vittorio emanuele di savoia superga emanuele filiberto

LA MONARCHIA IN ITALIA È STATA ABOLITA DA 80 ANNI, MA ANCORA È UN GROSSO BUSINESS – CASA SAVOIA CONFERISCE “ONORI MONARCHICI” A TUTTI: BASTA PAGARE! TASSISTI, AVVOCATI, IMPRENDITORI E POLITICI FANNO LA FILA DA EMANUELE FILIBERTO PER DIVENTARE “CAVALIERI”. TITOLI CHE NON HANNO ALCUN VALORE GIURIDICO, MA CHE VENGONO ESIBITI E FANNO “STATUS” (E PORTANO CLIENTI) – PER “CERTIFICARE” LE GENEALOGIE, IL PRINCIPE VUOLE LANCIARE UNA PIATTAFORMA BLOCKCHAIN, TRAMITE UNA SOCIETÀ ESTONE CHE..

Estratto dell’articolo di Thomas Mackinson per “il Fatto quotidiano”

 

emanuele filiberto

Era tassista a San Marino, Paolo Giannoni. Da un anno è il “Cavaliere al merito di Savoia” numero 2.337, costo: 400 euro. E il merito? “Non lo so. Cercavo una clientela più alta per la mia attività di autista di limousine. Ora l’ambasciatore mi manda clienti”. E non è il solo.

 

Ivan Fasciani, avvocato a Milano, con 200 euro l’anno dal 2024 resta “Commendatore dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro” n. 880. Poi c’è don Giampaolo Cincotti, parroco di Iglesias: accetta perché “furono i Savoia a fondare Calasetta”, ma almeno lui non paga. Per i religiosi, tariffa agevolata.

 

Benvenuti alla fiera degli “onori” di Casa Savoia, dove professionisti, imprenditori e politici fanno la fila direttamente dal Principe Emanuele Filiberto.

 

Tra nuove ammissioni e promozioni aumentano al ritmo di 500 l’anno. Cerimonie in serie: foto, sorriso, stretta di mano. Avanti il prossimo. Prezzo: 2.000 euro per entrare, 200 l’anno per restare nel club.

 

Che questi titoli non abbiano alcun valore giuridico non li scoraggia, né li turba che la legge dal 1951 vieti di accettarli ed esibirli.

 

principe emanuele filiberto in versione dalida

Per legittimarli Casa Savoia conferisce da tempo “onori monarchici” a pezzi grossi delle istituzioni, dell’establishment e del Vaticano: Gianni Letta, Bruno Vespa, Vittorio Sgarbi, il Cardinale Pietro Parolin, Beatrice Venezi. Pure il presidente del Senato Ignazio La Russa e suo figlio Geronimo.

 

Lo stesso consigliere privato di Emanuele Filiberto, l’ex leghista Alessadro Santini, stampa il titolo sul biglietto da visita: “Ne vado fiero. Semmai è la Repubblica a essere in difetto: riconosce gli ordini preunitari dei Borbone, ma non quelli di Casa Savoia”.

 

Impossibile stimare il giro d’affari. Le quote finiscono all’Aicods, associazione privata con sede a Ginevra. Interpellato dal Fatto, Emanuele Filiberto dichiara “circa 800 mila euro l’anno” donati in beneficenza ma non dice quanto incassa.

 

Non svela il “tariffario” dei diplomi e si rifiuta di mostrare bilanci o rendiconti. E se oggi il 20% degli insigniti non paga le quote annuali pazienza, lui ha già pronto il rilancio.

 

emanuele filiberto nel 1990

Il 13 febbraio, su iniziativa della senatrice FdI Lavinia Mennuni, ha presentato in Senato “Royal Protocol”: piattaforma blockchain per certificare le genealogie e contrastare i “pataccari” dei falsi nobili. .[...] Ma neppure Royal Protocol nasce in un archivio araldico italiano ma in Estonia.

 

La piattaforma fa capo alla “Royal Protocol UÜ”, società creata a Tallinn dal cripto-imprenditore Enea Benedetto. [...] Contattato, Benedetto accenna a uno “spin-off italiano a scopo sociale” con il potenziale di diventare “un’attività imprenditoriale importante, siamo i primi a creare un passaporto araldico digitale”. Aggiunge di non far parte della costituenda società italiana, che però già esiste e con Emanuele Filiberto dentro in prima persona.

 

emanuele filiberto - ballando con le stelle

Si chiama “The Royal Protocol S.r.l. Impresa Sociale”, costituita il 25 febbraio: sede a Camaiore, capitale sociale 1.000 euro. Il Principe è socio al 75% e presidente. L’ad è il fedelissimo Santini che giura di fare “tutto gratis e per passione” ed esalta l’idealità cavalleresca e gli scopi benefici di Casa Savoia, evitando accuratamente di citare l’esistenza della società italiana appena costituita di cui lui stesso è l’amministratore, con emolumenti e Tfr. Poi c’è l’oggetto sociale: “certificazioni e anagrafiche”, “attestati digitali”, “token non fungibili (NFT)”. Tradotto: la nobiltà non si eredita soltanto. Si tokenizza a pagamento.

 

Ma è il 25% italiano rimasto nell’ombra a velare di opacità il progetto presentato in Senato come antidoto contro la piaga dei falsi titoli.

 

Appartiene a “The Royal Protocol Società Semplice”. A rappresentarla è ancora Santini. E qui il quadro si fa più interessante. Se l’impresa sociale non distribuisce utili, le “semplici” restano fuori dal Registro imprese garantendo anonimato ai soci [...]. Nel capitalismo italiano hanno spesso funzionato da “casseforti familiari” come la celebre “Dicembre” della famiglia Agnelli.

 

emanuele filiberto adriana ascabal

Schema finale: il Principe al vertice, Santini doppio ruolo, Degli Uberti garante e consigliere. Estonia per la piattaforma, Svizzera per i flussi. Più che un protocollo reale, un protocollo commerciale transnazionale per trasformare la vanità di chi vuol sentirsi nobile in fiumi di euro e criptovalute.

pupo emanuele filiberto canoniciemanuele filiberto clotildeemanuele filiberto adriana abascal

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