LA SCUOLA ITALIANA TRATTATA COME UN FERRO VECCHIO - I CIRCA 7MILA TAGLI NEL COMPARTO SCUOLA PREVISTI DALLA MANOVRA FANNO INCAZZARE TUTTI: DAGLI STUDENTI AI SINDACATI, PASSANDO PER GENITORI E PRESIDI - CGIL, CISL E UIL ACCUSANO IL GOVERNO DI INDEBOLIRE L’ISTRUZIONE PUBBLICA: "È UNA SCELTA GRAVISSIMA CHE FINIRÀ CON IL METTERE IN GINOCCHIO LA SCUOLA ITALIANA” - GLI STUDENTI ANNUNCIANO UNA MOBILITAZIONE PERMANENTE: “SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA IL 20 NOVEMBRE” - VIDEO
Estratto dall’articolo di Maria Novella De Luca e Salvo Intravaia per “la Repubblica”
È una rivolta che salda insieme studenti e sindacati, presidi e genitori, mentre le opposizioni compatte parlano di «scempio» e di «schiaffo al futuro dei giovani».
I settemila tagli nel comparto scuola annunciati nella legge di Bilancio — circa cinquemila insegnanti e duemila tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici del personale Ata — hanno provocato una vera e propria rivolta nelle scuole di tutta Italia, già impoverite dai tagli del 2025.
Gli studenti medi annunciano mobilitazione permanente, «saremo di nuovo in piazza il 20 novembre», spiega la coordinatrice della Rete Angela Verrecchia. [...]
GIORGIA MELONI - GIANCARLO GIORGETTI - CONFERENZA STAMPA MANOVRA - FOTO LAPRESSE
[...] Critiche dure e senza appello arrivano dai sindacati della scuola tutti compatti nel bocciare la manovra. Cgil, Cisl e Uil parlano di «scelta gravissima che finirà con il mettere in ginocchio la scuola italiana».
Sottolinea Ivana Barbacci della Cisl: «Chiediamo il ritiro immediato dei tagli per l'istruzione», mentre Gianna Fracassi, leader della Flc Cgil, denuncia: «La scuola statale viene smantella ma le private continuano a godere di provvidenze pubbliche».
Sulla stessa linea Gilda e Anief che ricordano quanto proprio oggi, nell'esplodere della violenza giovanile, la scuola — baluardo educativo — dovrebbe non essere impoverita ma sostenuta più che mai. Un pensiero che torna nelle parole di chi tutti i giorni è in prima linea, come Matteo Croce, preside del liceo linguistico e delle scienze umane "Danilo Dolci" di Palermo.
«Le parole sono superflue, già ora il nostro organico è ai minimi termini. Soprattutto quell'organico di "potenziamento" che aveva consentito a tanti nostri alunni di recuperare quelle lacune frutto di problematiche legate al contesto sociale e familiare, alunni che certamente non possono permettersi insegnanti a pagamento. Tagliare poi personale Ata, può causare seri problemi sulla vigilanza e sicurezza dei nostri ragazzi». [...]
Non c'è "anima" della scuola italiana che non viva come un affronto al futuro dei propri figli la scure del governo Meloni sull'istruzione pubblica. Laura Trucchia del Coordinamento genitori democratici, racconta una lotta che affratella le generazioni. «Noi madri e padri siamo scesi in strada accanto agli studenti e siamo sgomente e indignate per le risposte che il governo ha dato ai nostri giovani.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Criminalizzazione, repressione, fino allo smantellamento sistematico della scuola pubblica, nell'assoluta indifferenza per l'edilizia scolastica fatiscente, mentre il calo demografico viene strumentalizzato per lasciare invariate le classi pollaio».
E uno schiaffo ulteriore «a chi crede nella scuola libera, laica, gratuita» dice Laura Trucchia, è rappresentato «dal supporto alle private paritarie mentre si disintegra la scuola pubblica». [...] E dalle piazze di studenti e sindacati arriva un monito chiaro: «Saremo in mobilitazione permanente, ormai nelle strade siamo milioni».




