massimo cacciari

"GLI ARROGANTELLI DEL PD HANNO FALLITO. IL PARTITO RISCHIA DI CREPARE COME I SOCIALISTI FRANCESI” - CACCIARI RANDELLA ENRICO LETTA E LA CLASSE DIRIGENTE DEM: “IL PD FACCIA IL SUO CONGRESSO E NOMINI UN NUOVO GRUPPO DIRIGENTE AL POSTO DI QUESTO MANIPOLO DI PSEUDO CAPI. I 5 STELLE? SONO UNA FORZA DI PURO ASSISTENZIALISMO, NON LA NUOVA SINISTRA - IL GOVERNO MELONI? NON GIUDICO I NOMI MA GIUDICHERÒ I FATTI”

Fabio Dragoni per “la Verità”

 

Professor Massimo Cacciari, un intellettuale vero. Non usa Whatsapp. Beato lei.

«No, non uso Whatsapp».

 

MASSIMO CACCIARI

Pfizer per bocca di un suo manager al Parlamento europeo è stata costretta ad ammettere che i vaccini anti Covid non erano testati per impedire la trasmissione del virus. Crollano i presupposti giuridici alla base del green pass. Contro la cui introduzione lei si è fieramente battuto.

«Che altro dire? Lo chieda ai paladini del vaccino. Chieda a loro ragione e conto delle loro posizioni».

 

Una riflessione. Critichi le disfunzionalità dell'Europa? Sovranista! Sollevi dubbi sull'efficacia dei lockdown? Negazionista! Metti in luce l'abominio del green pass? No vax! Evidenzi la criticità delle sanzioni? Putiniano! Ma che dibattito è?

«Si cerca di far sì che il dibattito non esista. Poi per fortuna a differenza che in altri Paesi - e fra questi metto la Russia e ovviamente la Cina - le cose si possono anche dire senza subire repressioni. Ma certamente la maggioranza dei mass media è del tutto omologata».

 

I media sono la controparte dominante del dibattito?

massimo cacciari a cartabianca

«I media nazionali - giornali, televisioni eccetera - portano avanti posizioni che presentano come "indiscusse". Chi prova a ragionare è no vax, terrapiattista o putiniano. C'è - se si vuole - la possibilità di non aderire a questa vulgata. Faccio riferimento a una proposta di pace sulla questione Ucraina. Un appello che ho firmato assieme ad altri protagonisti di indiscussa competenza sul piano militare, strategico, politico ed economico. E che sta raccogliendo centinaia e centinaia di adesioni. Detto questo bisogna essere realisti e misurare correttamente la situazione».

 

Vale a dire?

«È una regolarità storica. In momenti di grande emergenza, di disordine e di forte crisi - e questo lo è - prevale sempre la tendenza alla semplificazione. La logica amico-nemico. È sempre stato così».

 

In generale le sanzioni funzionano, professore?

«Quando sono dure sono senz' altro efficaci e sicuramente pesano sulla Russia. Questa è un'economia debolissima. Strutture industriali deboli che non si sono rinnovate, ad esempio, con processi di innovazione tecnologica che invece hanno interessato le aree metropolitane dell'Occidente o la stessa Cina. Ma è evidente che non colpiscono soltanto la Russia ma anche i Paesi che le infliggono. Però in maniera diseguale. C'è una difformità totale sugli effetti a cascata di queste sanzioni sui Paesi che le hanno imposte. È chiaro?».

debora serracchiani enrico letta simona malpezzi alle consultazioni

 

«Gli Stati Uniti ci guadagnano. Gli europei ci perdono. E alcuni di questi ci perdono in maniera drammatica come l'Italia. Se siamo alleati in una guerra dobbiamo sostenerci a vicenda o no? Soprattutto se gli alleati sono in posizione di debolezza».

 

Ci sta dicendo che non c'è solo l'Ucraina da sostenere ma anche molti alleati degli americani

«Ma certamente! Guardi, ora non sto sollevando un punto sul fatto che la guerra sia giusta o no. Ma gli Stati Uniti dovranno pur sostenere gli alleati che soffrono in maniera diseguale. E perché l'America non ci vende il gas allo stesso prezzo che ci faceva pagare la Russia?».

 

C'è una crisi di leadership europeo, professore? L'Ue si spiaggia su posizioni oltranziste senza negoziare quello che sarebbe banale chiedere?

massimo cacciari a cartabianca

«Una colossale crisi di leadership. Ma pure questo è un vecchio discorso. Il processo che avrebbe dovuto portare all'unificazione politica europea poteva teoricamente funzionare se vi fosse stato un soggetto federatore. Come puoi unire l'Europa se manca il soggetto unificante?

 

Le situazioni dei Paesi europei sono talmente difformi che è normale che poi ciascuno cerchi di affermare i propri interessi. Questo Paese federatore sarebbe potuta essere la Germania. Questo sembrava il suo orizzonte una quindicina di anni fa. Con la presidenza Merkel. Ma ha clamorosamente fallito. Lo si è visto prima nel modo in cui è stata condotta l'operazione di salvataggio della Grecia. E lo vediamo ora».

 

La stupisce l'arrendevolezza della Germania? Costruisce per anni una meticolosa politica di legame con la Russia poi cestinata all'improvviso su imposizione di Washington.

«No, non mi stupisce. Proprio perché non c'è più la Merkel. E la Germania fallisce nel ruolo di federatore, come le dicevo. Ora siamo in guerra. E questa per definizione semplifica tutto. Questa è una guerra della Nato. Degli Stati Uniti condotta attraverso l'Ucraina».

 

Le dichiarazioni rubate di Silvio Berlusconi? Le chiedo un giudizio nel merito e nel metodo.

cacciari

«È chiaro che bisogna distinguere. Nel merito e parlando di Berlusconi come uomo privato scopriamo forse oggi che è amico di Putin? E potremmo forse giurare che Volodymyr Zelensky sia la persona più trasparente e illuminata sulla faccia della Terra? Dopodiché, ragiono sugli effetti delle sue dichiarazioni nella politica italiana. Berlusconi è una componente importante di una coalizione che ha vinto le elezioni. E queste dichiarazioni sembrano fatte apposta per rendere la vita difficile al neonato governo Meloni. Gli effetti sull'esecutivo questi sono».

 

Possiamo forse contestare che sono tardive, come dichiarazioni, a conferma di questa sua lettura.

«Ragionando in termini di impatti sulla politica italiana potrebbero appunto sembrare un siluro sul governo Meloni. Ma perché mai dovremmo ragionare sulla politica italiana? Da anni siamo in questa situazione».

 

Professore, a proposito di governo, come vede attrezzato il nuovo esecutivo Meloni a fronteggiare la crisi?

«Non giudico i nomi ma giudicherò i fatti e gli atti. Sarebbe scorretto fare altrimenti».

 

La sinistra intanto urla al fascismo. Quella sinistra che esaltava il lasciapassare verde senza il quale le persone non potevano lavorare. Pochi mesi fa

«Cosa vuole che le dica? Dopo una batosta elettorale come questa? Non sono riusciti a siglare uno straccio di intesa con altre forze e sono andati alle elezioni con la matematica certezza di perdere. O comunque non hanno tentato neppure di perdere un po' di meno.

 

Dovremmo attenderci che questo Partito democratico faccia un discorso attendibile di opposizione?

Faccia il suo congresso e nomini un nuovo gruppo dirigente al posto di questo manipolo di pseudo capi che hanno condotto il Pd alla situazione attuale. Ma possiamo anche aspettarci che riducano ulteriormente i loro margini di agibilità politica fino al completo esaurimento del Pd. Un po' quello che è successo al Partito socialista francese».

massimo cacciari

 

La sinistra è vittima di un complesso di superiorità?

«Ma quale superiorità? Si dimostrano spesso arroganti anzi "arrogantelli" ma è tutta una simulazione. Una maschera. Il punto vero è che non sanno assolutamente "come" (il tono della voce è netto, ndr) uscire da questa situazione.

 

Cercheranno la solita scorciatoia del cambio di segretario punto e basta. Mentre in realtà dovrebbero dar vita a un congresso vero. Dove si confrontano idee e programmi ragionevoli sulla cui base nominare un nuovo gruppo dirigente. Perché quello attuale ha fallito (di nuovo il tono è netto, ndr). Se non si riconosce questo fallimento il Pd cercherà inevitabilmente di sopravvivere».

 

Una sinistra schiacciata sui diritti civili anziché occuparsi di quelli sociali

«I diritti civili sono una componente importante. Ma non possono essere tutto. La sinistra deve avere strategie in materia di occupazione, di difesa del reddito e sul posizionamento sullo scacchiere internazionale. Cosa che nel dopoguerra la sinistra italiana, nel bene e nel male, ha sempre avuto. Ma anche la sinistra europea.

enrico letta 1

 

Come in passato la Spd in Germania. Altrimenti potranno gridare da qui all'eternità al pericolo del fascismo. Ma con questa politica si arriva al massimo alle percentuali di maggior successo che ha avuto il partito radicale. Dal 4 al 5%».

 

Una deriva in qualche modo ipotizzata da Pasolini.

«Sia chiaro. Possono anche virare potentemente sull'ecologia con l'ambizione di arrivare al successo che hanno ottenuto questi partiti in Germania o altrove. Ma di nuovo, ancora una volta, si pone il problema di un cambio di classe dirigente. Perché quella attuale non è minimamente in grado di rappresentare queste istanze. Perché quelle attuali non sono altro che gli avanzi di vecchie culture socialdemocratiche o cattolico popolari. Devono cambiare i loro assetti. Culturali e organizzativi. Se non lo capiscono, e non lo capiscono da anni, il Pd creperà. Cosa posso farci?».

 

Ma per questa roba, professore, non sarebbe meglio attrezzato il Movimento 5 stelle?

enrico letta

«Ma non ha assolutamente quella che era la vera anima delle socialdemocrazie. La difesa dei redditi. La redistribuzione. Le politiche sociali. Non l'assistenzialismo. Il M5s dà una visione tutta assistenzialistica di questi temi. Una politica sociale che sostanzialmente è basata sul debito. L'essenza di una cattiva socialdemocrazia. Anzi, sono proprio questi gli elementi che hanno portato alla sconfitta molte socialdemocrazie. L'errore di poter fare le politiche sociali solo con il debito. Servono riforme di struttura. Di redistribuzione della ricchezza».

 

Dal complesso di superiorità della sinistra a quello di inferiorità a destra. La destra ha un complesso di inferiorità? Quello di dimostrare di «non puzzare» e di «saper stare a tavola»?

massimo cacciari a piazzapulita 8

«La stessa che ha avuto la sinistra negli ultimi trent' anni. Cercare disperatamente di farsi invitare a tavola. Lo hanno cominciato a fare i vari D'Alema e Veltroni. Quando una forza politica si sente minoritaria o subalterna, già da lì comincia la sua sconfitta. Una forza politica viva non si sente subalterna a nessuno. È il destino delle forze politiche deboli. Quello di cercare il consenso dei potenti».

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