C’È CHI RISIKO E CHI ROSICA – MPS E BANCO BPM STUDIANO UNA DIFFICILE CONTROMOSSA ALL’OFFERTA DI INTESA E UNIPOL PER IL “MONTE”: LA PASSIVITY RULE IMPEDISCE ALL’ISTITUTO SENESE LIBERTÀ DI MOVIMENTO MA NON DI DIALOGO. L’AD, LUIGI LOVAGLIO, POTREBBE AGIRE IN TANDEM CON GIUSEPPE CASTAGNA, CHE AVEVA GIÀ PROPOSTO A MPS UN “MATRIMONIO” TRA PARI. MA UNA CONTROFFERTA DELL’EX POPOLARE MILANESE È IMPROBABILE. SAREBBE TROPPO COSTOSA (35 MILIARDI), SENZA UN PARTNER INDUSTRIALE. TORNA IN PISTA UNICREDIT? – L’AD DI UNIPOL CIMBRI: “GENERALI RESTERÀ UN CONCORRENTE. IL MARCHIO MONTEPASCHI AL POSTO DI BPER? È COMMERCIALMENTE PIÙ FORTE…”
CIMBRI: "MPS È UN MARCHIO FORTE E GENERALI RESTA UN CONCORRENTE"
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
Concorrenti sono e concorrenti resteranno. Il presidente di Unipol Carlo Cimbri allontana l'idea di una pax con Generali: l'offerta di Intesa su Mps, che ingloba l'acquisizione del 13,1% del Leone, non modificherà gli equilibri.
Audito insieme all'ad Matteo Laterza dalla commissione di inchiesta sulle banche del Senato, il manager ha spiegato perché i rapporti non cambieranno alla luce della partecipazione della compagnia assicurativa all'operazione di Ca' de Sass (Unipol avrà in dote 635 filiali del Monte, oltre al marchio e alle attività centrali, da fondere poi in Bper).
«La proposta – ha detto – non ha nulla a che vedere con il nostro concorrente Generali: la partecipazione in capo a Mediobanca sarà acquisita in Banca Intesa, i nostri rapporti non muteranno».
[…] Quando invece le domande dei parlamentari si sono concentrate sugli aspetti più strettamente bancari, le certezze hanno lasciato spazio a un quadro dai contorni meno definiti.
[…] Un certo margine c'è […] sul numero degli sportelli che Unipol comprerà da Intesa, ma comunque molto contenuto.
carlo messina conferenza stampa di presentazione dell opas di intesa sanpaolo su mps foto lapresse 2
[…] Cimbri ha […] sottolineato che sarà possibile solo qualche piccolo scostamento rispetto all'accordo che prevede una suddivisione a metà degli sportelli con Intesa (635 a testa): «Se saranno 635, 643 o 628 vedremo, ma non saranno di più perché – ha aggiunto – non è nella volontà delle parti che hanno definito i contratti».
[…] Se tutto filerà liscio, Unipol avrà in mano Banca Monte dei Paschi, comprensiva del marchio, e chiederà a Bper di procedere alla fusione. «Dal nostro punto di vista – ha sottolineato Cimbri – tra il marchio Bper e il marchio Monte dei Paschi, la più antica banca del mondo, Monte dei Paschi è commercialmente più forte».
Nel frattempo Cimbri ha escluso contatti con Delfin e Caltagirone, i grandi soci di Mps che dovranno decidere se aderire all'offerta la cui soglia minima è fissata al 66,67%. Il presidente di Unipol ha anche negato di aver avuto interlocuzioni col governo sull'operazione, suggerendo di girare la domanda all'ad di Intesa Carlo Messina. […]
MPS E BANCO BPM STUDIANO LA CONTROFFERTA CIMBRI: “NOI SPETTATORI”
Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”
La battaglia per la conquista del Monte dei Paschi di Siena, di Mediobanca - e del 13,1% di Generali - è solo all'inizio. E dopo la prima mossa di Intesa Sanpaolo, con l'appoggio di Unipol, il mercato è tornato a guardare sull'asse tra Rocca Salimbeni e Piazza Meda. Da dove potrebbe partire il contrattacco.
[…]
Nei corridoi della finanza milanese è tornata a circolare con insistenza la voce di una possibile contromossa. Mps si trova in passivity rule e per approvare qualsiasi tipo di operazione straordinaria, il cda ha bisogno del via libera dell'assemblea straordinaria.
Il cda del Monte, però, ha già annunciato che avvierà sia l'esame dell'Opas di Intesa, sia quello della proposta di trattativa per avanzata da Bpm. Tradotto: Lovaglio non ha alcuna intenzione di lasciare cadere l'opzione del Banco. Anche perché la passivity non vieta di "dialogare" e approfondire eventuali operazioni.
D'altra parte, Lovaglio e l'amministratore delegato di Piazza Meda Giuseppe Castagna sanno entrambi di essere prede. Motivo per cui Castagna non rinuncia all'idea di lanciare una controffensiva su Mps: l'operazione è complicata, servono almeno 32-33 miliardi di euro per superare l'offerta di Intesa che ha già messo sul piatto una componente in contanti.
Certo, Castagna è convinto di poter contare sul sostegno di Lovaglio, ma come ha osservato Messina la governance del Monte «è molto complessa». Inoltre, l'alleanza tra Castagna e Lovaglio si poggia sul bisogno di resistere a un'offensiva esterna: i due si stimano, ma non si fidano ciecamente uno dell'altro.
Una distanza che li ha sempre frenati dall'approfondire operazioni congiunte. Nonostante Bpm fosse entrata nel capitale del Monte già a fine 2024 e avesse sempre sostenuto Lovaglio, anche dopo la rottura con il vecchio cda di Siena.
Per Bpm, però, rilanciare sul Monte è quasi impossibile. Motivo per cui nella partita potrebbe rientrare Unicredit. La banca guidata da Andrea Orcel è impegnata nella campagna di Germania con l'Ops su Commerzbank che ha ormai raggiunto il 55% del capitale (tra titoli e derivati), ma l'attenzione verso l'Italia è sempre alta.
Peraltro, l'interesse di Unicredit sull'intero pacchetto di Banco Bpm è ridotto: a Orcel interessano soprattutto gli sportelli al Nord. Non è quindi escluso che possa sostenere un'operazione sul Monte, in cambio di una contropartita rilevante in termini di agenzie e - magari - di governance su Generali. E anche sul fronte del Leone le mire sono rivolte in particolare sul vita. Castagna, però, starebbe valutando anche la possibilità di coinvolgere altri partner industriali nell'operazione. E nella partita potrebbero rientrare anche i francesi di Crédit Agricole. […]






