luigi di maio domenico parisi navigator

“CI HO PENSATO, FANNO BENE A COMMISSARIARE L’ANPAL” - LA SURREALE TELEFONATA DI RONCONE A MIMMO PARISI, IL MANAGER CHE DI MAIO HA CHIAMATO DAL MISSISSIPI PER TROVARE LAVORO AI SUSSIDIATI DEL REDDITO DI CITTADINANZA (NON C'È RIUSCITO): “IO NON HO FALLITO, È L’ANPAL CHE NON FUNZIONA. HO CAPITO CHE IL MINISTRO ORLANDO VUOL FARE TUTTO COME SI DEVE. LO CAPISCO, SONO D' ACCORDO CON LUI. DI MAIO? GIGGINO È SENSIBILE, LUI SA COME STANNO LE COSE”

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

mimmo parisi 1

 

Domenico Parisi non è un personaggio di fantasia: è realmente esistito, anzi esiste, risponde al telefono. Figura emblematica, tragica, di efferata simpatia. Amico caro di Luigi Di Maio. «Con Giggino ci sentiamo sempre... e però no, non mi ha detto niente: che succede?» (seguirà strepitosa seconda telefonata).

 

MARIO DRAGHI ANDREA ORLANDO

La notizia è questa: Mario Draghi e il ministro del Lavoro Andrea Orlando (Pd) stanno per farlo fuori, lo sollevano dall' incarico di presidente e si apprestano a commissariare l' Anpal, l' Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (avrebbe avuto il compito di realizzare la parte finale del visionario progetto pentastellato: trovare un' occupazione a chi percepisce il reddito di cittadinanza utilizzando i mitologici tremila navigator - tipi assunti con il bacio della fortuna a 1.600 euro netti al mese, più i 600 di bonus previsti dalla crisi Covid).

 

di maio mimmo parisi

Flashback. Palazzo Chigi, 27 settembre 2018, notte. Sotto, nella piazza, i parlamentari grillini in sit-in: eccitazione diffusa, grida di evviva e bandiere, Vito «Orsacchiotto» Crimi addirittura con il figlio in carrozzina. Sopra, affacciati al balcone, a quel balcone, i ministri 5 Stelle in festa scomposta: Danilo Toninelli con le dita della mano a V come Winston Churchill, e accanto Barbara Lezzi che saltella scatenata (sì, anche lei è stata ministro), e l' allora Guardasigilli Alfonso Bonafede, già noto come dj Fofò, che incita a fare pure più baldoria, e poi al centro, per una volta meno perfettino del solito, addirittura scravattato, Luigi Di Maio, che urla la celebre sconcertante frase: «Abbiamo abolito la povertà!».

anpal

 

Rientrando in Consiglio dei ministri, Toninelli - tornato in sé - chiede a Di Maio: «Scusa, mi sfugge un dettaglio: ma poi chi troverà un posto di lavoro ai milioni di italiani che percepiranno il reddito di cittadinanza appena annunciato?».

 

Di Maio aveva già la soluzione: ecco allora entrare in scena un suo amico che, per una volta, non sarebbe arrivato con il solito charter proveniente da Pomigliano d' Arco, ma avrebbe viaggiato in business class (a spese nostre) dalla Mississipi State University. Eccolo Domenico Parisi detto «Mimmo» o anche «CowBoy», di anni 55 anni, guru italoamericano del reinserimento nel mondo del lavoro.

DOMENICO PARISI

 

Consueto giro di interviste piene di promesse, titoli, passaggi nei tigì. Ma dopo tre mesi - tre mesi, eh - il presidente Parisi si accorge che le sue creature mitologiche, i cosiddetti navigator, sono ferme ai Bastioni di Orione, perché la app che dovrebbero usare non c' è, non esiste, sebbene valga 25 milioni di soldi pubblici. In un Paese appena normale, la storia si sarebbe conclusa qui.

 

Dimissioni in serie, e una Procura che magari avrebbe potuto decidere di capirci qualcosa.

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI ANDREA ORLANDO

Invece Parisi, tutto tranquillo, aggiunge: «Tra l' altro a me risulta che sui sistemi informativi di milioni ne sono stati impegnati 80, e mi chiedo: che fine hanno fatto?».

 

Una domanda simile, pochi giorni dopo, la pongono però pure a lui: tre lettere (due firmate da altrettanti dirigenti dell' Anpal e un' altra dalla commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni) lo accusano di «mancata rendicontazione delle spese personali» - oltre 160 mila euro. Reggetevi. Qui la storia diventa notevole.

Mimmo il Cow-Boy non avrebbe giustificato un conto così: 71 mila euro per viaggi Roma-Mississipi in business class; 55 mila per noleggio auto con autista; 32 mila per l' affitto di un appartamento ai Parioli; 5 mila per spostamenti in Italia; 3 mila per pasti.

DI MAIO NAVIGATOR

 

È il 13 giugno scorso: Parisi inciampa in qualche congiuntivo nel suo italiano incerto, ma ha una meravigliosa faccia tosta. «Certo che vado avanti e indietro con il Mississipi. Mia moglie vive lì, Di Maio lo sapeva, mica posso separarmi». «In un' audizione, alla Camera, ho detto che volo in business per colpa del mal di schiena. Sono stato sciocco, volevo giustificarmi. Invece è un mio diritto».

 

il concorso per navigator alla fiera di roma 35

«Dissi a Di Maio: Giggino, amico mio, lascio una cattedra universitaria prestigiosa, non posso rimetterci. Me li dai 240 mila euro? Lui rispose: tranquillo, Mimmo, non c' è problema. Alla fine sono purtroppo rimasto fermo a 160, ma mi accontento». Un personaggione. Anche in queste ore.

 

Allora: prima non sapeva niente, Di Maio non gli aveva detto ancora niente, «Sorry, ora m' informo». Poi, due ore dopo, sempre al telefono, sentite che roba.

 

Mimmo Parisi

«Ho saputo, ci ho pensato: fanno bene».  A far cosa? «A commissariare l' Anpal». Ma come? È l' agenzia che dirige... «Sì, però ho capito che il ministro Orlando vuol fare tutto come si deve. Lo capisco, sono d' accordo con lui». Ammette di aver fallito?«Io proprio no. È l' Anpal che non funziona». E lei, adesso? Tornerà in Mississipi? «Io aspetto».

Ha riparlato con Di Maio? «Giggino è sensibile, lui sa come stanno le cose» (e però, Santo Cielo, questi guru italoamericani come sono allusivi, no?).

il 'navigator' di maio visto da twitter 2il concorso per navigator alla fiera di roma 31

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...