foto calendario codacons 2021

E ALLA FINE IL CODACONS DIVENNE VITTIMA DEL SUO STESSO MORALISMO! TUTTI ADDOSSO ALL’ASSOCIAZIONE PER IL CALENDARIO GUARDONE USCITO ONLINE CHE CON LA SCUSA DI CELEBRARE LA “RESILIENZA” (CHE PALLE!) DELL’ITALIA RITRAE 12 DONNE NUDE CON L'INVITO A VOTARE LA PIÙ BELLA (PERÒ LA FERRAGNI IN VERSIONE MADONNA NON ANDAVA BENE…) - APRITI CIELO: PAGINE SOCIAL TEMPESTATE DI INSULTI – PER LA FOTOGRAFA TIZIANA LUXARDO È SOLO ARTE. E ANCHE VITTORIO SGARBI PROMUOVE GLI SCATTI...

Tiziana Lapelosa per “Libero quotidiano”

 

CALENDARIO CODACONS

Donne nude. Dodici. Tante quanti i mesi dell'anno. Corpi perfetti. Pose che sanno di erotico. Sguardi ammiccanti. E vota la più bella. E i venti fortunati che saranno sorteggiati riceveranno il calendario con tanto di autografo della fotografa che ha realizzato gli scatti, Tiziana Luxardo.

 

Un omaggio all'Italia nella morsa della pandemia con dentro la voglia di riscatto, che non passa attraverso i volti o le storie rese immagini di chi il Covid lo ha attraversato e sconfitto, di chi ne porta segni e cicatrici, di chi ha negli occhi i resti della fame e della miseria…

 

01 gennaio

No. Per il Codacons passa attraverso i corpi, nudi, delle dodici modelle riprese in bianco e nero, vestite di sola mascherina dei colori della bandiera, corredate da un piccolo francobollo che ricorda luoghi un tempo più vivi.

 

"Italienza" è il nome che l'associazione dei consumatori ha dato al calendario 2021. Un misto di Italia e di resilienza, parola ultimamente assai di moda, che indica la capacità di farcela, di superare un periodo di difficoltà.

 

Cosa c'entra con scatti di nudo una associazione che da anni si batte a difesa dei consumatori, che fa le pulci a tutti, è la domanda che si sono posti in molti dopo la divulgazione del calendario (visibile online). Indignazione culminata con l'invito a votare la foto più bella. Una combinazione - nudo e voto - che ha fatto indietreggiare molti nel tempo.

 

02 febbraio

Voleva essere un omaggio alle donne? Quelle che hanno dovuto rinunciare al lavoro (4 su 10) per la famiglia durante la pandemia, che da casa hanno lavorato e fatto le maestre (inclusi anche tanti uomini)? Ma è con un nudo che chi difende i consumatori le omaggia? Se lo chiedono non soltanto le femministe dichiarate, arrabbiatissime, ma le donne comuni, senza etichette.

 

Non a caso sono state tempestate di commenti negativi e inviti a ritirare il calendario le pagine Facebook e Twitter dell'associazione specializzata negli esposti contro tutto e tutti. Pure all'indirizzo di Chiara Ferragni "colpevole" di aver vestito i panni di una Madonna moderna per Vanity Fair e del marito Fedez per la piattaforma raccolta fondi anti-Covid.

 

A poco serve a smorzare i toni il parere del critico Vittorio Sgarbi, il quale giudica i 12 scatti «una grande lezione di accademia del nudo». L'invito di tutti al presidente Carlo Rienzi è di ritirare il calendario giudicato «sessista».

 

03 marzo

Riassumono il concetto, per tutte, le donne del coordinamento pensionate Spi Cgil del Veneto. Dicono, sui social, che «sono anni che denunciamo la rappresentazione sessista che viene fatta del corpo delle donne. E niente. Si continua. Imperterriti» e che «da un'associazione dei consumatori non ci aspettavamo proprio un attacco così diretto alle donne. Sì, perché, anche se sembra non esserci consapevolezza, l'attacco è diretto».

 

Pure Carlo Calenda, candidato sindaco di Roma, si è detto scandalizzato, si teme più per calcolo politico che per altro. Tant'è che Rienzi si è domandato come mai «Calenda non si sia accorto che l'anno scorso abbiamo fatto una mostra dove venivano rappresentati atti sessuali etero e omosessuali, addirittura anche con animali, e questa mostra è servita moltissimo per far capire agli studenti cosa non si deve fare, e a sensibilizzare sulla violenza contro le donne».

 

04 aprile

E sul voto, il presidente Codacons chiarisce: «È per la foto più bella, non per la modella», ricordando che sei mesi fa attraverso un sondaggio è stato chiesto ai 500mila simpatizzanti dell'associazione l'opportunità o meno di creare un calendario con nudi artistici «ed è stato un plebiscito di sì».

 

La Luxardo, autrice degli scatti, si chiama fuori dalla polemica: «Difendo i nudi artistici del mio calendario ma l'idea del concorso la boccio, non mi appartiene, è stata una scelta del Codacons, sono sempre stata femminista».

 

E dire che è proprio sull'esposizione dei corpi che è scoppiata la polemica. In ogni caso, se l'obiettivo del Codacons era far parlare di sé, ci è riuscito alla grande. Seppur diventando vittima del suo stesso moralismo.

 

 

Gabriella Sassone per Dagospia del 19 novembre 2020

 

05 maggio

Non fate sapere ai Ferragnez, coppia d’assi dei social, che il loro “nemico pubblico numero uno” ha già bello e pronto il calendario per il 2021. Di chi parliamo? Ma del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), che da tempo ha nel mirino Fedez e Chiara Ferragni.

 

Il nuovo lunario si intitola “Italienza” ed è firmato anche stavolta dalla bionda fotografa col pedigree Tiziana Luxardo, che collabora col Codacons da qualche anno e ha sfornato calendari provocatori e di denuncia sociale che hanno fatto tanto parlare.

 

In “Italienza”, che fonde in una parola italianità e (l’ormai abusata) resilienza, è racchiuso il significato del progetto dedicato alla voglia di riscatto del nostro Paese alle prese con la pandemia. Al grido di battaglia: la bellezza ci salverà!

 

06 giugno

Protagoniste delle dodici tavole in bianco e nero, tratto distintivo e cifra stilistica dei lavori della fotografa romana, altrettante belle fanciulle nude e crude: unico accessorio che le accompagna una mascherina tricolore, l’indumento più importante da quando siamo alle prese col terribile Covid 19.

 

Le ragazze posano simbolicamente in una cartolina, con tanto di francobollo, rimandando a un tempo che non c'è più, un tempo forse più romantico e vivibile, quando i saluti e i messaggi venivano scritti su carta e poi inviati per posta, non digitati freneticamente e freddamente via Smartphone.

 

“I comuni sono la nostra prima linea per affrontare l’emergenza Coronavirus, i più vicini alle persone; l’idea di un progetto visual che ne celebrasse l’impegno e gli sforzi, nasce dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi e io l’ho abbracciato in toto. Il risultato è un inno alla rinascita e alla bellezza dei luoghi, ora mortificata dall’assenza dei turisti”, spiega la Luxardo.

 

07 luglio

Infatti gli scatti, che attraverso la valorizzazione del corpo femminile e l’elemento della mascherina tricolore raccontano di un mondo profondamente cambiato, sono una dedica ai borghi d’Italia, un invito alla riscoperta del patrimonio artistico e culturale perché “quando tutto questo sarà finito, solo la bellezza ci potrà salvare”, avvisa la fotografa.

 

Il lunario 2021 si chiude con il ritratto di una donna di età più matura rispetto alle fanciulle in fiore, anche lei desnuda, un modo per far riflettere sul Coronavirus che colpendo tutti senza distinzioni ha scardinando il mito dell’eterna giovinezza.

 

È la prima volta che la Luxardo introduce l’elemento colore nei suoi scatti “a rimarcare l’orgoglio, l’identità e l’appartenenza: un richiamo a restare uniti e superare questo momento di grande difficoltà del Paese”, precisa lei.

 

08 agosto

Il calendario, distribuito gratuitamente dal Codacons, sarà disponibile per il pubblico anche sul sito Internet dell’associazione dei consumatori, da anni al fianco dell’artista per la realizzazione di campagne di sensibilizzazione su importantissime tematiche sociali, tra cui il contrasto al bullismo e la lotta alla violenza sulle donne.

 

Da questa lunga collaborazione sono nati alcuni progetti di successo come “Siamo uomini o caporali” (il calendario del 2016) contro lo sfruttamento e la violenza sulle donne nelle campagne italiane; “Bulli e pupe” (del 2017) sul tema del bullismo; “Il riscatto di Afrodite” (del 2018) sulla sessualità vista dagli occhi dei disabili; "All’alba vincerò” (del 2019) contro la ludopatia. E, dulcis in fundo, “Si selfie chi può” (del 2020) sull’uso inconsapevole e dannoso dei social network, tra haters, influencer furbetti, webeti vari e cyberbullismo.

 

 

 

 

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