pierferdinando casini

CASINI FRA I COMPAGNI BOLOGNESI: RENZI AFFIDA A PIERFURBY UN SEGGIO BLINDATO PD – “FRITTURA DI PESCE” IN PARLAMENTO PER VOLERE DI DE LUCA, CHE RIESCE PURE A PIAZZARE IL FIGLIO – POSTO SICURO ANCHE PER I NIPOTI DI DE MITA E LA “CUCCIOLA” DI CARDINALE IN SICILIA

 

Dal Fatto Quotidiano

 

pierferdinando casini e la compagna colombiana 1

L’uomo delle fritture di pesce, “notoriamente clientelare“, ma anche il figlio del governatore della Campania. Un seggio sicuro – e in una regione rossa – per Pierferdinando Casini e magari anche per la figlia dell’ex ministro Salvatore Cardinale, che ha sì un buon pacchetto di voti, ma ha il piccolo problema di essere il leader di un partito diverso, di tanto in tanto in flirt con il centrodestra.

 

Eccole qui le candidature del Pd in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Ci sono alcuni ministri, ci sono alcuni dirigenti, ma ci sono anche alcuni nomi che probabilmente non piaceranno all’elettorato storico del Partito democratico. Per esempio: come prenderanno gli storici militanti dem di Bologna la decisione di cedere il seggio sicuro all’uninominale a Pierferdinando Casini? Hanno votato il Pci, hanno votato i Ds, hanno visto il partito virare sempre più a destra rimanendo sempre fedeli: adesso sono chiamati ad eleggere il bolognese più democristiano di sempre, simbolo degli anni del berlusconismo rampante. Un disastro.

 

Franco Alfieri

Eppure è questo quello che emerge alla fine della prima giornata di incontri che Matteo Renzi ha organizzato con i segretari regionali del Pd in vista della direzione sulle liste. C’è tempo fino al 29 gennaio per la presentazione dei candidati, ma la direzione potrebbe essere convocata con un leggero anticipo tra il 20 e il 22. Al Nazareno dunque, il segretario dem ha incontrato i suoi omologhi regionali insieme a Maurizio Martina, Matteo Orfini, Lorenzo Guerini e Andrea Rossi.

 

Non c’era il numero uno del Pd in Emilia Romagna, Paolo Calvano (che vedrà Renzi domani), ma in una delle poche regioni che assicura ai dem la maggioranza appare quasi certa la cessione di tre posti agli alleati nei collegi uninominali. Tra questi, appunto, quello sicuro per Casini mentre filtrano rumors sull’intenzione del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, di non candidarsi.

 

IL DITO MEDIO DI VINCENZO DE LUCA AI GRILLINI

Più delineata la questione in Campania. Il segretario regionale, Assunta Tartaglione, ha presentato oggi a Renzi la lista dei dem da candidare in Campania. Nell’elenco, secondo l’agenzia Ansa, ci sono i parlamentari uscenti – tranne Salvatore Piccolo, che ha deciso di non ricandidarsi – e anche Piero De Luca, figlio del governatore della Campania, che sarà candidato a Salerno.

 

vincenzo DE LUCA

Una candidatura, quella dell’erede, fortemente voluta dal presidente, che – secondo numerosi retroscena – per questo motivo sarebbe sceso in campo personalmente ai tempi della campagna elettorale per il referendum costituzionale. Erano le settimane in cui, come svelato a Il Fatto Quotidiano, De Luca incontrava gli amministratori locali in un hotel per istruirli su come comportarsi nelle ultime settimane prima del voto.

 

SALVATORE CARDINALE

Quell’appuntamento passerà alla storia come il ‘patto della frittura di pesce‘ per le parole pronunciate dallo stesso governatore in relazione all’ex sindaco di Agropoli (poi promosso capo della sua segreteria): “Prendiamo Franco Alfieri, notoriamente clientelare. Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Che cosa bella. Ecco l’impegno di Alfieri sarà di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4mila persone su 8mila. Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare il Sì. Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso”. Chi candida il Pd in Campania alle prossime politiche? Ma ovviamente Franco Alfieri, l’uomo “notoriamente clientelare”.

 

PAOLO SIANI

Sarà, dunque, per provare ad arricchire la lista se domani Renzi incontrerà Paolo Siani, pediatra e fratello del giornalista Giancarlo ucciso dalla camorra, al quale è stato proposto di correre nella sua regione. Tra i possibili candidati anche gli eurodeputati Pina Picierno e Nicola Caputo. Renzi, come è noto, correrà al Senato a Napoli città e sarà capolista nel proporzionale. Siani potrebbe essere candidato sia nell’uninominale (Vomero) che nel proporzionale (Napoli).

 

STEFANO GRAZIANO

Dal governo, dovrebbe esserci Claudio De Vincenti (Napoli). A parte i diversi uscenti riproposti (Migliore, Famiglietti, Tartaglione, Del Basso de Caro, Di Lello) di certo sarà in gara a Caserta per la Camera Stefano Graziano, diventato il volto del garantismo in casa dem. Graziano, infatti, era stato indagato per concorso esterno in associazione camorristica nell’aprile del 2016, alla vigilia delle amministrative, nell’ambito di un’inchiesta della dda di Napoli che aveva portato all’arresto per presunte tangenti dell’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro; la vicenda fece molto scalpore.

 

RENZI E BOSCHI

A settembre, però, la Procura Antimafia chiese e ottenne dal Gip di Napoli l’archiviazione per la grave accusa. Le carte delle indagini sono state poi passate alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere perché accertasse la sussistenza del reato di corruzione elettorale semplice; anche in questo caso però, l’ufficio inquirente ha chiesto e ottenuto l’archiviazione.

 

Non correrà in Campania, a dispetto delle parole dello stesso Renzi, Maria Elena Boschi, che invece potrebbe essere inserita nel listino a Reggio Calabria.  Il collegio senatoriale di Reggio resta sempre a disposizione di Marco Minniti. Il ministro dell’Interno, però, in queste ore rientra anche nel totonomi in Veneto, per il plurinominale a Venezia alla Camera o al Senato nel collegio Verona-Vicenza-Padova.

 

GIUSEPPE E CIRIACO DE MITA

Sarà sempre domani, poi, che Renzi dovrà anche affrontare il nodo Sicilia, nell’incontro col segretario isolano, Fausto Raciti. Il punto nell’isola è che i collegi uninominali (19 alla Camera e 9 al Senato) vengono dati per difficilissimi da conquistare, così è caccia al proporzionale dove i dem contano di avere almeno 10 seggi sicuri. I nomi blindati ad ora sono quelli di Raciti e Davide Faraone. Qualche malumore nelle ultime ore è emerso per la ricandidature di Daniela Cardinale, a Caltanissetta alla Camera.

 

gianfranco fini saluta pierferdinando casini

Si tratta della figlia dell’ex ministro Dc Salvatore Cardinale, leader di Sicilia Futura, una lista lista fai-da-te costituita da una serie di ex del centrodestra: nei giorni pari è una sorta di corrente interna al Pd, in quelli dispari un partito autonomo. Alle regionali siciliane alcuni suoi candidati sono stati accusati di aver praticato il voto disgiunto per Nello Musumeci, mentre i due eletti all’Assemblea regionale siciliana hanno votato come presidente Gianfranco Micciché.

 

GIOACCHINO ALFANO

Parecchie polemiche sono poi nate per la candidatura ad Avellino di Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco. E poi per quella di Gioacchino Alfano (Portici) in quota Lorenzin (e storico fedelissimo di Angelino Alfano, di cui è solo omonimo) o Michele Ragosta (Napoli) per Insieme. Per il resto ci saranno molti uscenti nei plurinominali (De Menech, Rotta, Zan, Crimì, Sbrollini e altri). E infine un caso velenoso anche in Trentino, da dove domani arriverà al Nazareno il segretario Alessandro Huber. L’obiettivo di avere la deroga per candidare al Senato, Gianclaudio Bressa, l’uomo cerniera dell’accordo con Svp. In pratica l’unico motivo per cui il Pd è dato in vantaggio in quella regione.

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