fine vita luca zaia alberto stefani

IL CENTRODESTRA SI SUICIDA ANCHE IN VENETO - DOPO GLI SCAZZI IN LOMBARDIA, LA MAGGIORANZA SI SPACCA SULLA LEGGE SUL FINE VITA IN VENETO - IN CONSIGLIO REGIONALE L'EX GOVERNATORE, LUCA ZAIA, GUIDA LA PATTUAGLIA LEGHISTA PRONTA A VOTARE INSIEME AGLI ESPONENTI DI CENTROSINISTRA - FRATELLI D’ITALIA FA ASSE CON FUTURO NAZIONALE CONTRO IL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO  - IL VENETO POTREBBE DIVENTARE LA PRIMA REGIONE GUIDATA DAL CENTRODESTRA AD AVERE UNA LEGGE SUL FINE VITA….

Estratto dall’articolo di Brunella Giovara per “la Repubblica”

 

luca zaia podcast il fienile

[...] A Palazzo Ferro Fini — Consiglio regionale del Veneto — si discute il progetto di legge di iniziativa popolare sul fine vita. «Una legge di civiltà», la definisce Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale, e convinto sostenitore (da sempre) della necessità di regolamentare quanto la Corte costituzionale ha stabilito nel 2019. [...]

 

Ma dovrebbe passare, salvo sorprese maligne, e così il Veneto leghista sarebbe la prima regione governata dal centrodestra a definire con chiarezza le procedure e i tempi del suicidio medicalmente assistito, che è già legale, ma poi ogni regione va per conto suo, sempre nell'attesa che il Parlamento definisca le regole per tutti, e una volta per tutte.

Fine vita

 

Toscana, Sardegna ed Emilia Romagna hanno già legiferato, altre regioni si stanno muovendo, ma oggi è a Venezia che si decide, e perciò nel centrodestra ne stanno succedendo di tutti i colori. 

 

Ad esempio, le molte pressioni che incombono sui tre consiglieri di Forza Italia a votare no (o ad astenersi), e che arrivano tutte da Roma, alla faccia della linea di apertura dettata da Marina Berlusconi, che aveva detto chiaramente che «se parliamo di aborto, fine vita o diritti Lgbtq, mi sento più in sintonia con la sinistra di buon senso. Perché ognuno deve essere libero di scegliere». E ok, la sinistra è qui favorevole, ma che faranno i tre, bombardati di "consigli"? Lo sapremo oggi.

 

Fine vita 22

E i Fratelli d'Italia, contrarissimi, come l'unico consigliere vannacciano, che ha dato del "signor morte" a Zaia, perché questo è il livello, e pure la consigliera Avs Elena Ostanel, "signora morte" pure lei… che dice serena: «Se la legge sarà approvata, sarà merito della battaglia di questi anni, e anche dell'incontro tra Cristina Gheller e il governatore Alberto Stefani», inizialmente contrario, ma poi convinto della necessità di legiferare (infatti i consiglieri leghisti hanno libertà di coscienza, e voteranno sì). [...]

 

EUTANASIA - FINE VITA

Ed ecco Cristina Gheller, tra il pubblico. Sorella di Stefano, malato di una grave forma di distrofia muscolare, protagonista di una lunga battaglia per ottenere il suicidio assistito, morto nel febbraio del 2024 prima di potervi accedere. «Io porto avanti la sua lotta, che è anche la mia, oltre che di tutte le persone che hanno malattie degenerative».

 

Fine vita 21

Cristina è in carrozzina, «stessa patologia di Stefano, ereditata da nostra madre e da nostra nonna», e spiega l'enorme fatica «di far capire alla gente il peso della sofferenza, quando si arriva al limite».

 

alberto stefani presidente della regione veneto

E comunque, qui ci si sgola per spiegare ai sordi la sostanza di questa legge. Il presidente Stefani: «Andiamo ad approvare una legge che non istituisce il suicidio medicalmente assistito. Il suicidio medicalmente assistito è un istituto che è stato delineato dalle sentenze della Corte Costituzionale, in particolare nel 2025 e nel 2026. Quindi dire che qui si istituisce il suicidio medicalmente assistito significa dire una cosa falsa dal punto di vista giuridico».

 

E Luca Zaia, «stiamo cercando di apportare un processo organizzativo a un servizio che dovrebbe erogare il Sistema sanitario. Perché alla fine ci sono due categorie di cui non possiamo dimenticarci: i malati terminali e i sanitari, che quotidianamente accompagnano nella fase finale della loro vita pazienti molto sofferenti e che devono decidere quanta morfina dare.

 

Noi non possiamo girarci dall'altra parte e pensare che sono cavoli del sanitario o del familiare», sempre sperando di non finire in una situazione del genere, nell'ipocrisia che governa i più. [...]

MATTEO SALVINI - ALBERTO STEFANI FINE VITAFine vita 23

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