COME TI CANCELLO LA BREXIT – IL “GUARDIAN” SVELA IL PIANO DEL PREMIER LABURISTA, KEIR STARMER PER FAR RIENTRARE IL REGNO UNITO NEL MERCATO COMUNE EUROPEO, SENZA BISOGNO DI UN REFERENDUM E NEMMENO DI UN VOTO DEL PARLAMENTO: VUOLE UTILIZZARE UNA LEGGE DEL 1539 SUI COSIDDETTI "POTERI DI ENRICO VIII", CHE PERMETTE ALL'ESECUTIVO DI PRENDERE DECISIONI PER DECRETO NELL'INTERESSE DELLA NAZIONE – L'INIZIATIVA VERREBBE ADOTTATA NELL'AMBITO DEL "RIALLINEAMENTO DINAMICO" CON LE NORME DELLA UE IN MATERIA DI COMMERCIO ATTUALMENTE AL VAGLIO DI UN NEGOZIATO CON BRUXELLES…
Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per “la Repubblica”
keir starmer ursula von der leyen
Il Regno Unito potrebbe rientrare di fatto nel mercato comune europeo, senza bisogno di un referendum e nemmeno di un voto del parlamento, utilizzando una norma vecchia di secoli che permette in teoria all'esecutivo di prendere decisioni nell'interesse della nazione.
Lo rivela il quotidiano Guardian con un'esclusiva che cita fonti ministeriali anonime secondo cui l'iniziativa verrebbe adottata nell'ambito del "riallineamento dinamico" con le norme della Ue in materia di commercio attualmente al vaglio di un negoziato con Bruxelles […]
La mossa sarebbe possibile, indicano le fonti, in base ai cosiddetti "poteri di Enrico VIII", dal nome da una legge del 1539 con cui il monarca poteva governare per decreto. Ancora valido, il provvedimento consente al governo di approvare leggi senza il pieno scrutinio del parlamento.
In questo modo il governo laburista di Keir Starmer, afferma il Guardian, potrebbe adottare le norme europee non solo nell'ambito dell'agricoltura, al centro della trattativa con la Ue, ma pure in altri settori, allineando de facto il Paese con le regole del mercato comune.
Sarebbe, commentano i critici di una misura del genere, «un'integrazione forzata nella Ue». L'opposizione, sia i populisti di Reform, il partito guidato da Nigel Farage, primo promotore della Brexit, sia il partito conservatore, griderebbero certamente al "tradimento" del risultato del referendum del 2016 con cui il Regno Unito decise di uscire dall'Europa unita.
«Ce lo aspettiamo», dice un ministro al quotidiano londinese, «ma l'Europa è il nostro principale partner commerciale, compra quasi metà delle nostre esportazioni, non possiamo continuare a pagare un prezzo per le barriere commerciali create dalla Brexit alla frontiera.
Perciò ha un senso rimuovere quelle barriere, senza rompere la linea rossa di un ritorno formale nell'unione doganale, nel mercato comune e nella libertà di movimento».
Il primo ministro Starmer si batte per un riavvicinamento alla Ue, e ha raddoppiato gli sforzi da quando sono andate in crisi le relazioni fra Londra e Washington. […]
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