A CERNOBBIO L'OPPOSIZIONE VIENE BOCCIATA DAL SONDAGGIO IN PLATEA: IL 68% DEGLI IMPRENDITORI APPROVA IL GOVERNO. TE CREDO: IL CAMPO LARGO VIENE PERCEPITO DIVISO E LITIGIOSO SENZA CONTARE CHE SCHLEIN E BONELLI VOGLIONO PURE METTERE LA PATRIMONIALE – CI PENSA RENZI A PRENDERE DI PETTO IMPRENDITORI E BANCHIERI IN SALA, RINFACCIANDO A LORO DI ESSERE STATI ”TUTTI ZITTI” QUANDO IL GOVERNO HA VIOLATO LE REGOLE DI MERCATO IMPEDENDO A UNICREDIT DI SCALARE BPM. MATTEONZO HA AGGIUNTO CHE PER LA STAGNAZIONE DEL PAESE LE CAUSE VANNO CERCATE NELLA "CLASSE DIRIGENTE DIFFUSA", UN ATTO D’ACCUSA AL PUBBLICO. NONOSTANTE GLI ATTACCHI, IL SENATORE DI RIGNANO SI E' BECCATO L’APPLAUSO PIÙ CONVINTO DELLA GIORNATA… - VIDEO
Al Forum Ambrosetti, a Cernobbio, ho fatto una domanda semplice: questo è davvero il Governo che volete? Tasse record, potere d’acquisto giù, Industria 4.0 bloccata e un Paese che galleggia. Noi dobbiamo costruire l’alternativa mettendo al centro ceto medio, innovazione,… pic.twitter.com/BfotGsLRN0
— Matteo Renzi (@matteorenzi) September 6, 2026
Federico Fubini per il Corriere della Sera - Estratti
Il tempo di suonare il gong di inizio seduta e si mette subito male. Il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana ha il compito di lanciare il sondaggio sul gradimento degli schieramenti nella sala di Villa d’Este, prima di moderare la giornata sull’Italia al Forum Teha di Cernobbio.
Sul palco con lui ci sono Elly Schlein del Pd, Angelo Bonelli per Alleanza Verdi-Sinistra e Matteo Renzi per Casa riformista; collegato come al solito in queste occasioni, perché tanto sa che facendosi vedere qui semmai perde voti, il leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte.
E per loro gli imprenditori in platea, non solo quelli legati direttamente nel loro business ai poteri pubblici, non hanno pietà. Il giudizio sull’operato dell’esecutivo vede il 33% dei partecipanti assegnare un sette in pagella (in una scala da uno a nove), un altro 20% dare un otto e un 6,7% concedere persino il massimo dei voti. Il giudizio per l’opposizione è invece all’opposto: il 28% della sala le riserva un tre tondo tondo in pagella, il 17% dà quattro, mentre le percentuali di voto dalla sufficienza verso l’alto sono davvero poche.
Si parte dunque così, in salita. E a volte non c’è nulla come il non aver più niente da perdere, per giocare a ribaltare le attese. A sorprendere non ci riescono e non ci provano neanche Bonelli e Conte, perché Cernobbio non è certo il terreno nel quale abbiano molto interesse a farlo.
ANGELO BONELLI FORUM AMBROSETTI
Ma per Renzi e Schlein è un’altra storia: loro due sono o sono stati leader di un partito che pochi anni fa sembrava l’architrave del sistema, il punto di equilibrio capace di garantire le istituzioni fra una crisi e l’altra. La segretaria del Pd è palesemente a Cernobbio con quest’idea in testa: scrollarsi di dosso l’etichetta un po’ facile che le mettono addosso di leader con l’eskimo, più a proprio agio in un’assemblea studentesca che di imprenditori.
E le riesce, a giudicare dalle reazioni. Quando finisce di parlare non viene certo giù la sala, ma gli applausi sono più spontanei e corposi di quelli riservati più tardi, per esempio, a Matteo Salvini.
SCHLEIN FONTANA RENZI FORUM AMBROSETTI
Schlein ha dato l’impressione di essere «preparata», riconosce il banchiere Gianluca Garbi di Kruso Kapital: lo stesso che pure nel corso del dibattito non le risparmierà domande taglienti, per esempio su un centrosinistra che propone più rinnovabili per ridurre il costo dell’energia eppure frena sulle autorizzazioni agli impianti in regioni dove governa come la Puglia.
Se poi l’applausometro fosse davvero una misura fedele, per capire il rapporto di Renzi con Villa d’Este servirebbe un buono psicologo. L’ex premier esordisce caustico, ricordando che lui quando era al governo nei sondaggi del Forum prendeva l’80% («ma poi ho perso il referendum»).
Ma anche per lui la bocciatura nella rilevazione di prima mattina potrebbe essere stata uno stimolo al contrattacco: rinfaccia a imprenditori e banchieri in sala di essere stati «tutti zitti» quando il governo ha violato le regole di mercato impedendo a Unicredit di scalare Bpm; conclude dicendo che per la stagnazione del Paese le cause vanno cercate nella classe dirigente diffusa, un atto d’accusa al pubblico. E finisce incassando di gran lunga l’applauso più convinto della giornata.
(…)

