1- ‘ANVEDI COME BALLA BOCCHINO! E A TIRARE I FILI DEL BURATTINO DI FINI C’È BISIGNANI 2- IL “PUPARO” GLI CONTESTA IL TEATRINO IPOCRITA SUI DIRITTI UMANI. BOCCHINO: “EH… PERÒ SAI I DIRITTI UMANI SO I DIRITTI UMANI”. BISI: “SI, SÌ, PUÒ SIGNIFICÀ TUTTO E NIENTE” 3- C’È BISI BISI CHE SPIEGA A BRIATORE LE POTENZIALITÀ DI AVERE UN LATTANZI ALLA CORTE COSTITUZIONALE, CON ANNESSA LEZIONE (SBAGLIATA) DI PROCEDURA PENALE. C’È IL SOLITO MASI CHE PENSA “ALLE FIGHE” E LE TRE MINISTRE DELLA SCUDERIA BISIGNANI (GELMINI, PRESTIGIACOMO, CARFAGNA) CHE IN PUBBLICO FINGONO DI AMARSI, MA IN PRIVATO SI FANNO UNA GUERRA SPIETATA ALLA CORTE DEL SIRE DI HARDCORE 4- LERNER: “NON MI SONO MAI FIDATO DI ROVATI. NELLA CONVINZIONE CHE IL MIO AMICO PRODI ABBIA AVUTO NEL PASSATO IL DIFETTO DI SCEGLIERSI DEI PESSIMI COLLABORATORI” 5- IL SOCIO FARINA CHIEDE A BISI IL PERMESSO PER INCONTRARE IL DG RAI LORENZA LEI 6- SEMPRE FARINA: “LUIGI, SI OFFRE DI FARE ADDETTO STAMPA DENISE (DÈSIRÈE NDR) COLAPIETRO PETRINI, LA DONNA DI LUIGI ABETE. CHE NE PENSI?”. BISIGNANI SCONSIGLIA

1 - P4 L'UOMO CHE SUSSURRA A BOCCHINO
Malcom Pagani per "il Fatto Quotidiano"

La lunga estate calda di Italo Bocchino ha una lunga preparazione. Prima di incendiare il quadro politico e quello familiare, la fiamma dell'ex attivista del Fuan, si scalda al riparo di Luigi Bisignani. Lo scambio tra i due è continuo. Conversazioni, messaggini, richieste perentorie "Sui parchi mi raccomando, in commissione ora" esaudite in un amen: "Tranquillo". Di telefonata in telefonata, il rapporto si alimenta di suggestioni e reciproche rassicurazioni.

Persino normale che ogni apparizione pubblica del deputato di Fli richieda l'approvazione, non solo estetica, dell'amico Gigi. I toni usati nel vivace e mattiniero scambio del 10 novembre ondeggiano tra l'eterna maschera italiana e il teatrino parlamentare. A Montecitorio Il governo è andato sotto tre volte sui rapporti tra Roma e Tripoli. I voti del neo partito di Fini sono stati fondamentali. Sacconi avverte "Il governo non cadrà sulla Libia", La Russa plaude ironico all'arrivo dei barconi sulle coste italiane e Bocchino reagisce.

"È demagogia far passare un voto per i diritti umani come un voto contro i respingimenti". Preferisce tingere il suo intervento e i commenti successivi a uso della stampa di altissimi connotati. "Procediamo con i respingimenti (...) ma non dimentichiamo di essere la cultura del diritto e dei diritti, abbiamo il dovere di garantirli". Politica, come si vedrà. Nient'altro che politica.

Bisignani: "Pronti, Italo"
Bocchino: "Amico mio"
Bisignani: "Come va?"
Bocchino: "Bene, bene"
Bisignani: "Ieri l'argomento scelto non era dei migliori, eh...?"
Bocchino: "Bè, sai, i diritti umani non era nemmeno dei peggiori, no?"

Bisignani: "No, non, ma buttato lì sulla Libia eh...(...) no, non, lo dico perché"
Bocchino: "Eh... però sai i diritti umani so i diritti umani"
Bisignani: "Si, sì, può significà tutto e niente, insomma"
Bocchino: "Eh"

Archiviato l'idealismo, i due emigrano verso lidi più seri.

Bisignani: "Senti volevo sapè come è andata la riunione (...)"

Bocchino: "Ma guarda lui..., sui parchi ha detto di sì. Sul grosso non ci pensa proprio. Ha detto ce li ha, se vuole li spenda, ce li ha...."
Bisignani: "Eh, eh, pensa un po' ma"
Bocchino: "Capito?"
Bisignani: "Eh , eh, d'accordo"
Bocchino: "Se lei (Inc) un emendamento... noi lo sistemiamo"
Bisignani: "D'accordo va bene"
Bocchino: "Ok ciao, ciao"

PECORARO, BISI E IL COPASIR

L'8 ottobre 2010, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e Luigi Bisignani sono a colloquio. Il primo vuole avvertirlo urgentemente. Si discute di Copasir, presieduto da Massimo D'Alema. Conversazione lampo, che non senza abilità ,Bisignani, rapido, devia su altri argomenti e poi tronca in tutta fretta.

Bisignani: "Comandi come stai?"
Pecoraro: "Bene tu?"
Bisignani: "Tutto bene, tutto bene... dimmi"
Pecoraro:"Io ho saputo che il Copasir vorrebbe parlare di quella cosa che..."
Bisignani: "Ah... bene"
Pecoraro: "niente... il nostro amico..."
Bisignani: "Ah, ah..."
Pecoraro: "Non l'amico mio"

Bisignani: "Ho capito"
Pecoraro:"Ecco perché ci sta quel casotto al Copasir (...) cioè praticamente..."
Bisignani: "Sì, sì, ho capito"
Pecoraro: "Il presidente... (sembra dire)... del Consiglio
Bisignani: "Sì, sì, ho capito perfettamente. Senti l'unica cosa bella di stamattina è che ho casualmente incontrato Emilio (....) contento, felice come una pasqua, e abbiamo detto che ci dobbiamo vedere insieme (...)"

L'AMICO GIUDICE

Briatore chiama Bisignani il 20 novembre 2011 alle 12,34. Giorgio, il padre dell'avvocato di Gigi e di Briatore stesso, è stato appena nominato giudice della Corte Costituzionale. Bisignani improvvisa una lezione di diritto all' amico. Gli spiega le prerogative della Corte, confonde il Lodo Alfano, respinto dalla Consulta mesi prima, con il legittimo impedimento che sarà esaminato con esito in gran parte sfavorevole solo a Gennaio del 2011. L'altro risponde raccontando di aver parlato con Luca Cordero di Montezemolo di politica e sondaggi.

Briatore: "Senti, adesso che il padre di Fabio (l'avvocato Lattanzi, ndr) è stato nominato presidente della...»?
Bisignani: "Sì, giudice costituzionale, e beh é una grande cosa eh"?
Briatore: "Cosa è che... spiegami un po' tu che sai cosa vuol dire"

Bisignani: "Lui è uno dei giudici costituzionali quelli che... sono... sono pochi, alcuni sono eletti dalla Cassazione, altri dal Presidente della Repubblica, altri dalla Camera e sono quelli che decidono se alcune leggi rispettano la Costituzione oppure no, perché ogni legge deve essere costituzionale. È uno di quelli che deciderà sul 'lodo Alfano', lui passa per uno di sinistra però, insomma!"

Briatore: "Però, per... è importante per farlo no"
Bisignani: "Lui sì importantissimo, è poi è una carica che dura nove anni e poi lui è molto giovane e autorevole, rischia di diventare Presidente della Corte costituzionale che è una delle cose più importanti che c'è, o no, grandissima cosa, gli devi fare i complimenti"

Briatore: "Tu sai hanno sequestrato una barca...blue eyes (....) quella dei tabacchi"
Bisignani: "Sì"
Briatore: "(...) Stesso come me l'hanno sequestrata subito e non li hanno neanche incriminati per l'Iva".
Bisignani: "Ma roba da pazzi"

Briatore: "Cioè due pesi e due misure (....) stamattina ho detto a Fabio facciamola uscire sul giornale sta roba qui perché siamo a mare"

Bisignani: "E certo, che vergogna"
Briatore: "Cioè due procure (...) due opinioni diverse questo aiuta anche noi nella richiesta di dissequestro (...) però gli altri se la fittavano tra loro hanno chiesto all'agenzia delle entrate (...) si sai che a me la polivalenza mi hanno rotto i maroni (...) comunque è uno scandalo, guarda è uno scandalo"

GIORGIA E IL CINEMA

Giorgia Farina, 25 anni, regista laureata a Londra e specializzatasi poi alla Columbia University approda a Venezia nel 2010, sezione "Controcampo italiano" con "Achille". Il suo cortometraggio dura diciassette minuti ed è interpretato da Lando Buzzanca, figurina sudista e homo eroticus di tanto cinema anni '70, qui nel ruolo di un anziano tuffatore. Giorgia è giovane e apprezzata.

Ha vinto già più di un premio, ma come è ovvio, la salita è lunga. Vittorio, parente più che prossimo, stampatore in affari con Bisignani, si preoccupa dell'esito della proiezione lagunare. Organizza articoli di giornale  , ne discute con Gigi, loda Buzzanca che rivela a Bisignani, "ha detto che non si è fatto pagare" e lo ha anche dichiarato sul Messaggero del 25 agosto: "Il corto era bello, l'ho chiamata e le ho detto: Giorgia, lo faccio anche gratis. Mi piace troppo lavorare con i giovani".

La campagna stampa va alimentata. Per condurla si propone Dèsirèe Colapietro Petrini, giornalista, collaboratrice di alcuni siti di cinema e all'epoca neo compagna del presidente di Bnl Luigi Abete. Farina scrive a Bisignani: "Luigi, si offre di fare addetto stampa Denise (Dèsirèe ndr) Colapietro Petrini, la donna di Luigi Abete. Che ne pensi?".

Bisignani sconsiglia. Nei giorni successivi Farina chiede a Bisignani se si riesce a far uscire qualcosa su Libero e Bisi gli risponde che per adesso, è il momento di concentrarsi sul Corriere che l'8 settembre, recensirà regolarmente e benevolmente l'opera. Missione compiuta, con sms di reciproca soddisfazione "Pezzo sul Corriere bello. Repubblica foto e tre righe".

Il duo è curiosamente interessato all'arte. E, come sempre, informato. Bisignani fa sapere a Farina che Giuseppe Tornatore non riesce a portare a novanta minuti il suo film veneziano (il ritratto del leggendario produttore Goffredo Lombardo della Titanus, presentato effettivamente fuori concorso e tra gli applausi in versione ridotta di poco meno di un'ora) che è scontento e che c'è un po' di polemica. Gran finale Il 19 settembre, i due riparlano. Sono giulivi. Giorgia Farina ha ricevuto i complimenti di Giampaolo e Carlo (Letta e Rossella di Medusa?)

MINISTRE CONTRO

Come visto in precedenza , il vorticoso frullare di ministre del governo Berlusconi intorno a Luigi Bisignani ricorda la corsa taurina di Pamplona. In pubblico, fingono di amarsi. In privato, a colloquio con Gigi, si incornano volentieri tra loro. Lo dimostra il colloquio del 4 ottobre 2010 alle 19,37 tra Mariastella Gelmini e Bisignani. (...)

Bisignani: "Senti, allora io mi sono messo d'accordo con quello lì per mercoledì"
Gelmini: "Ok"
Bisignani: "Gli ho detto che tu vieni dalle nove e mezza alle dieci e mezza e poi te ne... senti, a Stefania le diciamo niente o no?"
Gelmini: "Rispetto a cosa? No, magari falla venire"
Bisignani: "Io provo a dirglielo, poi se a lei... in modo che così non si sente trascurata"

Gelmini: "Falla venire, ok, falla venire"
Bisignani: "Provo a dirglielo, poi se lei non viene, meglio"
Gelmini: "Ok, ok" (...)

L'8 dicembre 2010, Gianluca Comin, ex giornalista del Gazzettino, affilata punta di lancia delle relazioni esterne dell'Enel e Luigi Bisignani conversano. Tema del contendere le rivelazioni Wikileaks sui rapporti tra Eni, Berlusconi e Gazprom. Stanno arrivando sui giornali "Valangate di roba" e Comin è preoccupato. (...)

Comin: "(...) Anche Repubblica è partita"
Bisignani: "Sì va bene, partita, con una roba che non ha senso obiettivamente eh"
Comin: "(...) Però quando tu metti tre inviati di quel calibro (...) il non senso diventa senso politico (...)"

Bisignani: "(...) devono ancora uscire, non si sa quanti, duecento, trecento, quattrocento file... (...) l'idea mia è innanzitutto aspettare il quattordici perché questa è una roba chiaramente contro Berlusconi (...) che peraltro Scaroni e Poli hanno bloccato" (...) (...) Comin: "Però sai il mio timore è che tutto questo si trasforma in un... un'inchiesta della magistratura perché comunque apriranno un'inchiesta" (...)

MAURO E LE FIGHE

Il tre maggio 2010 , l'ex Dg della Rai Mauro Masi e Luigi Bisignani conversano rilassati. Il linguaggio è lascivo. (...)
Masi: "Mercoledì sera vado a Porta a Porta a parlare dei 150 anni"
Bisignani: "Vai e con chi?"
Masi: "Con Bondi (...) è una cosa tutta istituzionale" (...) (...)
Bisignani: "Niente fighe però, non invitare qualche figa"

Masi: "Eh, meglio di no"
Bisignani: "Eh, per carità, ti prego eh"
Masi: "Io mi portavo Miriam (...) scherzo, scemo"
Bisignani:"No, portati Sophia Loren...se ti devi portare una"
Masi: "C'era Miriam a Milano (...) ma non me ne ero accorto (...)" Bisignani:"(...) vaffanculo Mauro,dai,che ti conosco come le tue tasche (...)".

 

2 - GAD LERNER: "NON MI SONO MAI FIDATO DI ANGELO ROVATI"
Da "il Fatto Quotidiano"

Ringrazio Il Fatto Quotidiano che, pubblicando oggi la trascrizione di una conversazione del 19 settembre 2010 fra Luigi Bisignani e Angelo Rovati, mi risolve il piccolo mistero di una telefonata ricevuta davvero inaspettatamente". Gad Lerner si è rivolto l'altro ieri ai lettori del suo blog "Il bastardo" per raccontare delle diffide ricevute a mezzo telefonico nel novembre 2010 dall'avvocato di Bisignani, Fabio Lattanzi, in merito a un servizio di Francesco Esposito sull'ex giornalista dell'Ansa di casa a Piazza Mignanelli che poi regolarmente l'Infedele di La7 mandò in onda.

Per Lerner (che rivendica orgogliosamente di non aver mai parlato con Bisi nella sua vita) scoprire che Angelo Rovati, ex consigliere di Romano Prodi durante il suo secondo governo e amico di vecchia data di Luigi Bisignani, lo informasse delle intenzioni di Lerner non è stata una grande sorpresa: "Non mi sono mai fidato di Rovati" scrive Gad sul blog "nella convinzione, più volte manifestata, che il mio amico Romano Prodi abbia avuto nel passato il difetto di scegliersi dei pessimi collaboratori".

Poi la parte più dura. L'abiura del vecchio conoscente. L'anatema di Lerner che deve aver vissuto la lettura della puntata sui rapporti tra l'ex cestista Rovati e Bisignani con dolore: "Certo, quando gli telefonai per verificare se davvero Bisignani avesse un ufficio a Palazzo Chigi, non immaginavo che Rovati fosse così pappa e ciccia con il soggetto in questione. Se non altro oggi so chi è corso ad avvertirlo (inutilmente). Penoso". Da Rovati, per ora, nessuna risposta. Negli oltre cento commenti giunti a Lerner, il suo nome non c'è.


3 - IL SOCIO FARINA CHIEDE IL PERMESSO PER INCONTRARE LORENZA LEI
Da "il Fatto Quotidiano"

Il 14 dicembre 2010 di Vittorio Farina è un giorno complicato. Non appena conclusa la conversazione con la segretaria di Bisignani Rita Monteverde (deve andare da Mauro Masi in Rai e le chiede di intercedere): "Digli che c'ho bisogno soltanto di 10 minuti, ok e che Luigi ha sentito Lorenza perchè passo pure da lei?"

Farina chiama l'amministratore delegato di Ince 2002, Filippo Cellini. L'obiettivo (fallito) è farsi strada nella televisione di Stato. Allo scopo, l'ideale sarebbe incontrarsi con l'allora responsabile delle risorse televisive (con delega ai contratti e agli appalti) nonché attuale Dg della Rai, Lorenza Lei.

(...) Cellini: "Chi è?"
Farina: "E chi è? Il capo chi cazzo è il capo, scusa (...) Filippo sei completamente rincoglionito e allora e Ince Media"
Cellini: "Sì"
Farina: "Che è la nostra, ma non è quella che sta sui coglioni poi a, a Fabrizio Del Noce?" Cellini nega, la conversazione prosegue.

(...) Farina: "Ammesso che Ince non la conosce nessuno, gli dico che è roba mia... poi ho dei soci" Cellini: "Noi abbiamo lavorato con Rai uno e stiamo facendo delle cose veramente sceme è una roba da 10 mila euro con Rai2, abbiamo come al solito avuto sempre contrattazioni con la dottoressa Lorenza Lei sempre dure, aspre però cose normalissime di lavoro"

Farina: "No perché se io dico, no io devo dire che... io non posso andare a fare la promozione di roba di altri, chiaramente... io devo dire...
Cellini: "Dottore la usi come la sua"
Farina: "No, no, no l'importante è portare a casa il risultato" (...)
Farina: "Allora io e... e... vado oggi, ne parlo anche con Lorenza Lei?"
Filippo: "Sì che la vedo lo scoglio più..."?
Farina: "Ma che cazzo, ma sta buono, per te non ci sono scogli, ma te stai a rincoglionì te stai (...)"

 

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