ANCHE AL BILDERBERG, È PARTITA LA DE-TRUMPIZZAZIONE? – PETER THIEL QUEST’ANNO NON S'È PRESENTATO AL SUMMIT DEI POTENTONI, OGGETTO DI INFINITE TEORIE DEL COMPLOTTO. MEMBRO DEL COMITATO DIRETTIVO DEL GRUPPO DAL 2008, THIEL È UN GRANDE FINANZIATORE DEL VERTICE (TRAMITE L’ASSOCIAZIONE “AMERICAN FRIENDS OF BILDERBERG”) E “RE” DI QUELLA ZONA GRIGIA TRA FINANZA E INTELLIGENCE CHE RAPPRESENTA LA MATRICE STESSA DEL SUMMIT – IN COMPENSO, C’ERANO CINQUE ITALIANI: OLTRE AGLI HABITUÉ ENRICO LETTA, VITTORIO COLAO E MARCO ALVERÀ, PRESENTE IL SOTTOSEGRETARIO VALENTINO VALENTINI, L’AD DI POSTE MATTEO DEL FANTE E LA NEW ENTRY…
Non solo Letta, tutti gli italiani alla corte del Bilderberg
Estratto da https://www.lidentita.it/
[…] Anche quest’anno si riunirà il Club Bilderberg. E […] anche quest’anno ci saranno gli italiani. Non solo l’immancabile prezzemolino internazionale Enrico Letta. Con loro pure Vittorio Colao, ex ministro […], […] altro habitué di questo genere di appuntamenti.
Assodata la presenza del manager Marco Alverà, che siede negli organismi decisioni del gruppo Bilderberg ed è quindi di casa, è confermata la presenza di Valentino Valentini, viceministro alle Imprese di Forza Italia che torna per la seconda volta al Bilderberg. Una presenza “istituzionale” che non rappresenta una vera novità.
La new entry di quest’anno, infatti, a quanto pare è un’altra: si tratta di Silvia Maria Rovere, da poche settimane riconfermata alla presidenza del consiglio d’amministrazione del gruppo Poste insieme all’ad Matteo Del Fante.
Il gruppo Bilderberg, noto per la sua riservatezza, si è appena riunito, ma chissà cosa si sono detti i membri dell'élite globale?
Traduzione di un estratto dell’articolo di Charlie Skelton per https://www.theguardian.com/
La 72ª riunione del […] Bilderberg Group, la conferenza politica elitaria e riservata da decenni al centro di infinite teorie del complotto, si è tenuta nel fine settimana a Washington DC.
Un cordone di sicurezza è stato eretto attorno all’opulento hotel Salamander Washington DC per il vertice […], affollato come sempre da primi ministri, leader militari, miliardari della tecnologia e vertici delle grandi società di investimento.
Il Bilderberg, che dagli anni Cinquanta rappresenta una sorta di sala macchine intellettuale della NATO, si è svolto quest’anno in un momento di crisi e incertezza profonde per l’alleanza.
Nelle ultime settimane, con Donald Trump che ha minacciato a più riprese di ritirarsi dalla “tigre di carta” della Nato, il cosiddetto “rapporto transatlantico tra difesa e industria” (come definito nell’agenda) ha raggiunto un punto di rottura estremamente teso.
Il segretario generale della Nato e habitué del Bilderberg Mark Rutte è arrivato alla conferenza reduce da un colloquio “molto franco” alla Casa Bianca. Ma al di là della retorica di Trump e delle sue minacce di abbandonare l’alleanza, non si è visto alcun segnale di un disimpegno americano dal Bilderberg. Al contrario: gli Stati Uniti erano presenti in forze.
proteste contro il bilderberg meeting 1
I titani di Wall Street, tra cui i CEO di KKR e Lazard, insieme ai vertici di colossi come Pfizer, si sono riuniti a porte chiuse con una delegazione di politici di primo piano vicini al presidente. Il lobbying del grande business lontano dai riflettori è da sempre la specialità del Bilderberg, e questo intreccio opaco tra settore pubblico e privato si adatta perfettamente al capitalismo relazionale tipico di Trump.
Tra i partecipanti figuravano il fidato segretario agli Interni di Trump, Doug Burgum, il suo guru commerciale Robert Lighthizer, l’alleato economico Jason Smith, presidente della potente commissione Ways and Means della Camera, e il segretario dell’Esercito Dan Driscoll, noto come “l’uomo dei droni” di Trump.
Non sorprende che, con il conflitto in Iran a dominare il ciclo globale delle notizie, la conferenza di quest’anno abbia assunto un tono bellico: all’ordine del giorno figurava il “futuro della guerra” e tra i partecipanti c’era l’ammiraglio a quattro stelle Samuel Paparo, capo del comando indo-pacifico degli Stati Uniti.
Dal settore privato era presente una nutrita rappresentanza di contractor militari e produttori di droni, guidati dall’insider del Bilderberg Eric Schmidt, ex capo di Google e convinto sostenitore della guerra con droni.
All’inizio dell’anno, Schmidt aveva dichiarato al Financial Times che “le guerre future saranno definite da armi senza equipaggio”, con “sciami di droni controllati a distanza e sempre più automatizzati grazie a sistemi di targeting basati sull’intelligenza artificiale”.
A prosperare in questa intersezione tra droni e AI sono aziende come Anduril Industries, il cui cofondatore e CEO Brian Schimpf era presente alla conferenza di Washington, insieme al suo collaboratore nel progetto “Golden Dome” di Trump, il CEO di Palantir Technologies, Alex Karp.
peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 3
Karp è vicino al collega miliardario Peter Thiel, il cui nome, sorprendentemente, non figura nell’elenco dei partecipanti di quest’anno. Thiel è membro del comitato direttivo del gruppo dal 2008, e la sua assenza a un Bilderberg è un evento quasi senza precedenti. La sua influenza si estende in profondità nell’amministrazione Trump ed è cresciuta anche all’interno del Bilderberg: attraverso la American Friends of Bilderberg Inc, contribuisce in larga parte a finanziare i sontuosi incontri a Washington, insieme allo stesso Schmidt.
Thiel opera in quella zona grigia tra grande finanza e intelligence: non a caso, ha fondato Palantir anche grazie a finanziamenti della CIA. Questo intreccio opaco rappresenta la matrice stessa del Bilderberg, nato con il sostegno dell’intelligence britannica e americana, e da sempre frequentato da capi dei servizi segreti. Quest’anno erano presenti tre direttori dell’intelligence, tra cui il capo dell’MI6, Blaise Metreweli. Un mondo di retrobottega affascinante, fatto di strategie, scouting di talenti e grandi discussioni ideologiche su “Cina” e “Occidente”, che Thiel questa volta ha perso.
vignetta sul bilderberg meeting
Per un grande tessitore di relazioni come Thiel, saltare il Bilderberg non è cosa da poco. Dopotutto, il valore dell’evento sta proprio nella possibilità di restare tre passi avanti grazie a un accesso informale e fuori dai registri ai decisori politici: colazioni con il presidente della Finlandia, tè con il direttore del Fondo Monetario Internazionale, cocktail con il re d’Olanda.
Resta un mistero perché la stampa parli così poco del Bilderberg, un vertice annuale di enorme rilievo con la presenza di così tanti leader politici. L’edizione di quest’anno offriva diversi spunti di cronaca, a partire dalla partecipazione di Vivian Motzfeldt, ex ministro degli Esteri della Groenlandia ed ex presidente dell’Inatsisartut.
Motzfeldt è stata la prima groenlandese a partecipare al Bilderberg, e la sua presenza ha rappresentato un chiaro segnale all’amministrazione Trump: la Groenlandia può contare su alleati influenti all’interno del partenariato transatlantico. Con ogni probabilità ha contribuito alla sessione sulla “sicurezza artica” e forse avrà anche citato la frase conclusiva di uno degli ultimi sfoghi anti-Nato di Trump: “RICORDATE LA GROENLANDIA, QUEL GRANDE, MALGESTITO, PEZZO DI GHIACCIO!!!”.
Ma in assenza di una vera supervisione da parte della stampa, è qualcosa che probabilmente non sapremo mai.
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