Si tratta di un lavoro intelligente e raffinato, per questo l' orchestrazione di Weninger, da sempre, è stata suonata volentieri da un' orchestra di altissimo livello come quella dei Wiener».

 

PUBBLICITÀ

L' operazione-epurazione, che certamente è servita a dare pubblicità al nuovo direttore, rischia così di tramutarsi in un boomerang. Da oggi in poi tutti sapranno che quella marcia irresistibile che chiudeva in bellezza il concerto di Vienna - peraltro voluto da Hitler - era parzialmente opera di un compositore nazista fino ad oggi del tutto dimenticato.

 

johann joseph wenzel radetzkyadolf hitleradolf hitler

A questo punto, ci dobbiamo aspettare anche che la buvette del Musikverein smetta di somministrare l' aranciata Fanta, dato che il marchio nacque in Germania nel 1940, nel periodo di massimo splendore del Terzo Reich, in risposta all' embargo Usa sulla Coca-Cola. L' industriale tedesco Max Keith inventò questa bevanda, traendone il nome da "Phantasie", utilizzando il siero del latte e gli scarti della lavorazione del sidro.

 

CAMERATA PUCCINI

Giacomo Puccini

Insomma, la censura ideologica sull' arte è sempre molto rischiosa: si sa dove si comincia, ma non dove si finisce. Ad esempio, cosa succederebbe se in Italia venisse fuori che, alla Scala di Milano, la senatrice Liliana Segre ha applaudito entusiasticamente, insieme a Mattarella, la Tosca di Puccini, compositore che nei primi anni '20 scriveva così: «Se non c' è un governo forte, con a capo un uomo dal pugno di ferro, come Bismark una volta in Germania, come Mussolini, adesso in Italia, c' è sempre pericolo che il popolo, il quale non sa intendere la libertà se non sotto forma di licenza, rompa la disciplina e travolga tutto. Ecco perché sono fascista: perché spero che il fascismo realizzi in Italia, per il bene del Paese, il modello statale germanico dell' anteguerra».

concerto di capodanno a vienna 2andris nelsonsconcerto di capodanno a vienna3adolf hitler jojo rabbit

Vogliamo mettere al bando anche Puccini?

3andris nelsons

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…