vittorio sgarbi giusi bartolozzi

ARCHEO! QUANDO VITTORIO SGARBI OFFESE GIUSI BARTOLOZZI, OGGI CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, CARLO NORDIO, FINITA NEL POLVERONE DEL CASO ALMASRI – ERA IL 2020 E IL VECCHIO SGARBONE FECE UN’INTEMERATA DELLE SUE CONTRO LE TOGHE. BARTOLOZZI, NELLA VITA MAGISTRATO, REPLICO' PUNTUTA, SCATENANDO L’IRA DEL CRITICO D’ARTE (“VAFFANCULO, STRONZA"). LA PRESIDENTE DI TURNO DELL’AULA, MARA CARFAGNA, NON RIUSCENDO A PLACARLO, LO ESPULSE. MA LUI NON VOLEVA MOLLARE E COSTRINSE I QUESTORI A PRENDERLO IN BRACCIO… - VIDEO STRACULT

 

CAOS ALLA CAMERA, SGARBI ESPULSO DALL'AULA E PORTATO VIA DI PESO

Da www.tgcom24.mediaset.it – 25 giugno 2020

 

vittorio sgarbi portato via dall aula di montecitorio 2

Poco prima del voto finale sul dl Giustizia, Vittorio Sgarbi è stato portato via di peso fuori dalla Camera. Dopo essere stato espulso dal vicepresidente Mara Carfagna per aver alzato i toni, il noto critico d'arte si ostinava a non uscire dall'emiciclo e, anzi, si produceva in pesanti insulti e improperi nei confronti della stessa Carfagna e della deputata di Forza Italia, Giusi Bartolozzi.

 

Poco prima del voto, Sgarbi ha detto che "quanto sta accadendo con le intercettazioni sul Csm è una nuova tangentopoli" e ha chiesto "una commissione parlamentare di inchiesta che indaghi su questa nuova tangentopoli, una 'Palamaropoli'".

 

GIUSI BARTOLOZZI LITIGA CON SGARBI ALLA CAMERA NEL 2020

Dopodiché, Sgarbi ha citato Francesco Cossiga che "definì l'Anm come un'associazione a delinquere mafiosa". Parole, queste ultime, che hanno scatenato la reazione di Giusi Bartolozzi, nella vita magistrato.

 

"Che si dica che la magistratura tutta sia mafiosa mi fa inorridire", ha detto la deputata di Forza Italia. Sgarbi, a quel punto, ha perso il controllo e ha nuovamente alzato i toni inveendo contro la Bartolozzi e portando così il vicepresidente Carfagna a imporre la sua espulsione dall'Aula.

 

tweet su vittorio sgarbi 3

Sgarbi, a quel punto, si è seduto per protesta tra gli scranni di Fratelli d'Italia prima e della Lega poi. Quattro commessi sono intervenuti, lo hanno sollevato di peso, due per le gambe e due per le braccia, e lo hanno portato fuori mentre urlava altri insulti come "vaffanculo", "stronza" e "troia". "Ha pronunciato parole irripetibili nei confronti di Bartolozzi e della presidenza. Il rispetto reiproco è assolutamente dovuto. Ascoltare insulti e improperi continui nei confronti di una donna è inaccettabile", ha detto Carfagna.

 

GIUSI, LA ZARINA DI VIA ARENULA CHE HA MESSO IN FUGA TUTTI I CAPI

Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/politica/2025/08/07/news/giusi_bartolozzi_caso_almasri_chi_e-424776252/

 

E adesso in tanti si interrogano sul destino di Giusi Bartolozzi, il capo di gabinetto del ministro Nordio, definita «mendace» dai magistrati, perché imbrigliata dalla sua stessa contraddizione. A loro infatti ha detto che lei e il Guardasigilli si sentono quaranta volte al giorno, «ogni volta che c’è lui, ci sono anch’io», ma ha negato di avergli sottoposto […] la bozza sulla corretta procedura da seguire per gestire il caso Almasri, il torturatore libico che il nostro governo ha rimpatriato a gennaio sull’aereo di Stato.

 

GAETANO ARMAO

Insomma, lo proteggerebbe. Ma così facendo espone sé stessa al rischio di fare da capro espiatorio […].

 

Ha 56 anni. Siciliana di Gela. Giudice nella sua città, poi a Palermo e alla Corte d’appello di Roma. È la compagna di un potente del centrodestra nell’isola, il professore Gaetano Armao, avvocato amministrativista.

 

La magistratura le sta stretta. Nel 2018 il salto in Parlamento. Silvio Berlusconi la candida capolista nel proporzionale alla Camera nel collegio di Agrigento. Deputata con Forza Italia si distingue sulla separazione delle carriere, è vittima di un attacco in aula con parole irriferibili di Vittorio Sgarbi, che sarà sospeso per quindici giorni.

 

Passa per liberal perché insieme ad altri quattro colleghi di partito – Renata Polverini, Stefania Prestigiacomo, Elio Vito e Matteo Perego – vota a favore della legge contro l’omotransfobia e la misoginia del pd Alessandro Zan. Nel 2021, la rottura con i forzisti, per aver espresso opinioni in dissenso dal gruppo sulla riforma del processo penale.

 

 

vittorio sgarbi si scaccola

Rimossa dalla Commissione Giustizia è spostata alla Affari costituzionali. Preferisce passare al gruppo misto. È la stagione del governo Draghi, con dentro tutti, e l’onorevole Bartolozzi, racconta chi c’era, fa opposizione su tutto, contestando ogni atto.

 

Nell’autunno del 2022, all’alba della nuova legislatura, resta nel Palazzo. Il ministro Nordio la vuole con sé, come vice capo di gabinetto. Il capo di gabinetto, Alberto Rizzo […] scopre presto che Nordio chiama Bartolozzi «la mia ministra », lei, iperattiva, accentratrice, insonne, scavalca i capi dipartimento, assume le decisioni chiave, bisogna passare dal suo ufficio per ogni incombenza, vaglia ogni carta, persino domande e risposte delle interviste. «Stremato» Rizzo getta la spugna e se ne va. Nordio la nomina capo di gabinetto, vincendo la contrarietà di Mantovano.

 

GIUSI BARTOLOZZI

Difficile resisterle. Si dimette anche Luigi Birritteri, il capo del Dipartimento per gli affari di giustizia. Faranno le valigie – ha messo in fila il Foglio – anche il capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, la direttrice dell’ispettorato generale, il capo del Dap, il direttore generale dei sistemi informativi, il capo dell’ufficio stampa.

 

I cronisti inseguono “i fuggitivi”, che denunciano «un clima invivibile », spuntano dettagli della guerra delle «due Giusi», Giusi Bartolozzi contro Giuseppina Rubinetti, la responsabile della segreteria del ministro.

 

«Com’è possibile questa fuga? », chiedono i deputati dell’opposizione a Nordio. Il ministro nonrisponde. Bartolozzi diventa “la zarina”.

 

giorgia meloni e vittorio sgarbi 1

[…] È il suo carattere ambiziosissimo (dicono che punti a rientrare in Parlamento con Fratelli d’Italia), a fare di lei il personaggio chiave, a volgere la sua figura nel romanzesco. «Il vero ministro» l’ha definita il verde Angelo Bonelli.

vittorio sgarbi

GIUSI BARTOLOZZImeme su vittorio sgarbi portato via dall aula di montecitoriovittorio sgarbi portato via dall aula di montecitorio 3vittorio sgarbi portato via dall aula di montecitorio

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…