CAMERATI: ALTOLÀ! FRATELLI D’ITALIA FA DIETROFRONT SUL TRASFERIMENTO DELL’ORO DI BANKITALIA ALLO STATO, DOPO I RILIEVI TECNICI DEL TESORO (SAREBBE STATO UN “ESPROPRIO” E AVREBBE VIOLATO LA LEGGE) – ALDO GRASSO: “MALAN HA RIFORMULATO L’EMENDAMENTO PRECISANDO L’OVVIO: L’ORO ‘APPARTIENE AL POPOLO ITALIANO’. ERA SOLO UN COUP DE THEATRE VOLTO A RIBADIRE PRINCIPI SOVRANISTI, NEL CASO A QUALCUNO FOSSERO SORTI DEI DUBBI. L’ORO ALLA PATRIA, LORO E LA PATRIA...”
TRA NOI E L’ORO C’È SEMPRE DI MEZZO LA PATRIA
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
L’ oro alla Patria. Nel 1935 le italiane e gli italiani furono invitati dal regime fascista a consegnare «alla Patria» le fedi nuziali e altri oggetti d’oro per sostenere la guerra in Etiopia. Mal gliene incolse. Siamo tornati a quella richiesta?
La scena è differente: Lucio Malan, capogruppo al Senato di FdI, aveva proposto di ridefinire la titolarità del patrimonio delle riserve auree, trasferendola dalla Banca d’Italia allo Stato. Come dire: a noi il controllo. [...]
C’è [...] chi si rimangia la parola: poiché le riserve auree sono vincolate al funzionamento dell’euro, competenza dell’Ue, e non si possono toccare senza violare i trattati europei sulla politica monetaria, Malan ha riformulato l’emendamento precisando l’ovvio: l’oro «appartiene al Popolo Italiano».
oro - riserve auree di bankitalia
Era solo un coup de théâtre volto a ribadire principi sovranisti, nel caso a qualcuno fossero sorti dei dubbi. L’oro alla Patria, loro e la Patria .
FDI FA DIETROFRONT SULL'ESPROPRIO DELL'ORO "RESTA A BANKITALIA"
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
La retromarcia matura dopo l'altolà dei tecnici del Tesoro. Di fronte all'alert sull'esproprio delle riserve auree e la violazione dei trattati europei, Fratelli d'Italia riscrive l'emendamento alla manovra sul trasferimento dell'oro di Bankitalia allo Stato.
Il passaggio di proprietà sparisce. Resta solo un riferimento al «popolo italiano», ma all'interno di un quadro che riconosce il ruolo insostituibile di via Nazionale nell'operare in linea con il sistema europeo delle banche centrali e la Bce. Tutto il contrario di quello che i senatori meloniani avevano sostenuto nella prima versione della proposta.
Il ripensamento spunta nel nuovo fascicolo degli emendamenti "segnalati" sotto forma di un testo 2.
L'oggetto è lo stesso: le riserve auree gestite e detenute da palazzo Koch. Ma invece di chiedere che «appartengano allo Stato, in nome del popolo italiano», la nuova formulazione si aggancia al Testo unico delle norme di legge in materia valutaria per stabilire che la gestione della Banca d'Italia nel rispetto dello statuto del Sistema europeo di banche centrali (Sebc) e dell'Eurotower «si interpreta nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia appartengono al popolo italiano».
Ecco allora che la riscrittura della proposta vira da un disconoscimento della titolarità sull'oro alla richiesta di un'interpretazione sul ruolo di via Nazionale, chiedendo di specificare che le riserve appartengono ai cittadini. È già così, ma i Fratelli vogliono comunque metterlo nero su bianco all'interno della legge di bilancio.
Soprattutto, però, la riformulazione del testo prende atto delle criticità messe in fila al Mef. Nella bozza del parere all'emendamento iniziale, anticipata da Repubblica, i tecnici del Dipartimento del Tesoro hanno posto l'accento proprio sulla negazione delle prerogative in capo alle istituzioni nazionali e internazionali.
GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
La proposta di FdI — è il rilievo — limiterebbe la capacità delle banche centrali nazionali di adottare decisioni in completa autonomia. Non solo: il trasloco delle riserve da Bankitalia allo Stato eluderebbe il divieto per la banca centrale di finanziare il settore pubblico. Per non parlare dell'esproprio che si configurerebbe.
Ma ora si cambia. «Manteniamo l'emendamento e con la riformulazione chiariamo che non c'è nessun esproprio come qualcuno invece dice», annota Lucio Malan [...]. [...]


