C’E’ UN BONELLI "EROE", E NON E’ ANGELO DI AVS MA IL PADRE! - LUIGI BONELLI, 102 ANNI DA POCO COMPIUTI (ANCHE IL MINISTRO CROSETTO E’ ANDATO A FESTEGGIARLO) RACCONTA LA SUA VITA DA CARABINIERE: HA DATO LA CACCIA AL BANDITO GIULIANO (“60 KM A PIEDI OGNI GIORNO, MA FUMAVO DUE PACCHETTI DI SIGARETTE”), E’ SCAMPATO ALLE CANNONATE TEDESCHE, HA FATTO DOMANDA PER ANDARE IN SOMALIA (“INVECE MI AMMALAI…) E GLI E’ TOCCATO INFINE VEDERE IL FIGLIO INSIEME AL SINISTRELLO FRATOIANNI - “NON ABBIAMO ANCORA DISCUSSO DEL REFERENDUM. QUANDO ASCOLTO LA TV STO ATTENTO A QUELLO CHE DICE MAURIZIO GASPARRI. IL PADRE ERA GENERALE DELL’ARMA…”

 

Margherita De Bac per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Scatta in piedi in stile militare e stringe la mano con vigore, contento di raccontarsi e trascorrere parte della mattinata in modo diverso. 

guido crosetto luigi bonelli 1

«Ci sento benissimo senza bisogno di apparecchi acustici. Non prendo farmaci a parte uno per la glicemia e ho una memoria di ferro, sono perfettamente lucido, mi chieda tutto quello che vuole». 

 

Cosa le manca? 

«Poter fare di più. Ho la maculopatia, la vista molto ristretta in ambedue gli occhi quindi i miei svaghi sono limitati. Per guardare la televisione, e magari ascoltare cosa fa e dice mio figlio, devo appiccicarmi allo schermo». 

 

Il signore abbronzato, avvolto in un bel cardigan verde (militare) a trecce ci accoglie nel suo appartamento ad Acilia, presso Roma. È Luigi Bonelli, papà di Angelo, parlamentare di Avs, che passa spesso a trovarlo col pesce fresco comprato a Ostia da far preparare alla giovane badante Nina. Il 18 febbraio in casa è stata organizzata la festa del 102esimo compleanno. Pochi invitati all’ora di pranzo. I carabinieri della stazione di Ostia, il suo medico fidato, Enzo Zeno del Sant’Anna di Pomezia, qualche parente. 

 

guido crosetto angelo e luigi bonelli

Non come per il centenario, celebrato in pompa magna a San Giorgio con tutti i 21 nipoti, arrivati da Sicilia, Canada e Milano. Luigi è seduto in soggiorno, una parete è tappezzata di onorificenze e foto storiche. Col presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con Crosetto, con i suoi Capi. 

 

In questi giorni il ministro della Difesa lo ha reso felice andandolo a trovare. Insomma, in casa non si può non respirare la politica italiana, a partire dalle posizioni del figlio Angelo. 

 

Con lui parla di politica? 

«Certo, gli faccio molte domande. Ma non abbiamo ancora discusso del referendum. Quando ascolto la tv sto molto attento a quello che dice Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato. Il padre era generale dell’Arma». 

 

Carabiniere di nascita? 

guido crosetto luigi bonelli

«No, papà faceva il contadino. Fin da bambino ero innamorato della divisa. Mi sono arruolato il 27 agosto 1942.

 

Andai a Palermo per la visita medica, convinto di tornare a casa in giornata, a Ravanusa, in provincia di Agrigento. 

 

Non immaginavo che una volta dichiarato idoneo sarei stato subito imbarcato per Roma assieme ad altri 11 giovani». 

(...)

 

Diventò carabiniere a ottobre dopo il corso allievi. Poi venne rispedito in Sicilia. 

«Esattamente alla stazione di Lercara Friddi, in provincia di Palermo. L’isola era zona di guerra, facevo servizio lungo la ferrovia. Mi trovavo lì con un soldato quando ci sorpresero gli americani, sbarcati nella vicina Licata. Loro con le mitragliatrici, noi con il moschetto, pensi un po’... (mima il gesto di chi imbraccia il fucile)». 

 

La presero prigioniero. 

«Per modo di dire. La prigionia durò niente. Di dove sei, mi chiesero. Di Ravanusa, risposi. Vattene a casa. Mi presentai al comandante del Paese mio e lui si raccomandò che tornassi subito a Lercara Friddi. Altrimenti sarei diventato disertore». 

 

Lercara ha dato i natali al mafioso Lucky Luciano... 

compleanno di luigi bonelli

«Invece Montelepre, dove venni spostato, era la terra del bandito Giuliano. E non è finita qui, con i banditi. A Contessa Entellina, dove mi mandarono successivamente, le campagne ne erano infestate. Ci spedivano a cercarlo. A ognuno veniva assegnata una zona da battere. Io e un collega stavamo fuori una settimana, dormivamo sulla paglia, 60 chilometri a piedi ogni giorno. Da mangiare si trovava, grazie ai pecorari. Il problema non era quello». 

 

Ecco il segreto della longevità. Con tutto questo esercizio fisico è normale che lei sia arrivato a 102 anni. 

«Camminate a parte, non conducevo una vita sana. Fumavo due pacchetti di Nazionali al giorno. Smisi all’improvviso nel ’69, non perché mi ripromettessi di farlo né per le continue litigate con mia moglie che non voleva fumassi a letto. Avevo male ai denti e per lenire il dolore presi delle caramelle. Da quel momento il desiderio di tabacco svanì: basta sigarette». 

 

Riprendiamo dalla caccia ai banditi. Dopo che succede? 

luigi bonelli

«Sono partito da Palermo con la quinta armata americana. Mi trovavo bene con loro. 

A Viareggio trovammo i tedeschi che ci accolsero a cannonate. Vidi morire davanti a me quattro carabinieri. Altri morti li ho visti nel 1945 a Genova, partigiani contro fascisti. Una carneficina. Lo stesso anno mi inviarono nel Piacentino per sorvegliare il corretto svolgimento del referendum monarchia/Repubblica». 

 

Quella bella signora ritratta nella foto più grande sul comò è sua moglie? 

«Si chiamava Pasqua, Pasqua Cacciatore. Mi ha lasciato lo scorso anno. L’ho conosciuta nel ’49, allora lavoravo in ufficio a Torino. Tornavo ogni tanto a Ravanusa e ad aspettarmi c’era lei, bella e buona. Ci siamo sposati nel settembre del ’55, sono nati due figli, Angelo e Silvia (che ascoltano seduti in soggiorno senza mai intervenire ndr )». 

 

Perché in ufficio a Torino? 

«Avevo fatto domanda per andare in Somalia e mi avevano accettato. Lo feci per soldi. 

Avrei guadagnato qualcosa di più delle 25 lire al mese. Invece mi ammalai mentre ero in attesa di imbarco a Santa Maria Capua Vetere e fui operato alla colecisti. Addio partenza, addio al servizio nell’Arma come lo intendevo io. In prima linea, non al tavolo». 

 

Come si innamorò dell’Arma? 

ANGELO BONELLI 22

«Papà possedeva un lotto di terreno coltivato a pistacchi e mandorle. Di tanto in tanto passavano i carabinieri di pattuglia, bellissimi nella divisa.  Restavo a bocca aperta, guardandoli. Sognavo di diventare come loro. Terminate le elementari chiesi a papà il permesso di arruolarmi e dette il consenso firmando un foglio perché ero minorenne e di mia sola iniziativa non avrei potuto farlo. Sono ancora innamorato dell’Arma. Ho finito la carriera come appuntato, non mi interessavano i gradi.  Se ripenso a quei tempi mi emoziono». 

 

Come si sente a questa età? 

«La testa è a posto, mi ricordo tutto. Il corpo così così, un po’ di acciacchi. I miei figli baccagliano perché mangio come un uccellino. Non ho fatto nulla per mantenermi così. Le giornate scorrono lente, ma in un modo o nell’altro passano. Ultimamente non esco di casa anche se, appoggiato al deambulatore, mi sento abbastanza sicuro. Però a un piacere non rinuncio». Quale? «Andare in terrazzo a prendere il sole. Espongo il viso e mi sento meglio». 

 

Le piace la vecchiaia? 

«Sì, perché sto bene, capisco tutto e ricordo tutto: 102 anni sono tanti. Mi stanco facilmente, ma non è stanchezza di vivere. (...) Ora però la devo lasciare, ho parlato tanto». 

ANGELO LUIGI BONELLI

(…)

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