COSENTINO IN GALERA! - IL RADICALE TURCO VOTA NO, I LEGHISTI INVECE MANDANO A POGGIOREALE (MA DECIDERÀ L’AULA) L’EX ALLEATO DEL PDL - DALLA MEMORIA DIFENSIVA: “MI HANNO INDAGATO 8 GIORNI DOPO LA NOMINA A SOTTOSEGRETARIO, IL 20 MAGGIO 2008. CINQUE MESI DOPO CHIESI DI ESSERE ASCOLTATO, MA MI FU RISPOSTO CHE NON C’ERA ALCUNA ISCRIZIONE” - AMARCORD: “ALLA CAMERA NEL 1996 FUI CANDIDATO NEL COLLEGIO DI PIEDIMONTE MATESE E NON DI CASAL DI PRINCIPE. IN QUEL COLLEGIO, IN QUELLA TORNATA ELETTORALE, FU ELETTO COME DEPUTATO ITALO BOCCHINO…”

Carlo Tarallo per Dagospia

Nick ‘o Mericano vicinissimo a Poggioreale: la Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha detto sì alla richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Napoli nei confronti del parlamentare Pdl Nicola Cosentino, accusato di essere intervenuto per sbloccare un finanziamento bancario per la costruzione di un centro commerciale in odore di camorra. Maurizio Turco, componente della Giunta per le autorizzazioni, ha detto"no" all'arresto. Secondo Turco c'è "fumus" nei confronti di Nick. Ma i due esponenti della Lega hanno votato per le manette, come anticipato ieri da Roberto Maroni.

Questa mattina Cosentino ha depositato una nuova memoria difensiva in Giunta. Un lungo documento in cui si mette in evidenza un punto in particolare: "Il fumus - scrive Cosentino - emerge se si legge la parte relativa alle esigenze cautelari, ove sostanzialmente si afferma che le necessità cautelari, quelle per le quali dovrebbe essere necessario il carcere, sono la potenza economica della mia famiglia e, quel che è più grave, il mio ruolo di parlamentare della Repubblica. Insomma, l'essere deputato al Parlamento Italiano diventa, ancora una volta, l'elemento per ritenere sussistente la pericolosità sociale. L'argomento, in verità - conclude Nick - fu già utilizzato nella prima ordinanza cautelare del Gip del Tribunale di Napoli e proprio questo dato, allora, allarmò gli Onorevoli colleghi i quali ritennero, in questo richiamo, annidarsi, in modo subdolo, il fumus persecutionis".

La memoria dunque: settanta pagine piene di riferimenti a intercettazioni, pentiti, collegi elettorali, carriere, legami, parentele, amicizie e via discorrendo.

Ecco alcuni estratti del documento:

SULL'INCONTRO A ROMA PER IL FINANZIAMENTO

"Quando mi si propone l'incontro? Il primo dato emergente dall'indagine tecnica relativo ad un incontro al quale avrei dovuto partecipare è del 4 febbraio 2007
Cioè in un tempo successivo alla raggiunta consapevolezza da parte del Di Caterino che l'operazione è ormai favorevolmente conclusa; Zara ha già parlato con la fiduciaria che emetterà la garanzia. Come reagisco alla richiesta dell'appuntamento?

Inizialmente resisto alla richiesta di incontro e mostro evidenti ostilità, che risulteranno sgradite a Di Caterino e Cristiano. Mi convincerò soltanto quando il Di Caterino mi pregherà di effettuare l'incontro a titolo di favore personale

Di cosa si discusse nell'occasione? I contenuti dell'incontro vengono riferiti: Cosentino ha incontrato "quello che doveva incontrare" (Santocchio); hanno anche parlato del progetto elettorale per Casale e Cosentino ha detto che ancora non è definita la candidatura di Cristiano per le comunali. Tale circostanza provoca contrarietà negli interlocutori. E' un fatto che del finanziamento nella conversazione n. 10490 non si parli affatto.
Del resto: in nessuno dei colloqui telefonici intercettati tra La Rocca, Zara, Di Caterino o Cristiano l'argomento viene MAI menzionato. MAI nessuno di costoro legherà l'incontro ad effetti benefici sull'andamento della pratica di finanziamento.

n argomento, e per comodità di lettura, si riporta per estratto il contenuto saliente della memoria difensiva già sottoposta alla attenzione di codesta Onorevole Giunta:
Io sarò particolarmente resistente nei confronti dell'appuntamento, il che non avrebbe senso se fossi stato al corrente della rilevanza addirittura strategica ai fini del finanziamento; cederò alla richiesta a titolo di favore personale a Cristiano, che dunque nemmeno per vincere le mie resistenze menzionerà il progetto.

Il sottoscritto però non accetterà di spostare l'appuntamento per consentire la presenza del direttore: il che, sia pure indirettamente, consente di riaffermare che l'oggetto dell'incontro - per come a me prospettato e sollecitato - non fosse tale da richiedere la presenza dei funzionari Unicredit".

LA CARRIERA POLITICA

"Giova evidenziare come il sottoscritto, negli anni 1980-1994, abbia militato nelle file del PSDI venendo eletto consigliere provinciale per ben tre volte: nel 1980, nel 1985 e nel 1990. In particolare, nel 1990, il sottoscritto ottiene la candidatura contestuale per il PSDI alla Provincia di Caserta ed alla Regione Campania riportando, in tale ultima competizione, un risultato elettorale significativo per quanto concerne il territorio del Comune di Casal di Principe: circa 1800 voti di preferenza.

Nel 1994 il PSDI scompare ed il sottoscritto si aggrega ad Alleanza Democratica, facente capo ad Ayala. Negli anni 1993-1994 si tennero due importanti competizioni elettorali: il rinnovo del consiglio comunale di Casal di Principe e le elezioni politiche.

Il sottoscritto non partecipò a nessuna delle due anche se è noto il suo impegno in favore di candidati di centrosinistra: nel 1993, sostenne la candidatura di Renato Natale - soggetto avversato dalla camorra, come si specificherà - quale Sindaco di Casal di Principe; mentre, nel 1994, appoggiò l'On.le Lorenzo Diana, di recente insignito del premio Borsellino, alla Camera, ed il Sen. Michele Corvino, al Senato.

Solo nel 1995 il sottoscritto fu inserito nelle liste di Forza Italia per le elezioni alla Regione Campania conseguendo a Casal di Principe consegue un risultato elettorale identico rispetto a quello conseguito con il PSDI nel 1990.

Invero, se nel 1990 il sottoscritto aveva conseguito con il PSDI circa 1800 voti di preferenza, nel 1995 raccoglie, nel suo paese di origine, un quantitativo di voti assolutamente speculare: 1816.
Il sottoscritto, comunque, eletto alla Regione, vi rimane in carica per appena 6-7 mesi per poi essere candidato alla Camera dei Deputati, sempre nelle file di Forza Italia.

Si badi, alla Camera viene candidato nel collegio di Piedimonte Matese - e non in quello di Casal di Principe come qualcuno vorrebbe far credere - e ne esce "vincitore" rispetto al candidato antagonista Lacerra; nel collegio di Casal di Principe, in quella tornata elettorale, sarà eletto come deputato l'On.le Italo Bocchino.

Ancora una volta ci si interroga sull'apporto elettorale di cui tanto si discorre negli articoli di stampa che hanno ispirato le presenti note.

Eletto nel collegio di Piedimonte Matese, il sottoscritto, poi, viene candidato al proporzionale nel 2001, al secondo posto di lista, alle spalle dell'On.le Marzano.
Siffatta candidatura, legata esclusivamente al voto di opinione, di fatto, blinda la elezione del sottoscritto, addirittura esonerandolo, per la tipologia di meccanismo elettorale vigente, dal fare campagna elettorale: non c'è bisogno, insomma, dei voti di nessuno, e men che meno di quelli della camorra posto che la posizione in lista era garanzia assoluta di successo.

Identica circostanza si verifica nel 2006, allorquando il sottoscritto viene candidato addirittura immediatamente dopo Berlusconi, mentre nel 2007, con il sistema delle "liste blindate" riesce a conseguire una elezione ancor più agevole."


LE INDAGINI

"Il primo atto formale di indagine che la Procura della Repubblica di Napoli,
DDA, mi rivolge espressamente (pur senza avere effettuato alcuna iscrizione del mio nominativo nel registro degli indagati) consiste in una delega di indagine emessa nell'ambito del proc. n. 55569/07 RGNR in data 20.5.2008, cioé otto giorni dopo l'assunzione da parte del sottoscritto dell'incarico di Sottosegretario. L'oggetto della delega inerisce la individuazione dei miei rapporti di parentela con "individui organici e contigui al sodalizio criminoso cosiddetto dei casalesi". Tempi, modi e contenuto appaiono già estremamente significativi;

in data 21.10.2008 (all. 6) per il tramite dei miei difensori inoltro una prima richiesta di ascolto, nelle forme alternative dell'interrogatorio o delle dichiarazioni spontanee (di guisa che è imprecisa l'obiezione secondo cui avrei potuto chiedere di rendere dichiarazioni spontanee in luogo dell'interrogatorio: è proprio quello che inutilmente ho fatto), onde fornire immediati chiarimenti;

le risposte che, per lungo tempo, riceveremo dal Procuratore Aggiunto DDA pro tempore sono tutte: "non sappiamo in che veste procedere all'ascolto, non essendovi alcuna iscrizione". Sappiamo invece che sin dal giugno 2008 ero stato iscritto quale indagato sia con riferimento alle vicende inerenti i presunti accordi elettorali ed il voto di scambio che con riferimento alle questioni relative alla gestione dei rifiuti in Campania".

 

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