rosalia

"NON APPARTENGO TANTO A ME STESSA, QUANTO AL MONDO" – LA MUSICA CON IL NUOVO ALBUM CHE INCLUDE TESTI IN 13 LINGUE E UN BRANO CANTATO IN SICILIANO, DIO, IL FLAMENCO, L’AMORE: LA POPSTAR SPAGNOLA ROSALIA SI RACCONTA (MERCOLEDÌ SARÀ ALL’UNIPOL FORUM DI MILANO) - "LE ACCUSE DI APPROPRIAZIONE CULTURALE PER AVER PRESO ELEMENTI DA ALTRE CULTURE? SONO UNA RIBELLE. L'UNICA COSA DI CUI M’IMPORTA DAVVERO È LA LIBERTÀ!" - E INFATTI È COSÌ LIBERA CHE HA AVUTO UNA RELAZIONE CON L'ATTRICE TRANSGENDER DI "EUPHORIA", HUNTER SCHAFER - LE DUE SI SONO FREQUENTATE PER CINQUE MESI NEL 2019, POI IL LORO RAPPORTO SI È TRAMUTATO IN UNA "BELLISSIMA AMICIZIA" (E POI ROSALIA SI È CONSOLATA CON IL MANZONE HOLLYWOODIANO JEREMY ALLEN WHITE) - VIDEO

 

TRANS IO, FLUIDA TU, DIAMOCI DENTRO! - L'ATTRICE TRANSGENDER DI "EUPHORIA", HUNTER SCHAFER, RIVELA DI AVER AVUTO UNA RELAZIONE CON LA CANTANTE ROSALIA - LE DUE SI SONO FREQUENTATE PER CINQUE MESI NEL 2019, POI IL LORO RAPPORTO SI È TRAMUTATO IN UNA "BELLISSIMA AMICIZIA" - OGGI L'ATTRICE AMERICANA E' SINGLE, MENTRE LA POPSTAR SPAGNOLA SI È CONSOLATA CON IL MANZONE HOLLYWOODIANO JEREMY ALLEN WHITE, PROTAGONISTA DELLA SERIE "THE BEAR"...

 

https://www.dagospia.com/media-tv/amore-in-trans-l-attrice-transgender-euphoria-hunter-schafer-rivela-390296

 

Estratto dell’articolo di Joe Coscarelli e Jon Caramanica per "Sette" - "Corriere della Sera"

 

rosalia e charli xcx con un bouquet di sigarette

Non esistono sfide troppo audaci per Rosalía, la popstar spagnola che ha rivoluzionato il panorama musicale. Emersa dieci anni fa come talentuosa studentessa di flamenco, da allora è diventata la pioniera dell’avanguardia pop, nonché una delle voci più convincenti del panorama musicale contemporaneo. 

 

LUX è il suo quarto album in studio. […] È un album che esplora l’energia femminile, la fede e la brutalità dell’amore, e include testi cantati in ben 13 lingue: lo spagnolo (la lingua madre di Rosalía), ma anche il catalano, l’inglese, il latino, il siciliano, l’ucraino, l’arabo, il tedesco e molte altre.

 

Ha trascorso più di due anni a lavorare a nuova musica, dedicando gran parte del suo tempo a imparare a scrivere e cantare in modo credibile in lingue diverse dalla sua. 

 

«Ci sono voluti svariati tentativi per capire come funzionano le altre lingue», ha confidato Rosalía (33 anni) in un’intervista condotta in inglese – con qualche incursione di spanglish – su Popcast, il programma musicale del New York Times. 

rosalia con un bouquet di sigarette per charli xcx

 

«Sono necessari una buona dose di intuito e di tentativi per dire: “Ok, proviamo a buttare giù qualcosa e vediamo come suona in un’altra lingua”». Ha passato tantissimo tempo su Google Translate, dopodiché ha parlato con dei traduttori professionisti («Ha senso se faccio rima con questa parola?») e con alcuni insegnanti che l’hanno consigliata al meglio sulle finezze della fonetica. 

 

Alla fine, è riuscita a interpretare i suoi brani con grande maestria, senza alcun artificio legato all’intelligenza artificiale: «È tutto umano, umano al cento per cento» ha ribadito. 

 

[…] Il suono, prodotto dalla stessa Rosalía insieme a Noah Goldstein (uno dei nomi dietro alla produzione dell’album Yeezus di Kanye West) e Dylan Wiggins (tra le sue collaborazioni, anche quelle con SZA e Justin Bieber) è impetuoso e irregolare, in alcuni punti quasi etereo, come se volesse lasciare il segno nella storia, schiacciando i suoi nemici e, di riflesso, la sua vecchia immagine pubblica. […] 

 

rosalia al met gala 2025

Ogni suo progetto sembra presentare un netto cambio di registro rispetto al precedente. C’è forse un po’ di timore di fronte alla tela bianca? 

«È come guardare in un abisso. Di fronte a una tela bianca, ecco che comincio a sudare – sudare freddo. Ma al tempo stesso, c’è una cosa che mi fa sentire ancora più a disagio, ed è restare immobile, sempre nello stesso punto». 

 

Tutto questo nasce in qualche modo dal desiderio di lasciarsi alle spalle ciò che è venuto prima? 

«Esatto, al cento per cento. Tutto è in costante trasformazione, giusto? Anch’io sono sempre in continuo cambiamento. Perché, allora, il mio sound non dovrebbe cambiare insieme a me?» 

 

E non si tratta solo di un rifiuto del lavoro precedente, ma sembra proprio il suo modo di guardare al panorama pop, come se dicesse, implicitamente o esplicitamente, che non si sta facendo abbastanza. 

hunter schafer e rosalia 3

«Io non guardo tanto gli altri, ma piuttosto me stessa: cos’è che non sto facendo e che invece potrei fare? Cos’è che non ho ancora fatto, ma che dovrei fare? E penso che i miei artisti preferiti non siano quelli che ti danno ciò che vuoi, ma ciò di cui hai bisogno.Alla fine, la creazione di un album per me è come una scusa per fare quello che in realtà voglio davvero. In questo caso, volevo semplicemente leggere di più». 

 

[…] Björk appare come vocalist in LUX. Com’è nato il vostro rapporto? 

«È la mia donna e artista preferita! Mi pare che ci fossimo conosciute tramite Pablo, El Guincho (ex produttore di Rosalía ndr). Siamo andate a mangiare delle tapas a Barcellona, e in quel momento ho pensato che fosse la persona più affascinante che avessi mai incontrato: il suo modo di pensare era così diverso da quelli che avevo conosciuto fino ad allora.

 

È stato un colpo di fulmine di pura ammirazione. Siamo poi rimaste in contatto e sentivo che magari, se quest’album fosse stato una prova musicale ardua e potente, se io fossi stata abbastanza brava, glielo avrei inviato. E se fosse stato di buon livello, allora chissà, forse avrebbe persino accettato di collaborare». 

hunter schafer e rosalia 2

 

[…] Questo album è maestoso, ci sono archi ovunque, arrangiamenti molto complessi. Ha un tono operistico.. 

«Effettivamente, ha questa dimensione improntata alla “verticalità”. Alcuni dei nostri progetti risultavano un po’ più “orizzontali” – avevano un’energia più terrena, quotidiana». 

 

Quando dice «verticale», intende qualcosa tra il piano materiale e una dimensione più astratta e spirituale? 

«Sì. Ho da sempre il desiderio di capire come potermi avvicinare a Dio, come essere più vicina a Lui. Quel sentimento spirituale è sempre stato lì, è solo che non ne ho mai fatto oggetto di riflessione o analisi». 

 

C’è un pizzico di malizia nel modo in cui si esprime in questo album? La gente aspettava da tempo che facesse il grande salto e cantasse in inglese. Allo stesso tempo, è stata accusata di appropriazione culturale per aver preso elementi da culture che non le appartengono e averne fatto un business. È dunque una sua risposta ribelle a questo tipo di critiche? 

hunter schafer e rosalia 1

«Diciamo che sono ribelle in generale, okay? Sì, lo ammetto, è la mia natura. Ma credo che il motivo risieda nel volermi sentire parte del mondo. È così che mi sento – yo no soy tan mía como del mundo (non appartengo tanto a me stessa, quanto al mondo ndr). Amo viaggiare, imparare dalle altre persone. Perché non dovrei provare a imparare un’altra lingua, a cantare in un’altra lingua, e ad ampliare le mie capacità di cantante, musicista e artista? Del resto, anche il mondo è sempre più interconnesso». 

 

[…] Come fa a permettersi tutto questo? 

«Voglio semplicemente fare ciò che mi va, in ogni momento. Chi mi conosce lo sa. L’unica cosa di cui m’importa davvero è la libertà!» 

 

Io una teoria ce l’avrei: visto che in pubblico – e nell’immagine che trasmette – è una pop star, può concedersi ancora più libertà sul versante della musica. Sa perfettamente come muoversi nello show business – non a caso, compare in uno spot di Calvin Klein e nel video di WAP con le Kardashian. Interpreta intenzionalmente questo suo “ruolo” nel mondo dello spettacolo – magari per guadagnare maggiore credibilità in studio? 

hunter schafer e rosalia 5

«Personalmente, vedo tutto come un divertimento. Mi capita l’opportunità di partecipare al video di WAP? La prendo al volo! Mia sorella sostiene – e non so se sono d’accordo – che la mia musica non è pop. Dice però che io lo sono eccome. Non credo che abbia ragione: voglio pensare che la mia musica sia pop. È semplicemente un altro modo di fare pop – deve esistere un altro modo di fare pop! La stessa Björk lo ha dimostrato, così come anche Kate Bush. Perciò ho bisogno di credere che quello che sto facendo sia pop, altrimenti non avrei tutto questo successo. Voglio fare un tipo di musica che, si spera, possa piacere a tante persone. È questo il mio obiettivo». 

 

jeremy allen white rosalia 1

[…] Il suo ascoltatore medio, anche se parla spagnolo, non riuscirà a cogliere ogni singola parola. Non pensa che stia chiedendo molto al suo pubblico per far sì che assorba un lavoro come questo? 

«Assolutamente sì. Più ci addentriamo nell’era della dopamina, più io desidero andare controcorrente. È proprio questo il mio intento. A volte mi impongo di spegnere tutto e cerco di guardare un film nel buio più assoluto della mia stanza». 

 

Anche un’attività tanto semplice può risultare difficile senza guardare il telefono. 

«Molto difficile. Ecco perché insisto che deve esserci qualcosa che ci aiuti a uscire da questa mentalità. Non so se sarà proprio questo album, ma l’importante è provare interesse verso qualcosa che ti faccia rimanere concentrato per un’ora, lì dove sei. Semplicemente nel flow. So che è chiedere tanto, ma è ciò che vorrei più di ogni altra cosa». […]  

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jeremy allen white e rosalia

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