VELTRONI? ATAC-CATI AL TRAM! - WALTERLOO SAPEVA? SPUNTA UNA LETTERA DEL 2003 SULLA GRANDE TRUFFA DEI BIGLIETTI

Tommaso Montesano per "Libero"

In quelle tredici pagine del 5 settembre 2003 destinate a Walter Veltroni c'era scritto tutto. Con le «criticità del sistema» Atac messe nero su bianco. In primis quei quattro milioni di euro in meno nelle casse dell'azienda a causa di un andamento delle vendite dei biglietti «pesantemente inferiori alle previsioni di budget».

Colpa del «malfunzionamento» del sistema automatizzato di vendita dei biglietti, che Atac dal 1999 aveva affidato alla multinazionale australiana Erg Limited. La stessa che ancora oggi - mentre l'azienda del trasporto pubblico locale è nella bufera - occupa con i suoi uomini i posti chiave nella gestione della bigliettazione elettronica. E questo nonostante la decisione di Atac di porre fine all'affidamento del servizio all'esterno.

UN SISTEMA IN CRISI
Fatto sta che Mauro Calamante, allora presidente di Atac, con una riservata confidenziale del 5 settembre 2003 decide che è tempo di rompere gli indugi. Obiettivo: «Riportare in casa l'intelligenza e la cassa del sistema», messi in pericolo dalla cattiva «gestione del contratto di outsourcing», ovvero l'esternalizzazione del sistema di vendita dei biglietti.

Calamante individua oltre una mezza dozzina di «criticità del sistema» ad appena quattro anni dall'accordo con Erg. «Duplice sistema di bigliettazione (cartaceo ed elettronico); «rete di vendita gestita con contratti in esclusiva»; «limitato numero dei punti vendita sul territorio»; «punti vendita mal distribuiti sul territorio»; «lentezze nella utilizzazione delle apparecchiature da banco per il rilascio dei titoli»; «inadeguatezza strutturale delle macchinette: componenti in plastica con rapido deperimento con immediato blocco del funzionamento»; «malfunzionamento delle macchinette per la distribuzione automatica dei titoli».

Il risultato, solo nel primo trimestre del 2002, «sono quattro milioni di euro in meno» nelle casse dell'Atac a causa del vertiginoso calo delle vendite. «Criticità » di cui il presidente di Atac informa, con la missiva del settembre 2003 sia il sindaco Veltroni, sia gli assessori competenti (all'epoca Marco Causi alle Politiche economiche, finanziarie e di bilancio, e Mario Di Carlo alla Mobilità).

La soluzione prospettata da Calamente è che sia Atac a farsi carico della «gestione» e dello «sviluppo del sistema di vendita». Anche se questo comporta un esborso di «circa 27 milioni di euro per l'acquisto dell'hardware e dei diritti di utilizzazione economica del software». A Veltroni, il presidente di Atac annuncia quindi che è «in corso di preparazione l'atto di risoluzione consensuale del contratto» stipulato con Erg.

Con una condizione che fin da allora solleva le perplessità dell'allora opposizione di centrodestra. Questa: «Un'ampia dichiarazione liberatoria delle parti, l'una nei confronti dell'altra, di non aver più nulla a pretendere a qualsiasi titolo». Niente penali, insomma. E questo nonostante i numerosi «problemi vissuti con Erg» denunciati nella lettera.

IL RITORNO IN SELLA
Nel 2005, del resto, chi doveva uscire dalla porta rientra dalla finestra. Ovvero Erg, che viene inglobata dall'Atac - personale, macchinari e software compresi - per continuare a svolgere dall'interno quello che prima faceva dall'esterno, ossia la gestione del sistema per la bigliettazione elettronica. E non solo. Gli affidamenti ad Erg, che nel 2008 si trasforma in Claves srl, comprenderanno anche la fornitura e installazione» dei nuovi tornelli nelle stazioni di metropolitana e ferrovie locali.

 

la lettera che accusa Veltroni su AtacWalter Veltroni Laura Boldrini e Walter Veltroni Walter Veltroni atacatac b

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…