ARCHEO-VIDEO: QUANDO MATTEO SALVINI PROTESTAVA CONTRO L’AUMENTO DEI PEDAGGI AUTOSTRADALI, AL GRIDO DI “SECESSIONE” – ERA IL 2014 E IL LEGHISTA, INSIEME A BOSSI, SI PRESENTÒ FRA GALLARATE E CAVARIA, LUNGO L’A8 MILANO-VARESE, RIFIUTANDOSI DI PAGARE IL PEDAGGIO, CONTRO I RINCARI – ORA CHE È MINISTRO DEI TRASPORTI, E DA OGGI I PEDAGGI AUMENTERANNO DI NUOVO, NON PROTESTA PIÙ…
Salvini nel gennaio 2014 inscenò una grottesca commedia rifiutandosi di pagare per aumento dei pedaggi autostradali...
dal 1gennaio 2026 aumentano i pedaggi autostradali...
chi è Ministro dei Trasporti?
e a chi darà la colpa?
buon anno eh#Salvini #pedaggi #capodanno #31dicembre pic.twitter.com/UqBi8JqkeQ
— Sirio ? (@siriomerenda) December 31, 2025
PROTESTA CONTRO L’AUMENTO DEI PEDAGGI. SALVINI: NON PAGO IL CASELLO PER GIUSTIZIA
Da www.lastampa.it – 11 gennaio 2014
2014 matteo salvini protesta contro l'aumento dei pedaggi 1
Ritorno all’antico, per la Lega, che oggi ha protestato contro l’aumento dei pedaggi autostradali al grido di “secessione”. La manifestazione principale, con il segretario Matteo Salvini e il presidente Umberto Bossi, si è tenuta in mattinata fra Gallarate e Cavaria, lungo l’A8 Milano-Varese, dove già nel 1992 il Senatur radunò i suoi cercando di impedire la costruzione della barriera.
«Io non pago», il motto dei militanti contro il nemico di sempre: Roma, colpevole di elargire «favori al sud». «È una questione di giustizia sociale - ha sostenuto Salvini, europarlamentare -. Al sud ci sono mille chilometri di autostrade gratis, mentre bastonano il nord. Questo è razzismo». Salvini, da nemmeno un mese segretario della Lega, ha guidato con la sua Volvo grigia un carosello di una quarantina di auto fino alla barriera di Gallarate nord, dove ha dichiarato al casellante (e dopo di lui tutti gli altri) di non pagare il pedaggio di 1,50 euro in quanto «il servizio fa schifo». E lo stesso ha fatto ritornando verso Milano, garantendo che non pagherà nemmeno il sollecito.
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«Aumentano i costi dei trasporti, vitali per l’economia e l’industria, invece bisogna ridistribuire i sacrifici su tutto il paese e non mungere sempre la solita vacca, il nord», ha scandito Bossi, arrivando al presidio accolto con calore dal centinaio di leghisti radunati vicino all’autostrada e impegnati a distribuire volantini agli automobilisti di passaggio, così come è accaduto in una trentina di caselli fra Lombardia, Veneto e Piemonte.
A Gallarate nord, la barriera che ventidue anni fa la Lega non riuscì a bloccare, il primo gennaio il pedaggio è aumentato da 1,40 a 1,50 euro. E, sempre sulla A8, è aumentato da 1,60 a 1,70 euro anche a Milano Nord. Da sempre per il Carroccio si tratta di un cavallo di battaglia, benché gli aumenti in questi ultimi dieci anni siano stati quasi annuali, con governi di centrodestra e di centrosinistra. Nel 2009 a Gallarate si pagava 1,20 euro. E già nel 2006 la Lega minacciò barricate per un aumento di 10 centesimi a Milano Nord. Al ritrovato “movimentismo” di Salvini, praticato anche nel caso-Cota, è comunque arrivato - via Twitter - anche il sostegno del presidente della Lombardia, Roberto Maroni, che alla protesta non s’è fatto vedere.
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