viktor orban - giorgia meloni - 1

ECCO COSA PENSANO ALL'ESTERO DEL GOVERNO MELONI: L’ITALIA È NEL CLUB DEI “FETENTI” DELL’UE – IL “GUARDIAN” INSERISCE ROMA NELLA LISTA DEI PAESI CHE STANNO ERODENDO LO STATO DI DIRITTO IN MODO “COSTANTE E INTENZIONALE” – IL RAPPORTO DELLA "CIVIL LIBERTIES UNION OF EUROPE", CHE HA DEFINITO I GOVERNI DI BULGARIA, CROAZIA, SLOVACCHIA, UNGHERIA E ITALIA COME “DEMOLITORI”, IMPEGNATI ATTIVAMENTE A INDEBOLIRE LA RULE OF LAW…

Traduzione dell’articolo di Jon Henley per https://www.theguardian.com/

 

GIORGIA MELONI - VIKTOR ORBAN - FOTO LAPRESSE

I governi di cinque Stati membri dell’UE stanno “in modo costante e intenzionale” erodendo lo stato di diritto, ha avvertito la principale organizzazione europea per le libertà civili, mentre gli standard democratici stanno peggiorando in altri sei Paesi, inclusi alcuni storicamente considerati democrazie solide.

 

Basandosi su prove raccolte da oltre 40 ONG in 22 Paesi, la Civil Liberties Union for Europe (Liberties) ha definito i governi di Bulgaria, Croazia, Ungheria, Italia e Slovacchia come “demolitori”, impegnati attivamente a indebolire lo stato di diritto.

 

Il rapporto 2026 del gruppo, pubblicato lunedì, afferma che lo stato di diritto è regredito in tutti gli ambiti – giustizia, lotta alla corruzione, libertà dei media e sistemi di controllo della società civile – in Slovacchia sotto il governo populista, autoritario e filorusso di Robert Fico.

 

viktor orban robert fico

Il quadro è risultato altrettanto cupo in Bulgaria, mentre l’Ungheria, dove i 16 anni di potere di Viktor Orbán potrebbero concludersi dopo le elezioni del 12 aprile, “rimane in una categoria a sé, continuando a perseguire leggi e politiche sempre più regressive senza alcun segnale di cambiamento”.

 

Altrove, Liberties ha individuato Belgio, Danimarca, Francia, Germania e Svezia, tutti Paesi con forti tradizioni democratiche, come “sliders”: realtà in cui lo stato di diritto è in declino in alcuni ambiti, senza che l’erosione faccia parte di una strategia politica complessiva.

 

GIORGIA MELONI - VIDEO PER IL SI AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

La Repubblica Ceca, l’Estonia, la Grecia, l’Irlanda, la Lituania, i Paesi Bassi, la Romania e la Spagna sono stati tutti classificati come “stagnatori”, ossia Paesi in cui le condizioni dello stato di diritto non stanno né migliorando né peggiorando, secondo il rapporto di 800 pagine.

 

Anche la Polonia rientra in questa categoria, con il primo ministro Donald Tusk che cerca di ripristinare elementi fondamentali dello stato di diritto – come un sistema giudiziario indipendente – smantellati dal precedente governo del partito Diritto e Giustizia (PiS), ma ostacolato dal veto presidenziale.

 

LA MANINA ERA UNA MANONA - LA VIGNETTA DI GIANNELLI DOPO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM

I limitati progressi della Polonia finora “dimostrano quanto possa essere difficile e fragile ripristinare l’indipendenza istituzionale compromessa”, ha affermato Liberties. Solo la Lettonia ha meritato lo status di “lavoratore diligente”, con un governo attivamente impegnato a migliorare gli standard dello stato di diritto.

 

Il rapporto afferma inoltre che i meccanismi dell’UE per affrontare l’erosione dello stato di diritto sono in gran parte inefficaci, con la maggior parte degli Stati membri incapace di tradurre le indicazioni in azioni concrete nonostante anni di raccomandazioni da parte della Commissione europea.

 

È emerso che il 93% di tutte le raccomandazioni contenute nel rapporto sullo stato di diritto 2025 della stessa Commissione UE erano ripetizioni di anni precedenti, spesso riproposte senza modifiche nel testo, mentre il numero di nuove raccomandazioni si è dimezzato dal 2024.

 

VIKTOR ORBAN - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Su 100 raccomandazioni della Commissione analizzate da Liberties, 61 non hanno mostrato alcun progresso, mentre altre 13 hanno registrato un peggioramento. “Il rapporto della Commissione era pensato per stimolare azioni concrete”, ha dichiarato Ilina Neshikj, direttrice esecutiva di Liberties.

 

Ma dopo sette edizioni annuali, le conclusioni di Liberties evidenziano “non solo un arretramento, ma anche sforzi continui e deliberati per minare lo stato di diritto. Ripetere raccomandazioni senza un seguito significativo non invertirà questa tendenza”, ha aggiunto.

 

Il rapporto critica inoltre le istituzioni dell’UE in generale, affermando che nel 2025 non solo hanno “rispecchiato molte delle problematiche osservate negli Stati membri”, ma hanno anche mancato di applicare e difendere in modo coerente i diritti fondamentali.

GIORGIA MELONI (DI SPALLE) PARLA CON ORBAN E MERZ INSIEME ALLA SEGRETARIA PATRIZIA SCURTI GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY ROLLI IL GIORNALONE - LA STAMPA

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