matteo salvini silvio berlusconi mario draghi catasto riforma

CHE CE FREGA DELLA GUERRA, L’IMPORTANTE È DIFENDERE LE RENDITE CATASTALI - LA MAGGIORANZA CONTINUA A LITIGARE SULLA RIFORMA DEL CATASTO, CON IL CENTRODESTRA CHE SI È ARROCCATO CONTRO LA RIFORMA DEL CATASTO. ANCHE SULLA FLAT TAX LE POSIZIONI SONO MOLTO DISTANTI E SARÀ DURA PER DRAGHI ARRIVARE ALLA SINTESI - AMORALE DELLA FAVOLA: SENZA LA CRISI UCRAINA, L’ESECUTIVO SAREBBE GIÀ CADUTO…

Paolo Baroni per “La Stampa”

 

riforma del catasto 9

Sul fisco, dopo la doppia spaccatura nella maggioranza sul tema catasto, con Lega e Forza Italia che nell'ultima settimana hanno votato contro il testo proposto del governo, la tensione resta alta.

 

Ieri mattina alla Camera è partito un nuovo round di incontri dei vari gruppi col presidente della Commissione finanze Luigi Marattin (Iv), i sottosegretari all'Economia, Maria Cecilia Guerra e Federico Freni, e Deborah Bergamini (Rapporti col Parlamento) e le indicazioni raccolte confermano che il percorso della delega resta sempre tutto in salita.

 

daniele franco mario draghi conferenza stampa sulla manovra

In attesa di Forza Italia, che «per ragioni interne» ha rinviato a oggi il confronto, tutti gli altri gruppi si sono pronunciati indicando le rispettive priorità. A partire dalla Lega che dopo la bocciatura dei suoi emendamenti soppressivi in Commissione finanze, non solo ha detto di voler proseguire «la battaglia» contro la riforma del catasto, prima nell'aula di Montecitorio, e «poi in Senato, dove i numeri sono diversi», ma ha definito la posizione del governo «politicamente inspiegabile, perché se Draghi punta alla lotta all'evasione non si capisce perché han respinto la nostra proposta».

MATTEO SALVINI MARIO DRAGHI

 

Oltre a questo i due «ambasciatori» leghisti, Alberto Gusmeroli e Massimo Bitonci, hanno rilanciato sulla flat tax, altro tema fortemente divisivo per l'attuale compagine che sostiene Draghi. In particolare la Lega vuole estendere il regime agevolato per gli autonomi alzando a 100 mila euro la soglia di fatturato ed applicando a questa nuova fascia un'aliquota del 20% mentre sino a 65 mila euro si resterebbe al 15%.

SILVIO BERLUSCONI E MATTEO SALVINI

 

«Aspettiamo proposte dal governo, speriamo siano di mediazione rispetto alle distanze notevoli fra i partiti» ha spiegato il deputato Gian Mario Fragomeli del Pd segnalando subito la grande distanza con la Lega sulla flat tax. «Deve essere uno strumento transitorio e non si può portare la soglia a 100 mila euro - ha chiarito -. Siamo disponibili a valutare uno scivolo agevolato, purché sia temporaneo e diretto al rientro nel sistema progressivo Irpef. E, qualunque sia l'aliquota, una quota deve andare a Regioni e Comuni: tutti devono contribuire».

riforma del catasto 4

 

 

Tassativa Leu che con Luca Pastorino ha invece definito «inaccettabile un regime di allargamento del regime forfettario», mentre i 5 Stelle (il viceministro Laura Castelli e la capogruppo in commissione Finanze Vita Martinciglio) propongono di creare «uno scivolo easy tax, con aliquota al 20% e limitato nel tempo, per gli autonomi che superano i 65 mila ed escono dal regime forfettario per entrare in quello ordinario».

 

Per quanto riguarda il resto delle proposte la Lega punta ad ampliare il ricorso alla cedolare sugli affitti e la «no tax area» e propone di rateizzazione a 12 mesi degli acconti fiscali. Il Pd insiste su «contrasto all'evasione, utilizzo delle innovazioni tecnologiche per azzerare la burocrazia e semplificare la vita a contribuenti e imprese».

 

concessioni balneari

 Inoltre chiede di specificare meglio le misure sull'incentivazione all'occupazione femminile. Per i 5 Stelle occorre consentire il «cashback fiscale» col rimborso automatico sul conto corrente di alcune spese detraibili.

 

Mentre Italia Viva ha fatto mettere a verbale di non avere «né veti né e tabù» e di voler sostenere il governo in questa opera di sintesi, quindi col capogruppo in Commissione finanze Massimo Ungaro ha indicato come priorità l'abolizione dell'Irap, l'Irpef a 3 sole aliquote, una detassazione totale per gli under 26, uno sconto per le donne lavoratrici e la detassazione degli utili d'impresa redistribuiti ai lavoratori.

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

 

La prossima settimana si torna a votare sugli emendamenti e Marattin resta possibilista. «Lo spazio per un possibile accordo è stretto ma non irraggiungibile, con buona volontà.

 

Del testo - spiega - in questa commissione già un anno fa abbiamo trovato un larghissimo accordo sul fisco. Neanche allora fu facile ma ci riuscimmo. Possiamo farlo di nuovo». -

riforma del catasto 5

DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…