LA CAMERA DEI SISTEMATI - L’ONOREVOLE BARBATO, SPIONE IN INCOGNITO, SVELA, GRAZIE A UNA TELECAMERA NASCOSTA, COSA SI CELA AI PIANI ALTI DI MONTECITORIO - E SORPRESA! ECCO APPARIRE I MAESTOSI UFFICI DEGLI EX PRESIDENTI DELLA CAMERA, CHE HANNO LOCALI DA 200 MQ ARREDATI CON STATUE E 3-4 SEGRETARIE CIASCUNO - IL VERO GAUDENTE È CASINI, DETTO “L’ONOREVOLE ALTANA”, IL SOVRANO DEL QUARTO PIANO - COME LUI ANCHE VIOLANTE, BERTINOTTI E LA PIVETTI - E NOI PAGHIAMO...

Paolo Bracalini per "Il Giornale"

Non si dice «quarto piano», si dice «altana» il piano nobile di Montecitorio riservato al mega ufficio del «presidente Casini» (cioè ex presidente, ma fa lo stesso in questo caso). Saremo sui duecento metri quadri, mobili d'epoca, statue classiche, travi a vista, corridoio di quindici metri che apre su sei o sette uffici e termina nella stanza di rappresentanza dell'ex terza carica dello Stato, ambiente intimo-quasi domestico, foto di famiglia sui tavolini di legno pregiato (Casini dice che rinuncerà alla sua «altana», che però usa da sei anni...).

E il «presidente Violante»? Anche lui ha altrettanti metri quadri alla Camera, ma in più ha un meraviglioso terrazzo addobbato con piante, dove usa fare una festicciola a fine anno con gli amici deputati del Pd. Eccoci qui: per la prima volta entriamo in questi appartamenti dov'è difficile o impossibile mettere piede (perché, come dice una delle molte segretarie dedicate agli ex presidenti della Camera, «questi uffici sono equiparati ad abitazioni private »), grazie alla telecamerina nascosta nel bavero dell'onorevole Franco Barbato, neo-brigante (si è vestito proprio così per un convegno al Gambrinus di Napoli) e spina nel fianco della casta parlamentare, da lui denunciata, filmata e variamente sputtanata. «Sono hotel cinque stelle, resort di lusso», più che uffici.

«E dentro ci ho trovato due, tre o anche quattro segretarie », tutte in organico all'ex presidente di turno. Che non è solo Casini o Violante, ma anche Bertinotti e la Pivetti, che hanno i loro «appartamenti» alla Camera dei deputati. In quello dell'ex leghista, numero uno di Montecitorio dal 1994 al 1996, Barbato si è imbattuto in due segretarie che lavorano a tempo pieno per la Pivetti. Lei ci va «per fare attività istituzionale » dice una delle sue segretarie (dipendenti della Camera), come «ex presidente riceve molti inviti e mail», e quindi le servono due uffici, uno dei quali inaccessibili perché «abitazione privata».

La porta del super ufficio di Violante indica già nella targhetta la nobilissima destinazione: «Presidente Luciano Violante ». Poi apri, e chi ci trova Barbato? Il segretario di Rosy Bindi. «Mi ha spiegato che una parte dell'appartamento è usata dal gruppo del Pd, mentre nelle altre stanze, tutte bellissime, ci sono i segretari di Violante». E poi il terrazzo, enorme, con piante.

«Lì prima dell'estate ci fanno una festa. Ma non si potrebbe usare tutto 'sto spazio per fare gli uffici dei deputati normali?» chiede l'onorevole-brigante, che ricorda un particolare. «Ora invece noi stiamo in palazzi che la Camera affitta, a peso d'oro, da una società dell'immobiliarista romano Scarpellini. Un contratto stipulato, senza gara, sapete da quale presidente della Camera nel 1997? Proprio da Violante! Se vuole fare il tutor del Pd perché non lo fa a casa sua? Ma questi non tengono proprio vergogna!» s'infiamma Barbato, che ormai fa ombra anche a Di Pietro. Una statua greca introduce al corridoio delle molte stanze di Violante, che a giudicare dagli spazi che occupa deve avere un enorme lavoro come ex presidente della Camera.

«E poi c'è anche Bertinotti che ha il suo appartamento, anche lui aspetta le decisioni altrui senza rinunciare ai privilegi. Casini poi è il massimo, è l' "onorevole altana". Mi hanno detto che quello spazio ce l'ha per effetto di una convenzione con la Democrazia cristiana europea. La Dc è morta, ma lui casca sempre su qualche bella poltrona». Le segretarie finite nel film-pirata di Barbato difendono i loro presidenti e privilegi. «Lei piuttosto vada a guardare nei magazzini della Camera, cosa c'è. Argenterie, quadri, arazzi, magari con le ragnatele sopra - dice una di loro - . E vada pure al Senato, dove c'è la moglie di un ex presidente del Senato, defunto, che ha ereditato i suoi uffici». In effetti al Senato la situazione si ripropone, anche se il deputato-insider Barbato non ha fatto ancora il suo blitz video.

Anche lì gli ex presidenti hanno diritto a uffici (i loro sono a Palazzo Giustiniani), personale (fino a tre segretarie personali) e auto blu. Di cui dunque beneficiano ancora Carlo Scognamiglio, Nicola Mancino, Marcello Pera (che in base alla nuova disposizione dell'ufficio di presidenza avrà questi benefit fino al 2016), Franco Marini (pacchia fino al 2018). Il costo annuale per questi benefit è - ci dice una fonte di Palazzo Madama - di circa 2 milioni di euro complessivi. Ma non basta.

Il Senato prevede, in base a vecchi regolamenti, un servizio di segreteria (ancora personale) in dotazione agli ex presidenti del Consiglio che siano stati senatori, quindi per Ciampi, Dini e Andreotti.

Costo annuo: circa 200mila euro l'anno (ma dalla prossima legislatura anche questo verrà tagliato). Camera e Senato hanno tagliato i comfort degli ex presidenti, ma non da subito... Occhio che il brigante Barbato è sempre armato di lupara e telecamerina nascosta.

 

FRANCO BARBATOPIERFERDINANDO CASINI FAUSTO BERTINOTTI IRENE PIVETTI ROSY BINDI Sergio Scarpellini

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