giorgia meloni andrea delmastro lillo pisano elena chiorino

A CHI I GUAI GIUDIZIARI? A NOI! – IL CASO DELMASTRO È SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG: I FRATELLINI D’ITALIA SONO TRAVOLTI DA INCHIESTE E DIMISSIONI, DAL PIEMONTE ALLA SICILIA – IERI LA PROCURA DI AGRIGENTO HA EMESSO SEI AVVISI DI GARANZIA PER SPESE GONFIATE LEGATE AI GRANDI EVENTI. TRA GLI INDAGATI ANCHE IL DEPUTATO LILLO PISANO, DEPUTATO DI FDI E EX VICECAPO DI GABINETTO DELL’ASSESSORATO AL TURISMO – MENTRE IL CASO DELLA “BISTECCHERIA D’ITALIA” APPRODA IN COMMISSIONE ANTIMAFIA, ELENA CHIORINO, FEDELISSIMA DI DELMASTRO, SI È DIMESSA DALLA GIUNTA REGIONALE DOPO AVER LASCIATO LA POLTRONA DA VICEPRESIDENTE – CONTE DENUNCIA UNA NUOVA “QUESTIONE MORALE” CHE AFFLIGGE FDI - RENZI GIA' VEDE “ALTRE INCHIESTE” CHE RIGUARDERANNO IL PARTITO DELLA DUCETTA – I TIMORI DI UN DIRIGENTE DI VIA DELLA SCROFA: “ADESSO SI VENDICHERANNO PER LA RIFORMA NORDIO, I PM SVUOTERANNO I CASSETTI NELL’ULTIMO ANNO ELETTORALE…”

Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI ANDREA DELMASTRO

I primi ad annusare l’odore del sangue sono stati Matteo Renzi e Giuseppe Conte, due leader agli antipodi ma con la comune caratteristica di tenere sempre le antenne dritte. Il presidente dei Cinque Stelle ha parlato di una nuova «questione morale» che affliggerebbe Fratelli d’Italia «dalla Sicilia al Piemonte», mentre Renzi ha accennato alla possibilità che «altre inchieste» possano presto sfiorare il partito della premier.

 

[…]  basta una rassegna stampa per capire che FdI comincia ad avere un serio problema. Mentre tutta l’attenzione era su Andrea Delmastro, altri casi infatti si moltiplicavano in tutta Italia, con un importante epicentro proprio in Sicilia.

 

lillo pisano

Giusto ieri sull’Isola si è aperto un ennesimo fronte giudiziario: sei avvisi di garanzia, partiti dalla procura di Agrigento, per presunte spese gonfiate legate ai grandi eventi. Tra gli indagati per truffa aggravata e peculato anche il deputato Lillo Pisano, ex vicecapo di gabinetto dell’assessorato regionale al Turismo.

 

Proprio l’assemblea regionale siciliana è il buco nero dei Fratelli, se esiste una questione morale palazzo dei Normanni ne è l’epicentro, con Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars, che tra un mese andrà a processo per corruzione, peculato e truffa, mentre su Elvira Amata, assessora al turismo di Schifani, penda una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione.

 

la russa gaetano galvagno

Teste che stanno per cadere, se si interpretano correttamente le parole di Luca Sbardella, il commissario spedito da Giovanni Donzelli per ripulire il partito isolano, che ha promesso di «applicare in Sicilia lo stesso criterio indicato dal partito nazionale». Ovvero, le dimissioni.

 

Dalla Sicilia al Piemonte, dove dietro Delmastro altre teste sono rotolate. Mentre il caso della Bisteccheria d’Italia approda in commissione Antimafia, a Torino esce di scena anche Elena Chiorino – vicina all’ex sottosegretario alla Giustizia - che si è dimessa dalla giunta regionale dopo aver lasciato la poltrona da vicepresidente della Regione.

 

ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023

L’ex guardasigilli Pd Andrea Orlando ieri ha pubblicato un video in cui ricordava i legami storici tra l’estrema destra e il mondo criminale negli anni Settanta e Ottanta – proponendo in qualche modo un nesso con l’attuale vicenda che ruota intorno al clan Senese – e concludeva immaginando «ulteriori risvolti».

 

 

Senza andare troppo indietro nel tempo, ricordando il caso di un’altra piemontese – Augusta Montaruli – condannata per peculato e dimessasi da sottosegretaria all’Università agli albori del governo Meloni, è il 2025 l’anno horribilis di Fratelli d’Italia.

 

In Calabria il consigliere regionale Giuseppe Neri finisce nell’inchiesta della Dda che ne chiede addirittura l’arresto per scambio elettorale politico-mafioso. Richiesta rigettata prima dal gip e poi dal Tribunale del riesame.

 

elena chiorino andrea delmastro

Salendo a Genova troviamo l’ex assessore comunale alla sicurezza, Sergio Gambino (autosospesosi per questo da FdI), coinvolto nell’indagine della procura per corruzione e presunte rivelazioni di segreto d’ufficio riguardanti l’allora candidata sindaca Silvia Salis.

 

Clamoroso lo scandalo politico-erotico-massonico che sconvolge la tranquilla Prato. La procura procede nei confronti di Claudio Belgiomo, già membro del consiglio comunale nelle file dei Fratelli, e Andrea Poggianti, vicepresidente del consiglio comunale di Empoli, uscito nel febbraio 2024 dal partito, per «concorso continuato nei delitti di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite» e di diffamazione ai danni dell’avvocato Tommaso Cocci, un altro consigliere comunale a Prato, sempre di FdI, e candidato in pectore alle regionali, destinatario di lettere anonime.

 

augusta montaruli 6

Dall’inchiesta emerge un aspetto, oltre ai ricatti sessuali, che mette in grande imbarazzo FdI, perché si scopre che questo Cocci, presunta vittima di revenge porn, è anche il segretario di una loggia massonica.

 

Dalla Toscana al Lazio, con il consigliere regionale Enrico Tiero che lo scorso anno finisce indagato nell’ambito di un procedimento aperto dalla procura della Repubblica di Latina. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe agevolato l’assunzione di alcuni giovani, in cambio di “utilità”.

 

Braccialetto elettronico per il presidente del consiglio comunale di Bolzano, Carlo Vettori, un altro Fratello, ma questa volta non c’entrano le mazzette, è una storia di maltrattamenti nei confronti della compagna.

 

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

Dal Trentino alla Puglia, con un’inchiesta che nel 2024 coinvolge Francesco Ventola, allora capogruppo di FdI in consiglio regionale, poi eletto a Bruxelles. La procura di Trani lo accusa di associazione a delinquere e corruzione elettorale, lui si difende parlando di un atto dovuto a seguito di una denuncia di un suo avversario politico.

 

Tutti casi isolati, procure diverse, inchieste partite senza alcun nesso temporale con il referendum. Ma la paura che serpeggia a via della Scrofa è nelle parole in libertà di un dirigente dei FdI: «Adesso si vendicheranno per la riforma Nordio, i pm svuoteranno i cassetti nell’ultimo anno elettorale».

enrico tieroANDREA POGGIANTIIL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA lillo pisano andrea delmastro mauro caroccia

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)