LE SPIE MOSCOVITE, NON L'ABBIAMO SCOVATE! - UNO DEI DUE ATTENTATORI CHE HA ORGANIZZATO L'ATTACCO (FALLITO) ALL'AEROPORTO DI LIPSIA È ENTRATO IN UE CON UN VISTO RILASCIATO DALL'ITALIA, MA NON SAREBBE MAI STAI STATO NEL NOSTRO PAESE - L'UOMO, CHE HA RAPPORTI CON I SERVIZI SEGRETI DI MOSCA, HA LA DOPPIA CITTADINANZA RUSSA E BIELORUSSA: IL SUO DNA È STATO TROVATO NELLA PARTE INTERNA DEI DRONI CARICHI DI ESPLOSIVO USATI NELL'ATTENTATO - RICCARDO MAGI, SEGRETARIO DI +EUROPA, ATTACCA QUEL MERLUZZONE DI TAJANI: "ABBIAMO BLOCCATO SCHENGEN CON LA SPAGNA MA ABBIAMO CONCESSO BEN 161 MILA VISTI TURISTICI AI CITTADINI RUSSI, VIOLANDO LA LINEA DELLE SANZIONI DELL’UE"
DRONI ESPLOSIVI A LIPSIA, IDENTIFICATI UN RUSSO E UN BIELORUSSO: VISTO ITALIANO PER UNO DEI SOSPETTI
Estratto dell'articolo di Mara Gergolet per il "Corriere della Sera"
mancato attentato all aeroporto di Lipsia halle
Il governo tedesco non ha sparato nel vuoto. Quando hanno additato la Russia, sostenendo che i mandanti del fallito attentato di Lipsia fossero gli «apparati statali», i ministri Dobrindt e Wadephul avevano con ogni probabilità anche gli identikit degli esecutori materiali.
Neppure 24 ore dopo, gli investigatori fanno trapelare alla stampa di averne identificati due: il capo missione, e l’uomo della logistica. I nomi sono rimasti coperti, ma su di loro indaga il procuratore generale tedesco, come per i casi di terrorismo. Sono un russo (che però ha un passaporto lettone, e quindi con libera circolazione nella Ue) e un bielorusso (con doppio passaporto russo).
DRONE ESPLOSIVO ALL AEROPORTO DI LIPSIA
Il primo è l’«istruttore» della missione, il referente. Secondo la tv pubblica Ard ha contatti nei servizi moscoviti. I suoi movimenti sono stati ricostruiti: entrato in Germania dall’aeroporto di Berlino a fine luglio, ha noleggiato un’auto dirigendosi a Lipsia ed è ripartito in aereo dalla capitale due giorni prima dell’attentato.
Il Bielorusso invece si è occupato dei droni. È entrato in Europa ottenendo un visto all’ambasciata italiana di Minsk, ma non è passato dal nostro Paese. Il suo Dna è stato trovato nella parte interna dei droni, sulla scatoletta riempita di esplosivo militare;
antonio tajani discorso a sant'anna di stazzema
così come su un’antenna legata a un albero, che avrebbe potenziato il segnale inviato ai droni, guidati dai telefoni cellulari. Ha precedenti criminali: di lui già esistevano tracce nei registri della polizia in Finlandia e in Lituania.
Almeno il primo dei due, se non entrambi, fa parte di quegli agenti «low-level» della rete russa di cui ha parlato il ministro Alexander Dobrindt. A complicare le cose, alcuni giornali (Bild) riferiscono che in realtà si dà la caccia a quattro persone.
Sarebbero stati scoperti sia dalle tracce del Dna sia attraverso i telefoni, che avrebbero agganciato le celle della zona. Ma tale abbondanza di particolari rivelati ai media — di fronte a un silenzio ufficiale — è anche un messaggio chiaro ai russi: vi abbiamo smascherati.
mancato attentato all aeroporto di Lipsia halle
[...] Ma non è l’unico problema di sicurezza in Germania. Guardando la cartina, sembra il Paese si stia accendendo con tanti piccoli fuochi. Solo ieri notte, una bomba a mano è esplosa davanti alla stazione di Augsburg, in Baviera, ferendo lievemente due persone. Al mattino, nei pressi di Colonia, a Bergheim, sono state colpite le cabine elettriche e i cavi dell’alta tensione: il ministro dell’Interno regionale ha indirizzato i sospetti «o verso gli estremisti di sinistra» o vero «una mano straniera». [...]
mancato attentato all aeroporto di Lipsia halle
Uno sciame. Ed è difficile dire se sia tutto un caso; se la Germania sia all’improvviso preda di qualche strategia; o se è semplicemente nelle teste dei tedeschi che tutti questi episodi si collegano. Ma è proprio questo l’obiettivo di fondo di ogni «guerra ibrida»: che nella percezione comune il confine netto tra guerra e pace si smussi, fino a confondersi. Berlino di certo non soffierà sull’allarme.
È stato notato che il cancelliere Friedrich Merz non ha accusato di persona il Cremlino, ma ha affidato il compito ai suoi due ministri. Probabilmente per lasciarsi del margine, per conservare l’autorità e intervenire in caso di escalation. Forse anche per non esacerbare gli animi prima del voto in Sassonia-Anhalt, dove in tanti guardano con più simpatia a Mosca che all’America. Ma nessuno si aspetta che sia finita qui.
IL GIALLO SUL PERMESSO, MA NON È MAI PASSATO DAL NOSTRO PAESE
Estratto dell'articolo di Virginia Piccolillo per il "Corriere della Sera"
antonio tajani discorso a sant'anna di stazzema
«Faremo tutti i controlli necessari e verificheremo per quale motivo è stato concesso questo visto». Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, assicura verifiche sul visto turistico rilasciato dalle autorità italiane a un cittadino bielorusso, con passaporto anche russo, sospettato di aver tentato un attacco con droni ed esplosivo all’aeroporto di Lipsia.
Secondo anticipazioni della Bild, il nostro visto avrebbe consentito all’uomo di ottenere accesso all’area Schengen, pur non essendo passato dal nostro Paese.
drony - non ci sono paragoni - meme by emiliano carli
«Controlleremo. C’è una procedura per la concessione dei visti, perché devono esserci determinati requisiti. Se le persone li hanno, e non c’è nessun alert sulle singole persone, viene concesso il visto», ha detto il vicepremier. Il doppio passaporto va dichiarato.
Ma poi si può chiedere il visto turistico utilizzando anche quello bielorusso. Finora bastava chiedere il visto all’ambasciata italiana. Da luglio a Minsk c’è il centro «VfS global» per le domande di visto Schengen. Ma la procedura è tuttora possibile — sebbene non sia garantito l’ok —
anche per i cittadini russi, pure se vivono a Mosca, presentando domanda al Consolato italiano. Riccardo Magi, segretario di +Europa, accusa: «Abbiamo bloccato Schengen con la Spagna, ma abbiamo concesso ben 161 mila visti turistici ai cittadini russi, violando la linea delle sanzioni dell’Ue.
Presenterò un’interrogazione al ministro Tajani per conoscere i contorni della vicenda e cosa intenda fare per intensificare i controlli visto che si tratta di una materia delicatissima per la sicurezza nazionale ed europea». [...]
Verifiche sul bielorusso che aveva un legame con i servizi segreti russi saranno fatte, alla ripresa dalla pausa estiva, anche dal Copasir, che chiederà un’informativa all’intelligence sul visto turistico rilasciato dalle autorità italiane a Minsk alla fine di aprile Intanto tornano le polemiche per il fatto che, su input dei Paesi Baltici, la Commissione Ue aveva proposto lo stop a tutti i russi che dal 2022 hanno combattuto in Ucraina.
[...] Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e fondatrice di Spazio Pubblico, attacca: «Il governo e il ministro Tajani devono dare chiarimenti immediati. Dobbiamo rivedere con urgenza la politica di concessione dei visti d’ingresso nell’area Schengen per russi e bielorussi». [...]

