LA VOGLIA MATTA DEL CAV – BERLUSCONI ALL’ASSALTO DEL GOVERNO: “LA LEGGE DI STABILITÀ È UNA SCHIFEZZA, MEGLIO VOTARE IN PRIMAVERA”

Carmelo Lopapa per "La Repubblica"
La voglia matta di far saltare ancora tutto. Di dare di nuovo battaglia, questa volta sulla legge di stabilità. Di convincere i ministri a mollare. E trascinare il Parlamento al voto anticipato in primavera.

Silvio Berlusconi smorza l'entusiasmo del vicepremier Alfano che nella notte tra martedì e mercoledì, appena approvata la norma finanziaria 2014, porta il testo per illustrarne pregi e vantaggi. «Angelino, non mi convincerai, ai nostri elettori quella roba non piace, è una schifezza, debole e deludente» gli ribatte. «Dov'è la riduzione della pressione fiscale?». Teme soprattutto che l'Imu uscita dalla finestra sia rientrata con la nuova Trise, che nella legge ci sia poco di spendibile in un'eventuale campagna elettorale. Così non va, come torna a ragionare a ora di cena coi falchi Verdini, Bondi, Crimi.

Nella notte, e poi nel nuovo faccia a faccia di ieri pomeriggio col segretario del partito, il discorso era tornato sulla nota dolente che lo angoscia: «Che farete tu e gli altri ministri quando da qui a qualche giorno il Pd voterà la mia decadenza? Resterete al governo con loro?». Alfano predica ancora cautela, ma non funziona. Per ora non strappa, anche se le pressioni dei suoi sono molto forti. Venute tutte a galla nel vertice informale che parlamentari governativi del Pdl hanno tenuto alle 20 a Montecitorio. Tanti in pressing sul segretario: «Il tempo gioca a tuo e nostro svantaggio, dobbiamo smarcarci » è la tesi di ministri e semplici deputati. Anche perché Berlusconi soffia sul fuoco, sulla legge di stabilità sarà un Vietnam in Parlamento.

Già ieri a metà giornata l'attacco dello scudiero Sandro Bondi contro l'aumento delle tasse «camuffato», contro questa stabilità di cui «l'Italia può morire», la diceva lunga sullo stato d'animo del Cavaliere. Da lì a qualche ora farà altrettanto Raffaele Fitto e con lui tutto lo schieramenti dei suoi "lealisti", non a caso dopo la mezzora di incontro tra l'ex governatore pugliese e lo stesso Berlusconi in mattinata a Palazzo Grazioli. «Se porranno la fiducia questa volta ci divertiamo» profetizza un agguerrito Saverio Romano. Il Transatlantico ormai è un campo di battaglia, governativi e deputati vicini a Fitto separati anche nei capannelli.

«Prima l'interesse del Paese, poi quello del Pdl» spara il ministro Lupi contro Bondi. E in questo clima, il capo dei "lealisti" ha provato ieri mattina a incalzare di nuovo Berlusconi: «Azzeriamo tutti gli incarichi del partito, prendi tutto in mano tu e lasciamo il governo al suo destino». Il Cavaliere le redini le ha riprese davvero lui, come ha dimostrato ieri con incontri e contatti a vasto raggio. Vuol dimostrare che sarà lui alla fine a decretare la fine del governo e della legislatura, nonostante il fallimento del primo tentativo. Alfano resiste, come spiega ai suoi in serata: «Si mettano in testa che la manovra si può migliorare ma non devastare».

Sullo sfondo resta l'imminente decadenza, vero chiodo fisso di Berlusconi. Brunetta sale al Colle di prima mattina e, stando alle indiscrezioni di fonte pdl, sponsorizza un atto di clemenza per il leader. Poi rientra subito a Palazzo Grazioli e riferisce. Quel che è certo è che Alfano e altri, da Confalonieri ai figli, sarebbero tornati alla carica sulla grazia alla quale però l'ex premier non si rassegna: «Non mi serve, non ora per questi nove mesi di servizi sociali» ragiona. Con la sentenza definitiva Ruby che rischia di essere ben più pesante, e in arrivo forse nella prima metà del 2014, meglio riservarsi la cartuccia. E di un'ultima spiaggia da garantire al Cavaliere si è parlato anche nel più inatteso degli incontri in agenda.

Alle 13,30 Berlusconi lascia Palazzo Grazioli insieme con Alfano e raggiunge il Circolo ufficiali del ministero della Difesa. Ad attenderli, il padrone di casa Mario Mauro, oggi Scelta civica, ieri eurodeputato Pdl. Da lui parte l'invito. Scenario mozzafiato dalla terrazza a vetri su Roma, sala riservata al secondo piano del circolo, menù con paccheri e gelato tricolore per schiacciare l'occhio all'ospite. I toni sono suadenti. Si parla del voto imminente sulla decadenza, «il cui esito è tutt'altro che scontato, abbi fiducia, noi saremo al tuo fianco » garantisce l'illustre "ex", non escludendo l'estensione di amnistia e indulto ai reati in questione (bocciata già dal ministro Cancellieri).

Disponibilità a fronte di un'offerta: «Presidente, liberati dei falchi e diamo vita alla casa dei moderati, al Ppe italiano, tu sarai il padre nobile, Angelino il candidato premier contro Renzi». L'offerta in dote è di 16-20 senatori di Scelta civica e di metà gruppo alla Camera, lasciando da parte dunque Monti e giocoforza Casini, che all'ombra del Cavaliere non tornerebbe. Berlusconi annuisce, si dice interessato. Poi rientra a Grazioli, a cena coi soliti falchi e a letto coi suoi incubi.

 

BERLUSCONI LUSTRA LE SCARPE AD ALFANO ALFANO BERLUSCONI GIOVANARDI LORENZIN E QUAGLIARIELLO MANGIANO IL GELATO FOTO LAPRESSE Napolitano Maurizio Lupi ed Enrico Letta BERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS Ministro Mario Mauro

Ultimi Dagoreport

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...