joe biden

“HO GIÀ FATTO TRE INTENSI E SIGNIFICATIVI ESAMI NEUROLOGICI E DICONO CHE SONO IN BUONA FORMA”. E POI BIDEN CHIAMA ZELENSKY “PUTIN” E CONFONDE KAMALA HARRIS CON TRUMP - "SLEEPY JOE" NON VUOLE MOLLARE LA CORSA PER LE PRESIDENZIALI E, ALLA CONFERENZA STAMPA A MARGINE DEL VERTICE NATO, LO DICE CHIARAMENTE: “SONO LA PERSONA PIÙ QUALIFICATA PER FARE IL PRESIDENTE. CEDERE IL TESTIMONE? NO. SOLO SE MI DICESSERO CHE IO NON HO CHANCE DI VINCERE E NESSUNO LO DICE. NESSUN SONDAGGIO - SE I DELEGATI ALLA CONVENTION DEMOCRATICA DI CHICAGO DECIDESSERO CHE VOGLIONO UN ALTRO CANDIDATO? SAREBBE PARTE DEL PROCESSO DEMOCRATICO MA NON SUCCEDERÀ…” - LA REAZIONE DI ZELENSKY QUANDO BIDEN LO CHIAMA PUTIN - VIDEO!

 

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per www.corriere.it

 

JOE BIDEN

Joe Biden ha affrontato molte prove, personali e politiche, nella sua vita, ma quella di stanotte, al termine del vertice della Nato, è stata definita dalla Cnn la «conferenza stampa presidenziale con il più alto livello di pressione della storia moderna». Parlando poco dopo le 7 di sera, al termine di una lunga giornata di eventi, il presidente ha assicurato che resterà in corsa per un secondo mandato perché deve finire il lavoro iniziato nel 2021. […] con questa apparizione Biden sperava di rassicurare soprattutto la sua nazione.

 

LE GAFFE: CHIAMA ZELENSKY 'PUTIN' E LA VICE 'TRUMP'

JOE BIDEN E ZELENSKY

Non è iniziata bene. Già durante l'evento che precedeva la conferenza stampa […] il presidente americano ha fatto una gaffe: «Signore e signori - ha detto al termine del suo discorso -. Ecco a voi il presidente Putin». Ovviamente si trattava di Zelensky. Ha recuperato bene, accorgendosi subito dell’errore e affermando che pensava a Putin perché è così concentrato nel batterlo. «Io sono meglio di lui», ha detto Zelensky sorridente. «Molto meglio», ha replicato Biden.

 

Subito dopo, però, durante la conferenza stampa […] Biden ha detto senza accorgersene «vicepresidente Trump» anziché Kamala Harris. Due gaffe che hanno richiamato l'attenzione del rivale per la Casa Bianca che tramite social lo ha deriso: «Bel lavoro, Joe!».

 

JOE BIDEN

Più tardi Biden ha risposto sui social: «La so la differenza. Una era procuratrice, l’altro è un criminale». In un altro video, Trump lo ha preso in giro per un altro errore, quando ha detto – prima di correggersi – che si consulta sull’Ucraina con il suo «comandante-in-capo» anziché «capo dello staff».

 

Alcuni alleati l’hanno immediatamente difeso: «Capita a tutti di avere un lapsus», ha detto Macron. E Giorgia Meloni: «L’ho visto bene, un vertice ben organizzato e concreto». E lo stesso Biden ha voluto rassicurare sulle sue condizioni di salute: «Ho già fatto tre intensi e significativi esami neurologici e dicono che sono in buona forma. Nessuno mi chiede di fare un nuovo test, ma se il mio medico me lo chiedesse, non mi opporrei»

joe biden - voci sul botox

 

Poco prima della gaffe su Zelensky, in un’intervista alla Bbc il premier britannico, Keir Starmer, aveva affermato di aver trovato il presidente «davvero in ottima forma» e aveva respinto le preoccupazioni riguardo il fatto che le capacità cognitive di Biden non siano più idonee a guidare il Paese. […]

 

Il presidente è arrivato a questa conferenza stampa in difficoltà, pressato da una parte del suo partito che vuole che si ritiri dalla corsa per un secondo mandato, disperatamente alla ricerca di tempo per decidere più in là e quindi di fatto rendere il ritiro impossibile, visto che ci sarebbero solo poche settimane per scegliere e votare il successore. Ma Biden non vuole tirarsi indietro: «Sono qui per finire il lavoro […] Sono determinato a correre. Sono certo di poter battere Trump una seconda volta, lui non fa nulla, gioca a golf».

joe biden

 

Nancy Pelosi, l’ex speaker della Camera e tuttora una potenza nella raccolta di fondi per i democratici, aveva detto in tv che era giusto aspettare la fine del summit della Nato, per rispetto a Biden, prima di spingerlo «a prendere una decisione».

 

Si avvicina dunque la resa dei conti. Molti credono che sulla scelta potrebbe influire anche Barack Obama: prima di inviare il suo brutale editoriale al New York Times, George Clooney ne aveva informato Obama, il quale non lo avrebbe incoraggiato, […] ma secondo Politico non avrebbe obbiettato alla pubblicazione del pezzo.

 

David Axelrod, l’ex manager della campagna di Obama che è stato molto critico nei confronti di Biden dopo il dibattito, ha riconosciuto dopo la conferenza stampa che «vacilla su altre cose ma è molto sicuro sulle questioni di politica estera»: è stata una buona idea – ha aggiunto – quella di tenere la conferenza stampa a margine del summit della Nato.

editoriale del nyt contro joe biden

 

Però la commentatrice Rachel Maddow della rete progressista Msnbc ha osservato che al di là dei contenuti, molti spettatori noteranno il tono lento e a tratti esitante (con un cambiamento di tono improvviso solo quando Biden si è fatto prendere dalla rabbia parlando delle armi in America: «Più bambini vengono uccisi da proiettili che da ogni altra cosa»).

 

Mentre il presidente era al summit, tre suoi consiglieri hanno pranzato con i senatori democratici per cercare di convincerli che esiste una strada per la vittoria che passa da Michigan, Wisconsin e Pennsylvania. Ma il New York Times afferma che la stessa campagna elettorale del presidente starebbe conducendo dietro le quinte dei sondaggi tra gli elettori (eventualmente da presentare poi a Biden) per conoscere i punti di forza di Kamala Harris («ritenuta qualificata da Biden per fare il presidente») e per vedere quale potrebbe essere la performance della vicepresidente contro Trump.

JOE BIDEN INTERVISTATO DALL ABC

 

Biden ha detto di ritenere Harris qualificata per la presidenza, ma di essere lui il più qualificato. Quando gli è stato chiesto da una reporter se accetterà di passare il testimone alla sua vicepresidente se quei sondaggi dovessero mostrare che Harris ha più chance di lui di battere Trump, il presidente ha replicato: «No. Solo se mi dicessero che io non ho chance di vincere». E ha continuato sottovoce, come per svelare un segreto: «Nessuno lo dice. Nessun sondaggio». Ha aggiunto che, se i delegati alla convention democratica di Chicago decidessero che vogliono un altro candidato, sarebbe «parte del processo democratico» e poi, di nuovo sottovoce: «Non succederà».

 

kamala harris joe biden

Biden aveva la voce bassa dopo una giornata di incontri, ogni tanto tossiva, ma ha risposto alle domande per circa un’ora. Sembrava preoccupato di fare errori e ripeteva «comunque», come per porre freno alla sua tendenza ad andare fuori tema. Il fatto stesso che Biden, il presidente che ha fatto meno conferenze stampa dai tempi di Reagan, abbia accettato di tenerne una alla fine di questa lunga giornata illustra la pressione di dover dimostrare che il dibattito catastrofico con Trump è stato solo «una brutta nottata» nella quale, per stessa ammissione del presidente, sono stati commessi «errori stupidi» giustificati da «orari massacranti» […]

 

joe biden barack obama

«Gli alleati europei - sostiene Biden - mi hanno detto di vincere. Nessuno mi ha detto che non devo correre». «Sono pronto ad affrontare Putin e Xi Jinping – ha aggiunto – ora e tra tre anni. Non c'è alcun leader mondiale che non sono pronto ad affrontare. Se Putin mi chiama sono pronto a parlarci. Io sono la persona più qualificata – ha concluso – per garantire che l'Ucraina non cada, e possa avere successo e che la linea europea resti forte». […]

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...