1. IL LEADER, LA SEGRETARIA E IL QUESTORE DELLA CAMERA: SEMPRE PIÙ AFFOLLATO LO ZOO DI ZOIA, LA FEDELISSIMA DI PIERLUIGI BERSANI PAGATA DAI CONTRIBUENTI 2. DOPO LO STIPENDIO DELLA REGIONE EMILIA E IL CONTO COINTESTATO CON BERSANI, ORA SPUNTA ANCHE IL TELEFONINO A CARICO DI MONTECITORIO, ASSEGNATOGLI DAL QUESTORE IN QUOTA PD ALBONETTI, EMILIANO COME CULATELLO, CHE RACCONTA: “LAVORAVA ANCHE PER ME, TENEVA I RAPPORTI DI NOI DEPUTATI EMILIANI CON LA REGIONE” 3. PERCHÉ LA SEGRETARIA DI BERSANI, INDAGATA PER TRUFFA E OGGI DIPENDENTE DEL PENSATOIO BERSANIANO NENS, NON POTEVA ESSERE DIRETTAMENTE PAGATA DAL PARTITO? 4. IL MISTERO DELL’INCHIESTA A SCOPPIO RITARDATO: SE LE CARTE FOSSERO STATE INVIATE SUBITO DA BOLOGNA A ROMA, L’AFFAIRE DEGLI EMILIANI SAREBBE USCITO IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE. IN TEMPO PER LE PRIMARIE IN CUI BERSANI HA BATTUTO RENZI

1. LA SEGRETARIA ZOIA TELEFONA, LA CAMERA SALDA IL CONTO
Marco Lillo per "Il Fatto Quotidiano"

Oltre al conto cointestato con Bersani c`è anche un telefonino della Camera assegnato, non si capisce a quale titolo, a Zoia Veronesi. Al telefonino affidato a questa dipendente molto particolare della Regione Emilia Romagna dall`allora questore della Camera, Gabriele Albonetti, l`uomo dei conti per il Pd a Montecitorio, ora si sta interessando la Procura di Roma.

La prossima settimana Albonetti sarà sentito come persona informata dei fatti nell`ambito dell`indagine sul conto corrente intestato al duo Bersani-Veronesi. Il procuratore capo Giuseppe Pignatone ha affidato il fascicolo (svelato dal Fatto Quotidiano il 4 ottobre) al procuratore aggiunto Francesco Caporale e al sostituto Corrado Fasanelli. I magistrati, dopo avere studiato le carte trasmesse da Bologna, hanno incaricato il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza guidato dal colonnello Cosimo Di Gesù di effettuare gli accertamenti sul conto cointestato al leader del Pd.

Il rapporto bancario era emerso durante l`inchiesta della Procura di Bologna che vede indagata Zoia Veronesi per truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna. Nei primi giorni di settembre è stato notificato l`avviso di chiusura indagini, che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, da parte dei pm bolognesi Valter Giovannini e Giuseppe Di Giorgio. Secondo l`accusa, la Veronesi è stata pagata dall`ente pubblico Regione dal primo giugno 2008 al 28 marzo 2010 quando in realtà svolgeva un lavoro privato di segreteria per il leader del Pd Bersani.

La Procura di Bologna contesta alla Veronesi e all`ex capo di gabinetto del presidente della Regione, Bruno Solaroli, la spesa dei 140 mila euro lordi più rimborsi pagati dalla Regione. Quando lo scandalo esplode, le carte tornano a posto: Zoia Veronesi, a marzo del 2010, nello stesso mese in cui l`ex deputato del Pdl Enzo Raisi presenta l`esposto in Procura, si dimette dalla Regione e trova lavoro al Pd.

Al termine dell`indagine a settembre 2013, la Procura bolognese trasmette a Roma le carte sul conto corrente e il telefonino. Il fascicolo è un mero modello 45 senza indagati e ipotesi di reato nel quale sono confluiti l`informativa e le dichiarazioni inizialmente segretate della Veronesi, relative anche alle due questioni (conto e telefonino) contestate durante l`interrogatorio. Alla presenza del difensore, Paolo Trombetti, nel novembre del 2012, la segretaria di Bersani ha sostenuto che il conto risaliva al 2000 e vi confluivano anche i contributi dei privati regolarmente registrati dal deputato.

Mentre riguardo al telefonino, Veronesi ha spiegato di averlo avuto dal Questore Albonetti anche se non lavorava per la Camera in virtù del suo ruolo di raccordo con la Regione. La scelta dei pm bolognesi di non trasmettere subito il fascicolo a Roma e di non svolgere attività esterna di verifica ha una sua logica. L`intento legittimo di tutelare il segreto sul filone bolognese ha certamente avuto degli effetti politici, indiretti e non voluti. Dopo la scoperta del conto, Bersani è stato candidato prima alle primarie contro Renzi e poi alle elezioni nazionali contro Grillo e Berlusconi.

Indubbiamente non avrebbe giovato alla sua immagine l`uscita sui giornali della notizia di un conto cointestato con la segretaria indagata per truffa sul quale confluivano i contributi elettorali, compresi i famigerati 98 mila euro della famiglia Riva nel 2006. Un eventuale ingresso dei finanzieri alla Camera per chiedere l`estratto conto e le carte sul telefonino della sua segretaria non sarebbe stato un bello spot.

Il deputato Elio Massimo Palmizio (Pdl) nei giorni scorsi ha annunciato un`interrogazione al ministro Cancellieri per chiedere "perché i magistrati, nel momento in cui hanno appreso dell`esistenza del conto intestato a Zoia Veronesi, indagata per truffa, hanno deciso di secretare gli atti, inviandoli per competenza alla procura di Roma solo tre settimane fa, a distanza di 12 mesi dalla presunta notizia di reato". In Procura, a Bologna, fanno notare che l`informativa finale del Nucleo di Polizia Tributaria di Bologna è più recente. Anche se il conto sarebbe stato individuato e segnalato dalla Guardia di Finanza non uno ma ben due anni fa. I ritardi non giovano a nessuno.

Anche Bersani ha fatto capire al Fatto di non aver gradito i ritardi negli accertamenti perché non ha nulla da temere: "Su quel conto sono confluiti solo contributi regolarmente registrati alla Camera. I soldi sono stati spesi per attività politica, di partito o di associazioni, nel corso degli anni. Al 31 dicembre 2012 erano rimasti sul conto circa 20 mila euro. Ora non c`è quasi nulla. Sono una persona trasparente e ho rispetto della magistratura. E sono pronto a fornire tutti gli elementi a chi di dovere. Non a un giornalista".


IL QUESTORE PD, EMILIANO COME BERSANI: "SÌ, LA SIM GLIEL`HO DATA IO, LAVORAVA ANCHE PER ME" 

Da "Il Fatto Quotidiano"

Gabriele Albonetti, 62 anni di Faenza, Pd, è stato questore alla Camera dal 2008 al 2013. Ci 
spiega perché ha assegnato alla segretaria di Bersani - nonostante non fosse dipendente della 
Camera - una Sim del telefonino di Montecitorio? 
Zoia Veronesi ha avuto il telefonino perché era anche una mia collaboratrice a titolo gratuito. Non è necessario essere dipendenti. 
C`è una delibera dell`ufficio dei questori? 
No. Le avevo solo chiesto di tenermi i rapporti con la regione per le questioni che interessavano noi parlamentari emiliani.

Voi chi? I deputati del Pd? 
Non solo. Di tutti i partiti. 
E gli altri deputati emiliani sapevano del ruolo della Veronesi? 
Penso proprio di sì, avevamo fatto alcune riunioni sotto legge finanziaria. 
Anche Enzo Raisi, l`ex deputato Fli che ha denunciato la segretaria di Bersani, sapeva del ruolo di Zoia Veronesi? 
Noi avevamo un rapporto di tipo istituzionale. Io poi facevo il questore e avevo un ruolo ancora più istituzionale degli altri. 
Avete dato telefonini a tutte le regioni?

Non lo so, deve chiedere ad altri. 
Veronesi era dirigente retribuita dalla Regione. Bersani dice che lavorava gratis per lui nel tempo libero. Ora si scopre anche la collaborazione con il Questore del Pd. Altro che truffatrice. A sentire voi è una stacanovista del volontariato politico. 
Bè, è una donna che ha sempre lavorato molto. 
Non pensa che i contribuenti potrebbero sentirsi presi in giro da lei. Non sarà che ha usato il suo potere di questore per assegnare un telefonino alla segretaria del leader del suo partito?

No. Io non l`ho assegnato alla segretaria di Bersani, ma a una dipendente della Regione che lo usava per aiutarci a svolgere meglio il nostro lavoro. Nulla di nascosto. Ho fatto una domanda ufficiale per Zoia Veronesi, collaboratrice del questore.

 

 

Pierluigi Bersani Pierluigi Bersani PIERLUIGI BERSANI E MARIO MONTIZOIA VERONESI SEGRETARIA DI BERSANIPIERLUIGI BERSANI E VASCO ERRANI VASCO ERRANIalf pecoraro scanio vasco errani linguaVINCENZO VISCO E VASCO ERRANI Vasco Errani ai funerali di Edmondo Berselli da repubblica

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....