ARRIVA L’ONDA NERA DELLE SVASTICHELLE – SI SONO APERTE LE URNE NELLA REGIONE TEDESCA DELLA SASSONIA-ANHALT, DOVE AFD È PROIETTATA VERSO LA VITTORIA, CON OLTRE IL 41% NEI SONDAGGI: LA DOMANDA È SE AVRÀ LA MAGGIORANZA ASSOLUTA. SAREBBE IL PRIMO GOVERNO D’ESTREMA DESTRA IN GERMANIA DAL 1945 – L’EUROPA GUARDA CON PREOCCUPAZIONE AL LAND PIÙ POVERO E CON LA POPOLAZIONE PIÙ VECCHIA DELLA GERMANIA – SE I NAZISTELLI SFONDASSERO, LO CHOC SI SENTIREBBE FINO A BERLINO. IL CANCELLIERE MERZ NE USCIREBBE ANCORA PIÙ DEBOLE: È TALMENTE IMPOPOLARE CHE LA CDU LOCALE NON LO HA VOLUTO PER LA CAMPAGNA ELETTORALE – IL PROGRAMMA CHOC DI AFD: A SCUOLA CLASSI SEPARATE PER DISABILI E MIGRANTI, OBBLIGO DI CANTARE L'INNO TEDESCO, NAZISMO MINIMIZZATO…
GERMANIA: URNE APERTE IN SASSONIA-ANHALT, AFD PUNTA A PRIMA VITTORIA
(LaPresse) - Urne aperte per le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, in Germania. I seggi, aperti dalle 8, lo rimarranno fino alle 18 in circa 2.600 sezioni elettorali, con circa 22mila scrutatori impegnati nelle operazioni di voto e spoglio. Quasi 1,7 milioni di elettori sono chiamati a pronunciarsi in una consultazione che potrebbe segnare un passaggio storico per la politica tedesca.
Il partito di estrema destra Alternative fuer Deutschland (AfD) è nettamente in testa nei sondaggi, non è lontano dalla maggioranza assoluta e punta a conquistare per la prima volta la guida di un Land, davanti alla Cdu. Il risultato potrebbe rendere estremamente complessa la formazione di un nuovo governo. Ieri il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, alla vigilia del voto ha dichiarato: "Non permetteremo a queste persone di distruggere il nostro Paese con le loro parole".
Alla competizione partecipano, oltre a Cdu, AfD, Linke, Spd, Verdi e Fdp, anche altre nove liste, tra cui Bsw, Liberi elettori, Volt e il Partito per la protezione degli animali. Il principale confronto è tra il ministro-presidente Sven Schulze della Cdu e il candidato dell'AfD Ulrich Siegmund.
Il nuovo Parlamento regionale dovrà riunirsi entro 30 giorni dalle elezioni. L'elezione del ministro-presidente, che avviene a scrutinio segreto, potrebbe tuttavia richiedere più votazioni e trasformarsi nel primo, decisivo banco di prova del nuovo equilibrio politico emerso dalle urne.
RISCHIO AFD: TRIONFO CON O SENZA GOVERNO?
Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera”
La domanda non è se oggi in Sassonia-Anhalt vincerà l’AfD. È se vincerà in modo così netto da poter governare. Sarebbe il primo governo d’estrema destra in Germania dal 1945. Per questo al Land più povero e con la popolazione più vecchia della Germania (nonché penultimo per abitanti) si guarda da tutta l’Europa come all’epicentro di una possibile rivoluzione.
[…] Decideranno 1,69 milioni di aventi diritto: sarebbe, per l’Italia, come mettersi nelle mani dell’Abruzzo. L’AfD ha trovato in Ulrich Siegmund, 35 anni, un trascinatore. Un politico star dei social, un influencer gentile e carismatico, capace di far adunare le masse.
I sondaggi, in genere precisi in Germania, danno queste previsioni. L’AfD al 41%, la Cdu al 23, la Linke all’11,5, la Spd all’8, i Verdi al 6. E poi, sotto la soglia di sbarramento del 5 %, la sinistra nazional-populista BSW di Sahra Wagenknecht (4) e i liberali (3). Rispetto all’ultimo voto, 4 anni fa, è tutto rovesciato: allora la Cdu del ministro-presidente («governatore») Sven Schulze aveva il 37% e l’AfD il 20: ma era un’altra Germania. La questione stavolta è se il «campo largo democratico» riesca a tenere fuori dalla porta l’AfD.
il consenso elettorale di afd in germania
Nessun partito del centro è disposto a puntellare l’AfD: lo esclude anche la Cdu del cancelliere Merz. C’è però una piccola formazione, la BSW di Sahra Wagenknecht (che ha fatto tutto il percorso da «spina nel fianco della Spd» a rosso-bruna putiniana, che non vuol rispettare il Brandmauer , il muro anti-AfD. È questa dunque la via del potere dell’AfD. O una maggioranza assoluta dei seggi (non dei voti), o il soccorso di Sahra.
Vari istituti di ricerca danno le possibilità di governo dell’AfD tra il 33% e il 7%. Tecnicamente (o per i nerd della politica), però, sono da osservare solo due partiti. I Verdi, il cui ingresso chiuderebbe la partita, e la BSW di Wagenknecht. Il problema si porrà dopo il voto, nella formazione del governo. La Linke (sinistra) ha già detto che darà l’appoggio esterno, ma non parteciperà.
Ma accettare il soccorso della Linke finora era tabù a livello nazionale per la Cdu. Infine, se l’AfD sfondasse, lo choc si sentirebbe fino a Berlino. Merz ne uscirebbe ancora più debole, si alzerebbero le voci di chi vuole sostituirlo. Il cancelliere è talmente impopolare che la Cdu locale non lo voleva in Sassonia-Anhalt.
LA CONQUISTA DELLA GERMANIA PARTITA DA EST
Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera”
Alice weidel Ulrich Siegmund - afd
«Ci prepariamo a questo da molti anni. Abbiamo bisogno di gute Leute», brava gente . Quando Ulrich Siegmund è andato in tv, nel salotto politico più influente della Germania, quello condotto dal bolzanino Markus Lanz, ha detto la verità.
L’AfD ci lavora da anni, al suo progetto per conquistare la Sassonia-Anhalt: una Familienfest in un paesino, una Demokratiefest in quello vicino, le scampagnate con i motorini Simson che ricordano i bei tempi della Ddr nei weekend.
[...] «Che il nostro sia un movimento di massa non viene da sé», sostiene Siegmund, «Ulli» per i fan. Così, mentre gli altri partiti diventavano invisibili e si ritiravano, l’AfD si mobilitava: studiando, copiando — dai Maga ai post-haideriani di Herbert Kickl in Austria a Orbán — per prendersi le terre dell’Est che, in realtà, a nessun altro partito premeva veramente avere e capire. O così la pensano i cittadini. Deportati e segregati
L’AfD della Sassonia-Anhalt è, con quella della Turingia, la più radicale della Germania. Se Alice Weidel potrebbe anche, in futuro, non scartare l’ipotesi di una riconversione «meloniana», qui non ci pensano nemmeno. Il partito regionale è classificato «sicuramente estremista» dal Verfassungsschutz , i servizi interni.
proteste fuori al congresso di afd 1
Cosa pensa l’AfD, cosa vuole e come governerà se vince quest’oggi lo si legge nel manifesto di Magdeburgo, votato ad aprile. L’ha scritto una delle menti politiche più radicali dell’AfD, il Rasputin di «Ulli», il filo-putiniano Hans-Thomas Tillschneider. Il Times di Londra, con l’efficacia dei titolisti inglesi, l’ha definito «deportazione & segregazione».
C’è la remigrazione, ovviamente. Ma anche il ritorno a un’educazione prussiana («Più Bismarck meno Hitler», ripete spesso Siegmund), l’addio alla scuola dell’obbligo. Classi a parte per i disabili e i figli dei rifugiati, tanto saranno «deportati». E poi «pensare tedesco» ( deutsch denken ), privilegiare un’arte che fortifichi «lo spirito nazionale».
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Pieni rapporti con la Russia: questo non c’entra con chi deve governare in Sassonia-Anhalt, ma l’hanno scritto lo stesso.
[...]
L’AfD — Alternative für Deutschland — nasce solo nel 2013, nel pieno della crisi dell’euro. Viene fondata dai professori anti-euro, capitanati da Bernd Lucke, che volevano spingere l’Italia a tornare alla lira. Fin dall’inizio ci si chiese se fossero il cavallo di Troia dell’ultradestra. Con l’arrivo dei migranti siriani — vero spartiacque di questi anni — l’ala nazionalista-radicale tirò giù la maschera e cacciò i professori.
Fu poi Alice Weidel, più pragmatica, nel 2019, a prendere in mano l’AfD e a portarla dal 9 al 21% delle ultime elezioni. Oggi nei sondaggi è il primo partito tedesco, davanti alla Cdu.
L’Alternative ha nell’Est le sue roccaforti. E senza l’Est non esisterebbe nella forma attuale. Fu qui — nella Prussia più conservatrice — che dopo la riunificazione arrivarono i pifferai dell’estrema destra, Björn Höcke, Alexander Gauland. Crearono reti, relazioni.
Nel deserto post-Ddr, non esistevano sindacati, chiese, associazioni, non c’era la società civile — fu l’idea — che avrebbe strozzato un progetto radicale sul nascere, come sarebbe invece avvenuto nell’Ovest.
SASSONIA MANIFESTAZIONE CONTRO AFD
E una volta messe le radici e creata una base — ecco il teorema — si sarebbe potuto conquistare la Germania dalla periferia. Così è stato. In tanti Länder dell’Ovest l’AfD ha un quinto dei consensi: perfino nella ricca Baviera.
Dieci giorni fa, due pesi massimi, il ministro della Difesa Boris Pistorius (Spd) e il governatore verde del Baden-Württemberg, Cem Özdemir, si sono espressi per bandire i partiti «sicuramente estremisti», a livello regionale.
Sarebbe la fine dell’AfD di Siegmund. La Costituzione tedesca prevede il bando dei partiti che vogliono abolire la democrazia. Ma si può mettere fuorilegge una formazione votata da un quarto dei tedeschi? La Germania su questo si sta spaccando a metà. Lo storico del nazismo Norbert Frei dice che la richiesta della messa al bando «avrebbe dovuto essere presentata da tempo». Il sociologo Matthias Quent obietta che il «tabù morale» attorno all’AfD sta perdendo efficacia.






