carlo calenda

“SE NON SIAMO IN GRADO DI PAGARE NEMMENO LA CASSA INTEGRAZIONE VUOL DIRE CHE LO STATO È FINITO” - CARLO CALENDA: “IL MES VA PRESO E SPESO FINO ALL'ULTIMA LIRA - SULLA PRATICA AUTOSTRADE SIAMO PASSATI DA "O REVOCA O MORTE", ALLA CACIARA DI OGGI. E I BENETTON NE ESCONO NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE - UN GOVERNO DI LARGHE INTESE? SUCCEDERÀ NEL 2021, MA SARÀ UN GOVERNO TECNICO SUL QUALE I POLITICI POTRANNO SCARICARE TUTTE LE RESPONSABILITÀ - RENZI? A UN CERTO PUNTO DOVEVA LASCIARE LA POLITICA…”

Federico Novella per “la Verità”

 

stefano fassina vs carlo calenda a tg2post 2

«Siamo di fronte a un governo incapace, e un Pd in stato confusionale». Carlo Calenda attacca su tutti i fronti: «Dopo l'affare Autostrade, hanno intenzione di nazionalizzare il Paese, nel nome di un'ideologia contro l'impresa».

 

Nel suo ultimo libro I mostri, e come sconfiggerli, il leader di Azione elenca gli incubi che impediscono al Paese di ripartire. A Bruxelles intanto facciamo i conti con i «mostri» del Nord Europa: sul Recovery fund chi vincerà?

«Finirà con un compromesso, per l'Italia ci saranno meno aiuti e per giunta saranno condizionati. È un film già scritto. Adesso stiamo assistendo al solito cinema in cui ognuno vuole dare l'impressione di non mollare».

 

Ne usciremo con le ossa rotte?

carlo calenda luca di montezemolo

«In ogni caso, non è con il Recovery fund che risolveremo i nostri problemi. Ci sono 6,7 miliardi di fondi europei parcheggiati dall'inizio della crisi. Il guaio è che quel poco che abbiamo non sappiamo neanche come spenderlo».

 

In 7 anni potrebbero arrivare 83 miliardi a fondo perduto, ma ne verseremmo 96. Siamo come i capponi che esultano entrando nel forno?

«Magari il saldo tra contributi e aiuti sarà positivo, ma basta questo? Se non siamo in grado di pagare nemmeno la cassa integrazione vuol dire che lo Stato è finito».

 

giuseppe conte roberto gualtieri

Da qui a fine mese ci sono comunque 240 scadenze fiscali per le partite Iva. Lo Stato fa arrivare 50 miliardi e se ne riprende 34 pochi giorni dopo. Una presa in giro?

«Molto peggio. Alle imprese sono arrivati in tutto 10 miliardi. Cioè niente».

 

Oggi dovrebbe insediarsi il team di esperti che valuterà come spendere i denari europei. Cosa si aspetta?

«Non sono affatto fiducioso. Purtroppo abbiamo a che fare con persone che non hanno le capacità organizzative per assicurare che i soldi arrivino a chi ne ha bisogno. E questo perché non hanno mai amministrato nulla in vita loro».

 

assistente civico francesco boccia

Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, dice che il rimbalzo economico è in atto, e che i dati sono incoraggianti.

«I numeri parlano da soli. La crisi, specie in alcuni settori, continuerà a pesare fino al 2022. Il debito è già stimato al 167%. In queste condizioni saremo dipendenti a vita dal quantitative easing».

 

Intanto il governo adesso non esclude il ricorso al Mes. Un voltafaccia?

«Il Mes va preso e speso fino all'ultima lira, perché abbiamo una sanità a pezzi, e non per via del Covid».

 

luciano benetton toscani

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, dice che serve tempo per capire quanto il Mes serva al servizio sanitario.

«Frasi indegne, è il peggior ministro di un governo tragico. Lo manderei a parlare con quei medici e infermieri che lui stesso definiva "eroi"».

 

Quindi il suo appello al Pd qual è?

«Togliete di mezzo mance e sussidi, restituite gli anticipi Irap e Ires di novembre alle imprese. E magari introducete una manleva per i dirigenti di banca che fanno credito alle aziende, perché dal palazzo hanno promesso 400 miliardi ma ne sono arrivati poco più di 40. Un fallimento clamoroso. Ma è inutile: finché restano con i Cinque stelle queste cose non le faranno mai».

 

AUTOSTRADE PER L ITALIA

Sulla pratica Autostrade è stato tutelato l'interesse pubblico, come dice il premier?

«Siamo passati da "o revoca o morte", come diceva il premier Giuseppe Conte, alla caciara di oggi. Dove alla fine della vergognosa sceneggiata napoletana, i Benetton hanno fatto bingo».

 

Perché?

«Lo Stato ha tolto il debito ai Benetton, che entrano in società col pubblico. E infatti il rating dell'azienda sale e le azioni volano in borsa. Vedremo come lo Stato saprà gestire le autostrade. Sta di fatto che i Benetton ne escono nel miglior modo possibile».

 

Il ministro Gualtieri assicura che il debito di Aspi non graverà sugli italiani.

carlo calenda direzione del pd 4

«Sta mentendo, perché Aspi ha 9 miliardi netti di debito. Chi se li accolla, il gatto di mia nonna? Ovviamente saranno a carico di Cassa depositi e prestiti».

 

Lei cosa avrebbe fatto?

«In un Paese normale, dopo aver rilevato che la manutenzione era disastrosa, si va in tribunale, si fa decadere la concessione senza penali, e poi si istituisce una nuova gara».

 

Quanto costerà l'ingresso della Cdp in Autostrade?

«È uno dei punti fondamentali che ancora non conosciamo. Sicuramente, anziché spendere soldi pubblici per scuola e sicurezza, hanno deciso di continuare a nazionalizzare. Dopo Ilva e Alitalia, tra poco decideranno che anche l'industria delle scarpe va statalizzata».

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

 

Su questo Pd e Cinque stelle viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda?

«Si sono rinsaldati in nome di un principio che va contro impresa e lavoro. Sono statalisti e puntano a nazionalizzare il Paese».

 

Finiremo come il Venezuela, con un rischio d'impresa esorbitante?

«Nessuno verrà più a investire in un Paese in cui il governo decide che i fondi internazionali non possono prendere neanche la minoranza di Autostrade. Vi sembra una mossa intelligente? È così che il governo vuole facilitare gli investimenti in Italia?».

MARIO DRAGHI

 

Ma nella vicenda Fiat, invece, i toni sono sembrati diversi.

«In quel caso hanno concesso una garanzia da 4,4 miliardi senza peraltro impedire la distribuzione del dividendo. Insomma la sinistra è contro l'impresa, ma quando arrivano i capitalisti proprietari dei giornali, se la fa sotto».

 

In autunno il governo Draghi diventerà realtà?

«Non me lo aspetto. Siamo ancora bloccati in una guerra ideologica: fascisti contro comunisti. E gli elettori sono caduti nella trappola di farsi militarizzare, come tifosi di una squadra di calcio. Chiediamoci come è stato possibile affidare a Luigi Di Maio la gestione dello Stato: lui che non saprebbe gestire neanche un bar».

 

giorgio napolitano mario monti 1

Se la situazione economica dovesse degradarsi, la necessità faciliterebbe la nascita di un governo di larghe intese?

«Succederà nel 2021, ma temo che si andrà solo verso una riedizione del governo Monti. Vale a dire un governo tecnico sul quale i politici potranno scaricare tutte le responsabilità».

 

Mentre lei continua a sognare il grande centro riformista?

«Vedremo, è una scommessa complicata. Prima bisogna raccogliere i voti, ed è un lavoro lungo. Giorgia Meloni, per esempio, ha saputo farlo: ci ha messo cinque anni, ma è così che si fa».

 

Nell'ottica della grande coalizione, anche per lei Silvio Berlusconi non è più un tabù.

«È sicuramente un interlocutore, e per averlo detto mi sono preso del fascista. Quei cretini del Pd non si rendono conto che con Berlusconi già governano insieme, in Europa. Sono in stato confusionale».

 

Mentre il suo movimento, Azione, sembra prevalere nel testa a testa con Italia viva.

CARLO CALENDA

«Per dirla con una battuta, più che un testa a testa, mi pare un "coda a coda". Non sto qui a esultare per chi prevale in fondo alla classifica. Detto questo, uno che ha provocato la nascita del governo con i Cinque stelle per poi criticarlo ogni giorno, fa ridere».

 

Non vi telefonate da un anno?

«Non ho nessun contatto. Matteo Renzi voleva fare l'Emmanuel Macron, si è ridotto a fare il Clemente Mastella. E lo dico con dispiacere perché è stato un buon premier: però a un certo punto doveva lasciare la politica. Invece si è messo a fare i suoi giochini».

 

DAVIGO

Nel suo libro scrive che la cosa più difficile è salvare la democrazia dai democratici. Ce la spiega?

«Un pezzo del Pd, purtroppo quello vincente, è convinto che qualunque riforma sia un colpo di stato fascista. Oggi questa visione si salda con i sindacati e anche con la parte più arretrata della magistratura».

 

Che andrebbe riformata in che modo?

«Come andrebbe riformata lo sappiamo tutti, a cominciare dalla separazione delle carriere: ma nessuno lo fa. Davigo teorizza che il compito della magistratura è moralizzare la società: è una cosa da Paese autoritario. Ma a nessuno interesserà il cambiamento finché restiamo divisi in bande ideologiche».

salvini renzi

 

Anche sul controllo dei confini?

«Esatto. Come può la sinistra sostenere che non esistono i confini e l'identità nazionale? Abbiamo lasciato alla destra il concetto di nazione».

 

Si spinge a dire «Prima gli italiani»?

«Uno slogan ovvio. Si governa per gli italiani, mica per i croati. Si giura sulla Costituzione per questo. Mentre il Pd da tempo non sa più pronunciare la parola "nazionale". Tranne forse, in occasione dei Mondiali di calcio».

calenda renziMATTEO RENZI L'ARIA CHE TIRA

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