L'ARMATA BRANCA-MELONI ALLA BIENNALE DEL KAOS - ALLA LAPIDE POSTA DALL'"UCRAINO" FAZZOLARI ("LA SCELTA DI BUTTAFUOCO E' UN INUTILE PASTROCCHIO: UN TRUCCO ESCOGITATO PER AGGIRARE LE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA"), RISPONDE DA DESTRA UNA SONORA, DOPPIA PERNACCHIA - LA PRIMA ARRIVA DAL SUO PARTITO, FDI: "DETESTANDO" L'USURPATORE GIULI, IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA FEDERICO MOLLICONE SE NE FOTTE E VA A VENEZIA – LA SECONDA, BOMBASTICA PERNACCHIA AL "GENIO" DELLA FIAMMA MAGICA ARRIVA NIENTEMENO CHE DAL VICEPREMIER E MINISTRO SALVINI: IL FILO-PUTINIANO CAPATAZ DELLA LEGA ANNUNCIA CHE VENERDÌ VISITERÀ LA MOSTRA E “TUTTI I PADIGLIONI, NESSUNO ESCLUSO...” - SE IL MINISTRO GIULI-VO OBBEDISCE A ''FAZZO'' E RESTA A CASA A LUCIDARE GLI STIVALI, IL SUO SOTTOSEGRETARIO AL MINISTERO DELLA CULTURA, LA LEGHISTA LUCIA BORGONZONI, SALIRA' SULLA GONDOLA DI SALVINI, IL NEMICO PIU' INTIMO DELLA DUCETTA....
DAGOREPORT
GIOVAMBATTISTA FAZZOLARI - FOTO LAPRESSE
Fazzolari: "La scelta sulla Russia è un inutile pastrocchio"
Giovanni Lamberti per AGI
"La fondazione La Biennale di Venezia gode di ampia autonomia ed è stata una sua scelta autonoma quella di riaprire il padiglione russo, nonostante il parere contrario del governo italiano espresso attraverso il ministro della Cultura". Questa la premessa del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, contattato al telefono dall'Agi sul tema della Biennale.
ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO
"Che questa decisione della Biennale sia stata un pastrocchio - aggiunge - è testimoniato anche dal fatto che il padiglione russo rimarrà chiuso nei giorni aperti al pubblico e che durante quei giorni saranno proiettati solo dei filmati visibili dall'esterno.
E, da quello che è emerso, tutto questo sarebbe stato - rileva Fazzolari - un trucco escogitato dalla fondazione per aggirare le sanzioni contro la Russia e l'impossibilita' concreta di aprire il padiglione".
"Ricordo - rimarca Fazzolari - che questa vicenda ha suscitato la protesta formale di 22 governi europei, della Commissione europea, di molti cittadini e persino di numerosi dissidenti russi. Dissidenti che hanno ricordato che alla Biennale saranno presenti solo artisti graditi al regime e scelti dal Cremlino, a scapito dei molti artisti russi liberi oggi detenuti nelle prigioni di Mosca", sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
apertura padiglione russo alla biennale di venezia
"Polemiche che la Biennale avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi, atteso che la sua missione istituzionale e' quella di occuparsi di arte e cultura e non di altro", conclude Fazzolari.
Leonardo Bison per il Fatto Quotidiano – Estratti
Non è stato il padiglione della Russia (che come preannunciato si presenta come apolitico, un inno all’arte e ai fiori) ad accendere il primo giorno di “pre-apertura”, per giornalisti e addetti ai lavori, della Biennale Arte 2026.
La più discussa, per distacco, degli ultimi decenni, la prima in cui i premi saranno assegnati dal pubblico per dimissioni di massa della giuria internazionale.
La commissione Ue ha infatti scelto proprio ieri, per anticipare una seconda lettera di contestazioni su presunte violazioni, che è stata inviata alla Biennale.
Mentre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, ha definito “un pastrocchio” la scelta di accettare la presenza russa, evidenziando una frattura col ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che invece sarà alla mostra venerdì.
PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI
Segno di un cortocircuito di governo cui contribuisce anche il presidente meloniano della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, che si presenterà oggi a Venezia contro il parere del suo partito e di Palazzo Chigi, pur non visitando il padiglione russo.
Quest’ultimo andrà ufficialmente per portare vicinanza agli artisti ucraini, ma ieri ha messo in imbarazzo il governo e la Presidenza del Consiglio.
La seconda lettera dell’Ue nasce da presunte ulteriori “evidenze”, per condannare la decisione di consentire alla Russia di partecipare alla Biennale Arte del 2026.
Nel pratico però, la prima lettera, con conseguente minacciato taglio dei fondi da 2 milioni, poneva un termine fino a domenica per la replica della Biennale, mentre questa nuova lettera scade a fine maggio: la decisione è rinviata.
Di fatto ancora non è chiaro quali regole sulle sanzioni abbia violato la Biennale, tanto che proprio Fazzolari ieri ha cambiato la narrazione: “Questa decisione è stato un pastrocchio, tant’è che il padiglione russo rimarrà chiuso.
lucia borgonzoni matteo salvini
Un trucco escogitato dalla fondazione per aggirare le sanzioni contro la Russia e l’impossibilità concreta di aprire il padiglione”. In realtà il fatto era noto da due mesi.
Ma pure Henna Virkkunen, vicepresidente della commissione Ue, avvisa: “La Biennale non sia un’occasione per la Russia di mettersi in mostra”. La Biennale, nel rispondere con una nota all’Ue, ribadisce “di aver verificato e rispettato tutte le norme nazionali e internazionali, e su ciò ha fornito informazioni anche agli ispettori inviati dall’Autorità vigilante del ministero della Cultura”.
Manderà le controdeduzioni. Il governo però è diviso, e nonostante la diserzione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, alla Biennale ci sarà.
apertura padiglione russo alla biennale di venezia
Ieri il vicepremier Matteo Salvini ha detto che venerdì visiterà la mostra e “tutti i padiglioni, nessuno escluso”. Venerdì sarà il giorno dell’inaugurazione del padiglione Italia, diretta emanazione del governo, presentato al mondo senza il ministro che l’ha voluto.
GIOVAMBATTISTA FAZZOLARI - FOTO LAPRESSE
PIETRANGELO BUTTAFUOCO - CONFERENZA STAMPA BIENNALE 2026
federico mollicone
ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO
FEDERICO MOLLICONE - ILLUSTRAZIONE BY FRANCESCO FRANK FEDERIGHI
PIETRANGELO BUTTAFUOCO - CONFERENZA STAMPA BIENNALE 2026
apertura padiglione russo alla biennale di venezia
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apertura padiglione russo alla biennale di venezia 2026
pietrangelo buttafuoco alessandro giuli
