CHIARITO CHE ARAFAT FU ASSASSINATO COL POLONIO, COSA FARANNO ORA I PALESTINESI? CON CHI SE LA PRENDERANNO? ISRAELE ALLA SBARRA

Fabio Scuto per "la Repubblica"

Centootto pagine di relazione medica di dieci clinici di fama mondiale sulla morte di Yasser Arafat, vorrebbero mettere fine a uno dei grandi misteri del Medio Oriente: il leader dell'Olp venne avvelenato la sera del 12 ottobre 2004 con il polonio 210. Tracce evidenti dell'isotopo radioattivo sono state trovate nei resti di Arafat, riesumati l'anno scorso a novembre dal Mausoleo da esperti svizzeri, francesi e russi.

I risultati del team dell'istituto di Losanna hanno rivelato nei resti del presidente palestinese concentrazioni di polonio-210 di almeno 18 volte superiori alla media, una quantità in grado di uccidere. Tenendo in considerazione gli otto anni trascorsi dalla morte di Arafat e la qualità dei campioni prelevati, nel rapporto svizzero si afferma che i risultati emersi «avvalorano moderatamente l'asserzione che la morte sia stata la conseguenza di avvelenamento da polonio 210».

L'indagine condotta dagli esperti svizzeri ha portato alla scoperta di livelli «inaspettatamente alti» di polonio 210 nei frammenti di tessuto e ossei di Arafat. David Barclay, medico legale britannico di fama internazionale che per Al Jazeera ha studiato la relazione svizzera, ha sottolineato come le analisi abbiamo evidenziato livelli di polonio almeno 18 volte superiori alla norma nelle costole e nel bacino di Arafat.

«Le analisi dimostrano che è stato ucciso, è morto per avvelenamento da polonio. Abbiamo trovato la pistola fumante, non sappiamo chi l'ha impugnata». I servizi segreti israeliani hanno sempre negato ogni coinvolgimento (invocando anche una promessa fatta dall'allora premier Ariel Sharon a Bill Clinton di «non attentare all'incolumità di Arafat») e ieri il governo ha parlato di «un'interminabile telenovela senza alcuna credibilità».

Ma come arrivò il polonio 210 fino al vassoio della cena di Arafat la sera del 12 ottobre 2004? Quali fra i tanti nemici del presidente palestinese, sfuggito ufficialmente a 13 tentativi di assassinio, è riuscito a penetrare così profondamente nella Muqata, dove Arafat era assediato e circondato solo dalla cerchia dei suoi fedelissimi? «C'è stato certamente un traditore», non hanno dubbi quelli della Preventive Security, i servizi segreti palestinesi, il loro intimo convincimento per anni è diventato una certezza.

Arafat mangiava pochissimo. Una volta al giorno i suoi bodyguard andavano in un popolare ristorante di Ramallah a prendere l'unico pasto che consumava durante la giornata. Il polonio-210 era probabilmente contenuto nel kebab o nella frutta che Arafat mangiò la sera del 12 ottobre 2004; quattro ore più tardi iniziarono i primi sintomi -vertigini, vomito, nausea - di quella che venne scambiata per un'influenza.

Quando su un elicottero giordano partì verso Parigi, le tv inquadrarono un uomo magro, esile, col volto scavato: morirà l'11 novembre del 2004 all'ospedale militare di Percy senza che oltre 50 medici francesi fossero stati in grado di capire qual era la "ma-lattia" che aveva ucciso Etienne Duvet, il falso nome con cui era stato ricoverato. «Stiamo rivelando un vero crimine, un assassinio politico», dice oggi ad Al Jazeera Suha Arafat, da Parigi.

Ma dopo la morte del presidente palestinese non fu eseguita alcuna autopsia proprio su richiesta della vedova, e i suoi resti furono riesumati solo nel novembre 2012 (otto anni dopo la morte), dopo che una prima serie di analisi sugli indumenti personali in luglio aveva evidenziato tracce della sostanza radioattiva che nel 2006 a Londra aveva ucciso nello stesso modo l'ex spia russa Aleksandr Litvinenko.

Da allora Suha Arafat avrebbe cominciato ad avere i primi dubbi sulla morte del raìs palestinese. «Adesso questi risultati », dice ancora la vedova, «confermano i nostri dubbi. È scientificamente provato che la sua morte non fu dovuta a cause naturali e abbiamo le prove che fu ucciso».

Le rivelazioni sulle conclusioni degli esperti svizzeri hanno anticipato gli esiti dell'indagine medico legale parallela che è stata condotta da specialisti moscoviti. Tace per ora la Commissione d'inchiesta palestinese guidata dal generale Hisham Tirawi - che comanda i servizi segreti palestinesi - che lunedì ha ricevuto le conclusioni degli esperti svizzeri.

Disvelato, forse, il primo mistero che alimenta però un clima di sospetti che riporta in primo piano le trame che si muovevano allora attorno al vecchio presidente palestinese. Perché l'avvelenatore è stato uno, o più d'uno, ma certamente della cerchia dei suoi fedelissimi.

 

Gianni Agnelli tra Arafat e Shimon Peres VELTRONI-ARAFATisraele02 arafatisrael 05 arafatcryisrael 05 arafat sorridearafat

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…