EUROPA UNITA? SOLO CONTRO GLI EBREI - DA COPENAGHEN A LONDRA DILAGA L’ANTISEMITISMO - POLEMICA CONTRO "SKY NEWS" PER UNA DOMANDA AL RABBINO CAPO DEL COMMONWEALTH SULLE RESPONSABILITA' DI ISRAELE

Giulio Meotti per “il Foglio”

 

Nel diario del comandante di Treblinka, Kurt Franz, c’è una fotografia e una didascalia: “Schöne Zeiten”. I bei vecchi tempi. Quei tempi sembrano essere tornati un po’ ovunque e sotto forme diverse in questa vile Europa. La strage alla sinagoga di Copenaghen, con l’uccisione di una guardia posta a difendere l’istituto di culto ebraico, non è stata affatto una sorpresa, se non per gli ipocriti o gli illusi.

 

Da tempo è pericoloso essere un ebreo in Danimarca quanto in un paese del medio oriente, tanto che l’ambasciatore israeliano a Copenaghen, Arthur Avon, ha consigliato di non esporre simboli dell’ebraismo in città. “Abbiamo avvertito gli israeliani che sono in viaggio qui e che vogliono andare in sinagoga, di indossare la kippah solo una volta entrati all’interno del tempio”, ha detto Avon, precisando che “è meglio esibire tali simboli solo in luoghi sicuri”.

 

COPENAGHEN SINAGOGACOPENAGHEN SINAGOGA

Analogo avvertimento ha espresso il gruppo ebraico Mosaiske Trossamfund, che ha sollecitato i fedeli a non mostrare in pubblico la stella di David. La Danimarca, il primo paese scandinavo che nel XVIII secolo ha accolto gli ebrei e concesso loro di stabilirvisi, e ancora oggi, una delle nazioni più ospitali del mondo, è da tempo diventato un luogo molto pericoloso per gli ebrei.

 

L’ingresso della scuola ebraica Carolineskolen, nel quartiere di Østerbro della capitale, è circondato da un recinto di filo spinato alto due metri, mentre la scuola Humlehave a Odense, la città natale di Hans Christian Andersen, ha detto a dei genitori ebrei che volevano iscrivere i loro bambini in quell’istituto che era “troppo pericoloso”. Un municipio danese ha poi chiesto che la bandiera israeliana non venisse esposta in un festival che voleva promuovere la “diversità”. Il gruppo israeliano sarebbe potuto diventare un bersaglio per i terroristi.

 

Un docente ebreo del dipartimento di Teologia dell’Università di Copenaghen è stato assalito da cinque musulmani che l’hanno picchiato e preso a calci sostenendo che a un ebreo è vietato leggere il Corano durante le lezioni. La scuola ebraica Carolineskolen ha ricevuto una lettera in cui gli ebrei sono chiamati “ratti, serpenti, vampiri, pedofili” e “serpenti con yarmulkes e cernecchi”. La lettera si conclude con una minaccia: “Forse avete dimenticato che abbiamo benzina per distruggere le case, i negozi e i centri ebraici”. Sul sito web del giornale Politiken, un lettore ha pubblicato un appello (poi ritirato) che spronava all’uccisione degli ebrei, fornendo anche i nomi di sei membri di spicco della comunità ebraica danese. E’ la kippah proibita.

Copenaghen, sparatoria contro Lars Vilks autore vignette su Maometto  51862c9Copenaghen, sparatoria contro Lars Vilks autore vignette su Maometto 51862c9

 

E’ il simbolo di un continente che si sta inesorabilmente svuotando di ebrei. Nei giorni scorsi, il Pew Forum, il massimo istituto al mondo che studia l’opinione pubblica, ha reso noto un fenomeno impressionante. L’Europa ha perso metà della sua popolazione ebraica non dall’Olocausto, ma dal 1960 a oggi. Oggi 1,4 milioni di ebrei vivono in Europa, quando erano due milioni nel 1991. Nel 1960 erano 3,2 milioni.

 

E la Francia svetta in questa triste classifica. Il giornalista israeliano Zvika Klein si è appena messo una kippah e, munito di telecamera, è andato in giro per le banlieue parigine, mentre nei cimiteri francesi vengono ogni giorno profanate le tombe ebraiche. A malapena Klein è uscito vivo da Sarcelles, la “Gerusalemme francese” dove vivono gran parte degli ebrei della capitale. Lo stesso ha appena fatto il reporter svedese Peter Lindgren. Si è seduto in un bar nel centro di Malmö con indosso una kippah, a sfogliare un giornale, mentre i passanti si rivolgevano a lui come “merda ebrea” e “Satana ebreo”.

 

antisemitismo 3antisemitismo 3

Un immigrato ha detto a Lindgren di “andarsene”, mentre a Rosengard, un quartiere densamente popolato da musulmani dove vive anche una piccola comunità ebraica, il “giardino delle rose” simbolo dei progetti svedesi di integrazione lanciati negli anni Sessanta, Lindgren è stato circondato da una decina di ragazzi di origine araba che lo hanno minacciato di morte, mentre i residenti degli appartamenti vicini gli tiravano uova.

 

Il documentario per la tv svedese spiega che “molti tra gli ebrei rimasti a Malmö hanno paura di lasciare le loro case; molti vogliono lasciare la città e non vogliono che i loro figli crescano lì”. Negli anni Settanta la comunità ebraica di Malmö contava duemila membri, oggi sono rimasti in seicento e di questi la maggior parte ha già pianificato la fuga.

 

Eppure la Svezia era stata nel Novecento uno dei luoghi più accoglienti per gli ebrei (da lì viene Raoul Wallenberg, il più celebre dei Giusti fra le Nazioni). E proprio Malmö, affacciata sul mare del Nord, fu la città-rifugio per molti ebrei scandinavi che riuscirono a fuggire alla deportazione nazista nella vicina Norvegia.

 

Nelle periferie belghe di Anversa, “i borgerhout”, non è più consigliato camminare con lo zucchetto ebraico. E non lo è da oggi, ma da quando nel 1980 terroristi di Abu Nidal lanciarono bombe a mano contro gli studenti ebrei di Agudat Israel e ne assassinarono uno. Sempre in Belgio, nei giorni scorsi, una insegnante si è rivolta così a una studentessa ebrea: “Dovremmo mettervi tutti su un carro merci”.

 

L’episodio è accaduto alla Emile Jacqmain, una scuola di Bruxelles. L’Abraham Geiger Theological College a Potsdam, in Germania, consiglia agli studenti di non portare simboli ebraici per strada. Nell’ultimo numero del settimanale Observer, il rabbino Shmuley Boteach ha raccontato invece come vivono oggi gli ebrei in Olanda. “Eravamo in piedi fuori, parlando innocentemente dopo i servizi rituali, quando la guardia di sicurezza si avvicinò per la seconda volta e ci disse di disperderci. ‘Non è sicuro riunirsi qui’. Benvenuti in Europa, dove anche soltanto stare in piedi fuori da una sinagoga può costarti la vita”.

 

ROGER WATERS ROGER WATERS

Il celebre rabbino americano e la moglie si trovavano di fronte alla famosa sinagoga portoghese di Amsterdam, costruita nel 1675, un periodo in cui in Olanda affluivano ebrei da tutto il mondo, come Baruch Spinoza. Oggi nei Paesi Bassi molti templi ebraici hanno tolto i simboli all’esterno degli edifici, per renderli più anonimi. E la secolare sinagoga di Weesp è diventata la prima che in Europa, dalla fine della Seconda guerra mondiale, ha cancellato i servizi di shabbath a causa delle minacce alla sicurezza dei fedeli. Dopo sono arrivate le sinagoghe di Parigi il giorno dopo la strage al supermercato kasher della capitale.

 

Anche l’Inghilterra, che finora spiccava in Europa come un paese con un grado di antisemitismo tutto sommato contenuto, in questi giorni è scossa da un rapporto del governo che parla di un boom di intolleranza antiebraica nella società britannica. Un ministro, Eric Pickles, ha detto che “la storia dell’antisemitismo mostra che le peggiori atrocità possono iniziare mentre si deriva pigramente verso un mainstream, anche alla moda, nell’accettazione dei pregiudizi”. Il clima è quello caratterizzato dalla baronessa Jenny Tonge, che dalla Camera dei Comuni ha appena chiesto agli ebrei inglesi di prendere le distanze da Israele.

 

IL MAIALE CON LA STELLA DI DAVID AL CONCERTO DI ROGER WATERS IL MAIALE CON LA STELLA DI DAVID AL CONCERTO DI ROGER WATERS

Non si placano le polemiche contro l’emittente Sky News, che nei giorni scorsi ha diffuso un video sulla ricostruzione di Gaza dopo la guerra e in sottofondo la scritta “Auschwitz Remembered”, in occasione delle manifestazioni per la memoria della Shoah. In studio, il giornalista Adam Boulton ha domandato per tre volte al rabbino capo del Commonwealth, Ephraim Mirvis, se le azioni di Israele non siano una causa dell’esplosione di antisemitismo in Europa.

 

IL MAIALE CON LA STELLA DI DAVID AL CONCERTO DI ROGER WATERS IL MAIALE CON LA STELLA DI DAVID AL CONCERTO DI ROGER WATERS

In questo clima, l’attrice inglese Maureen Lippman, protagonista fra gli altri del film “Il pianista” di Roman Polanski, ha annunciato che sta pensando di lasciare il Regno Unito a causa di questa rabbiosa giudeofobia. In una scuola ebraica di Londra, gli alunni si addestrano per un possibile attacco terroristico, una sinagoga ha annullato un viaggio per bambini a Disneyland in Francia, mentre la polizia e le comunità ebraiche hanno intensificato le ronde nelle zone ebraiche. L’opinione pubblica europea rigonfia intanto di ostilità nei confronti degli ebrei e in particolare degli ebrei israeliani. In Austria, questa settimana un magistrato di Linz, Philip Christl, ha deciso che gridare “morte agli ebrei” in una manifestazione è una forma di “protesta contro Israele”.

 

pldnn17 brian enopldnn17 brian eno

Si capisce perché sebbene in Austria ci siano circa 15 mila ebrei, nel censimento nazionale soltanto 8.140 si sono dichiarati tali, per “timore di ritorsioni”. Sono i nuovi ebrei invisibili. E sempre in Inghilterra 700 artisti hanno appena rilanciato il boicottaggio culturale di Israele, dicendo che non ci metteranno piede. A firmare l’appello sono musicisti come Richard Ashcroft dei Verve, Brian Eno e Roger Waters, registi come Mike Leigh, letterati come John Berger e la drammaturga Caryl Churchill. In Germania, un sondaggio della Fondazione Bertelsmann ha appena rivelato che il 35 per cento dei cittadini tedeschi considera Israele come un nuovo nazismo.

 

A Berlino intanto è nata una commissione per la Ricerca e la prevenzione dell’antisemitismo. Fin qui tutto bene, tranne il fatto che nel gruppo di otto esperti scelto dal ministero dell’Interno non c’è un solo ebreo. La professoressa Monika Schwarz-Friesel dell’Università Tecnica di Berlino ha analizzato dieci anni di lettere di odio inviate al Consiglio centrale degli ebrei in Germania e all’ambasciata israeliana a Berlino.

 

merkel al telefonomerkel al telefono

Con sua sorpresa, solo il tre per cento proveniva da estremisti di destra, mentre oltre il sessanta per cento proveniva da membri istruiti del mainstream. E contenevano dichiarazioni antisemite classiche come “l’assassinio di bambini innocenti si adatta alla vostra tradizione” o “negli ultimi duemila anni rubate la terra e commettete un genocidio”. “Schöne Zeiten”. I bei vecchi tempi che ritornano.

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…