“COS’È QUEL PRESERVATIVO SULLA TESTA? TOGLITI QUELLO SCHIFO” - ATTACCHI CHOC SUI SOCIAL ALLA CONSIGLIERA REGIONALE DEM DELLA LOMBARDIA ROBERTA VALLACCHI, MADRE DEL SINDACO DI LODI ANDREA FUREGATO – L’ESPONENTE DEL PD, CHE COMBATTE CON UN TUMORE E PORTA UN FOULARD, NON ARRETRA: “QUANDO UNA DONNA PARLA DI DONNE E FEMMINISMO SI SCATENANO GLI ISTINTI PEGGIORI E I SOCIAL OFFRONO IL LUOGO IDEALE. MA NOI RESISTIAMO” – E AGLI HATER PIÙ SCATENATI DICE: “MI PIACEREBBE INCONTRARLI…”
Carlo d'Elia per https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_agosto_29/lodi-attacchi-choc-alla-dem-roberta-vallacchi-via-quello-schifo-di-foulard-dalla-testa-lei-in-cura-replica-agli-hater-vorrei-a9ec91e6-5ee6-4764-aa01-cff3a83b3xlk.shtml - Estratti
«Cos’è quel preservativo sulla testa». «Togliti quello schifo». «Siete la rovina del mondo, zecche maledette». Sono alcuni degli insulti comparsi sotto un video pubblicato sui social da Roberta Vallacchi, 61 anni, consigliera regionale del Partito Democratico e volto storico dei dem nel Lodigiano, oltre che madre del sindaco di Lodi Andrea Furegato.
Una valanga di commenti offensivi arrivati per un motivo apparentemente banale: Vallacchi ha presentato la prima serata della Festa dell’Unità del Lodigiano, iniziata venerdì con un dibattito dedicato alle donne al diritto di voto del 1946. Un appuntamento che ha finito per trasformarsi, sui social, nel pretesto per una raffica di attacchi personali.
Da alcuni mesi Vallacchi sta combattendo contro un tumore al seno e con l’inizio della chemioterapia ha cominciato a perdere i capelli e ha scelto di coprire la testa con un foulard. È proprio quell’immagine, mostrata nel video della serata, ad aver scatenato alcuni degli insulti.
Vallacchi, però, ha deciso di rispondere punto su punto, senza sottrarsi al confronto: «Quando una donna parla di donne e femminismo si scatenano gli istinti peggiori - dice la consigliera regionale dem -. E i social offrono il luogo ideale. Ma noi resistiamo».
E rivolgendosi a chi ha lasciato i commenti più violenti aggiunge: «Per i più scatenati direi che è sufficiente che parliamo per liberare la loro brutalità. Mi piacerebbe vederli».



