1. ORA LO ADORANO. SPARGONO INCENSO. CANTANO INNI. È ARRIVATO IL SALVATORE. È ARRIVATO L’IMPERATORE. E PAZIENZA SE LA MESSA SOLENNE VEDE FRA I CONCELEBRANTI ANCHE ALCUNI CHE FINO A IERI AVREBBERO PASSATO RENZI PER LA GARROTA 2. L’ITALIA SI SVEGLIA NELL’ERA DI MATTEO IMPERATORE, E PER LA NOTA PROPENSIONE A CORRERE IN SOCCORSO DEL VINCITORE, NON C’È UNO CHE FACCIA MANCARE IL SUO APPORTO (TOH, C’ERA ANCHE PRODI IN PIAZZA A BOLOGNA PER FESTEGGIARE L’EXPLOIT DI RENZI) 3. S’È MAI VISTO UN APPLAUSO PER L’ADDETTO STAMPA DEL PREMIER? E NELLA SEDE ISTITUZIONALE DI PALAZZO CHIGI? EPPURE I GIORNALISTI HANNO FATTO TUTTI CLAP CLAP CON LE MANINE, NON APPENA IL DIVIN MATTEUCCIO GLIEL’HA ORDINATO. AVANTI CON LA LINGUA!

Mario Giordano per "Libero"

All'arme siamo renziani. L'Italia si sveglia nell'Era di Matteo Imperatore, e per la nota propensione a correre in soccorso del vincitore, non c'è uno che faccia mancare il suo apporto. Persino in sala stampa, ieri mentre il premier comprimeva dentro la veste istituzionale la voglia di fare il gesto dell'ombrello al mondo intero (gliela si leggeva negli occhi, però), a un certo punto è partito un applauso. Per il suo addetto stampa.

Ora dico: s'è mai visto un applauso per l'addetto stampa del premier? E nella sede istituzionale di Palazzo Chigi? Eppure i giornalisti hanno fatto tutti clap clap con le manine, non appena Matteo gliel'ha ordinato. Vorrete mica contraddire l'Imperatore? Avesse chiesto loro di stendersi a pancia in giù e lustrare il pavimento con la lingua, probabilmente l'avrebbero fatto.

Anzi, considerato che il pavimento era particolarmente lucido, immagino che qualcuno l'abbia fatto lo stesso, anche se lui non l'ha chiesto. Così la lingua si allena, non si sa mai. Nel frattempo nella sede del Pd pare sia partita una sfida in stile «trova la differenza»: da una parte i capi corrente, dall'altra gli zerbini degli uffici del segretario. Impossibile distinguerli, però.

Anche i più esperti, i cultori della Settimana Enigmistica, non ce la fanno. Infatti il partito che fino a qualche giorno fa era scosso da lotte furibonde e coltellate dietro la schiena, s'è ormai totalmente appecoronato: «Abbiamo sempre collaborato», manda segnali di pace la minoranza. Civati esulta, Bersani fa festa, gli oppositori alla segreteria sono già diventati tutti all'improvviso profeti del «gioco di squadra».

S'ode un unico coro nella liturgia della sinistra: In Matteo, con Matteo e per Matteo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. E pazienza se la messa solenne vede fra i concelebranti anche alcuni che fino a ieri avrebbero passato Renzi per la garrota. Ora lo adorano. Spargono incenso. Cantano inni. È arrivato il salvatore. È arrivato l'Imperatore. In fondo non eravamo sempre stati tutti con lui?

PRIMI PRODIGI
Ma certo, siamo tutti renziani. Renziani della prima ora. Credere, obbedire e rottamare. Le tipografia clandestine stanno lavorando nottetempo per stampare false fotografieche testimoniano la partecipazione alla Leopolda di persone che la Leopolda manco sanno dove sia collocata. C'è chi ha riempito la sua casa di gagliardetti della Fiorentina, chi ha organizzato corsi accelerati di parlata toscana, chi ha eletto Giancarlo Antognoni suo mito d'infanzia senza sapere chi sia, e chi ha comprato al mercato nero un albero genealogico con avi di Pontassieve.

Nel frattempo «partono i primi comunicati del Minculrenz: i Balilla di Matteo sono pregati di riunirsi ogni mattina alle otto per l'alza bandiera dell'ottimismo. Verrà innalzato un vessillo con una gigantesca scritta "80" e tutti dovranno dire in coro la preghiera di ringraziamento all'Imperatore, concludendola come si conviene: boia chi molla, renzi renzi alalà. Del resto, bisogna dirlo, Matteo già sta compiendo i primi prodigi.

Imperatore sì, ma anche un po' Santo. E infatti non era ancora finito il conteggio vittorioso delle sacre schede e già lui, con la forza del pensiero e l'imposizione delle mani, riusciva a sbloccare situazioni che sembravano destinate a perdersi nel nulla: i bambini adottati da famiglie italiane e bloccate da mesi in Congo, per esempio, stanno già tornando a casa. Miracolo? Dimostrazione di potenza celestiale? Segno profetico? Non importa. Quel che conta è il messaggio della nuova crociata: Renzi vult, Renzi lo vuole.

Chi osa opporsi? Chi osa dirgli di no? Siamo tutti renziani perché lui può tutto: se piove troppo, fa spuntare il sole; se c'è siccità, fa piovere, ferma il vento con le mani, apre le acque del mare, alle elezioni batte Grillo e ,chissà che avanti di questo passo riesca perfino a trasformare Alfano in un ministro dell'Interno. O forse quest'ultima prova è impossibile anche per San Matteo l'Imperatore?

MORITURI TE SALUTANT
Nel frattempo, e nell'incertezza, preparatevi ad applaudire, come i colleghi in sala stampa. Non avete visto? La Borsa ha già dato, volando come non accadeva da tempo, pure la finanza s'è iscritta al partito renziano, le aziende sono renziane per definizione, i giornalisti figuriamoci, non aspettavano altro. Persino al Fatto quotidiano, nota roccaforte grillina, si scoprono enclave che si professano fedeli al premier.

E nei corridoi Rai si racconta che nelle settimane precedenti al voto c'erano decine di giornalisti che si erano scoperti improvvisamente grillini,e che nella notte fra domenica e lunedì, allo stesso modo, si sono scoperti improvvisamente renziani. Che ci volete fare? Spuntano renziani dappertutto, anche dove meno te l'aspetti: persino a casa di Beppe Grillo: nella sua sant'Ilario, infatti, ha vinto il Pd. «Sono renziano», scherza Fiorello in radio. «Renzi ha salvato l'Europa», proclama con devozione Dario Nardella, suo successore a Firenze.

E poi avanti tutti a dichiarare su Renzi contro l'Europa, ah lui sì, saprà guardare negli occhi la Merkel, saprà tirare per la giacca Hollande, stravolgerà l'Unione, incanterà i serpenti, farà volare quegli elefanti degli euro burocrati, raddrizzerà le leggi sulle banane, e forse anche le banane, s'inventerà gli 80 euro in versione Bruxelles, farà le slide multilingue e venderà all'asta le auto blu di Lady Ashton, magari abolirà le province e pazienza se gli diranno che sono le province delle Fiandre, che importa? Qualcosa lo farà,o comunque lo annuncerà, e tanto basta perché poi, tanto, i voti li prende, e noi tutti siamo costretti a fare «bravo, bravo» con le manine.

Ci porterà a schiantare, però quant'è simpatico. Soprattutto, com'è vincente. Com'è bello. Com'è divino. Imperatore, morituri te salutant. Ma con tanto entusiasmo e dosi di saliva, però. Avanti con la lingua: ci sono tanti pavimenti da pulire.

2. LA MORTADELLA NON MANCA MAI
Da ‘Libero'

Toh, c'era anche Romano Prodi in piazza a Bologna per festeggiare l'exploit di Renzi. E certo perché in terra emiliana i democratici hanno fatto segnare il 52% delle preferenze e l'ex premier e presidente della Commissione europea non poteva mancare. «Non capitava da tempo di essere su un palco in un'occasione come questa», ha spiegato il fondatore dell'Ulivo. Magari ci scappa un'altra chance per salire sul Colle. Del resto, quando c'è da mangiare, la Mortadella non manca mai.

 

 

PD FESTEGGIA RENZI SANTO PARTITO DEMOCRATICO LA FESTA DOPO LE EUROPEE PARTITO DEMOCRATICO FESTEGGIA DOPO I RISULTATI DELLE EUROPEE PARTITO DEMOCRATICO FESTEGGIA DOPO I RISULTATI DELLE EUROPEE PARTITO DEMOCRATICO FESTEGGIA DOPO I RISULTATI DELLE EUROPEE PARTITO DEMOCRATICO FESTEGGIA DOPO I RISULTATI DELLE EUROPEE PARTITO DEMOCRATICO FESTEGGIA DOPO I RISULTATI DELLE EUROPEE PARTITO DEMOCRATICO FESTEGGIA DOPO I RISULTATI DELLE EUROPEE PARTITO DEMOCRATICO LA FESTA DOPO LE EUROPEE BOSCHI E SPERANZA PARTITO DEMOCRATICO LA FESTA DOPO LE EUROPEE BOSCHI

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...