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DAGOREPORT – CHI È STATO A FAR TRAPELARE LA NOTIZIA DELLE DIMISSIONI DI ELISABETTA BELLONI? LE IMPRONTE PORTANO A “FONTI DI INTELLIGENCE A LEI OSTILI” - L'ADDIO DELLA CAPA DEGLI SPIONI NON HA NULLA A CHE FARE COL CASO SALA. LEI AVREBBE PREFERITO ATTENDERE LA SOLUZIONE DELLE TRATTATIVE CON TRUMP E L'IRAN PER RENDERLO PUBBLICO, EVITANDO DI APPARIRE COME UNA FUNZIONARIA IN FUGA - IL CONFLITTO CON MANTOVANO E IL DIRETTORE DELL'AISE, GIANNI CARAVELLI, VIENE DA LONTANO. ALLA FINE, SENTENDOSI MESSA AI MARGINI, HA GIRATO I TACCHI   L'ULTIMO SCHIAFFO L'HA RICEVUTO QUANDO IL FEDELISSIMO NICOLA BOERI, CHE LEI AVEVA PIAZZATO COME VICE ALLE SPALLE DELL'"INGOVERNABILE" CARAVELLI, È STATO FATTO FUORI - I BUONI RAPPORTI CON L’AISI DI PARENTE FINO A QUANDO IL SUO VICE GIUSEPPE DEL DEO, GRAZIE A GIANMARCO CHIOCCI, E' ENTRATO NELL'INNER CIRCLE DELLA STATISTA DELLA GARBATELLA

DAGOREPORT

ELISABETTA BELLONI - FOTO LAPRESSE

L’uscita anticipata (quattro mesi) di Elisabetta Belloni dal Dis non ha nulla a che vedere con il caso Cecilia Sala. Già da tempo c’erano dissapori e ruggini con il generale Gianni Caravelli, al vertice dell’intelligence per l'estero (Aise), e con il sottosegretario Alfredo Mantovano, autorità delegata ai servizi.

 

il primo motivo di dissidio tra l’ex segretario generale della Farnesina e i nostri 007 ebbe  come tema le deleghe economiche da attribuire alle due agenzie di intelligence, e dunque quale ruolo dovessero avere i servizi segreti nel gestire e seguire le aziende italiane. Sul tema, Aisi e Aise si sono confrontate aspramente con il Dis della Belloni in mezzo ai due fuochi. 

meloni mantovano

 

Lo stesso ruolo del Dipartimento di informazione e sicurezza (Dis), per sua stessa natura, genera conflitto tra chi lo guida e i vertici delle agenzie di intelligence. Questo perché il Dis dovrebbe coordinare il lavoro degli agenti e rappresentare una sorta di filtro verso l’esecutivo, ma nella maggior parte dei casi chi è alla guida dell’Aisi e dell’Aise finisce per dialogare direttamente con i vertici del Governo, bypassando il Dipartimento. 

 

Accadde lo stesso, ad esempio, quando l’incarico era ricoperto da Giampiero Massolo, il quale era spesso scavalcato dal dialogo diretto tra l’allora capo dei servizi esteri, Manenti, e il sottosegretario con delega ai servizi, Minniti. Un conflitto istituzionale che spingeva l’ambasciatore Massolo a dialogare direttamente con il primo ministro, Matteo Renzi.

 

GIOVANNI CARAVELLI - FOTO LAPRESSE

Nella decisione di Elisabetta Belloni di rassegnare le dimissioni ha senza dubbio pesato il rapporto di ferro tra il direttore dell’Aise, Caravelli, e il sottosegretario Mantovano.

 

Tra i due, durante il governo Meloni, si è consolidato un asse solido che ha azzittito la voce della Belloni, la quale non ha mai gradito il carattere accentratore del generale, abituato a non condividere il suo operato con la zarina del Dis. 

 

Ad esempio, nel caso di Patrick Zaki, il ricercatore egiziano detenuto al Cairo e poi liberato, il capo dell’Aise avrebbe voluto gestire il dossier direttamente con il suo omologo Kamel Abbas. La Belloni, invece, ha preteso che ci fosse un coordinamento tra gli 007 e l’allora ambasciatore italiano in Egitto, Maurizio Massari (che alza gli occhi al cielo a sentir parlare di Caravelli). 

 

ELISABETTA BELLONI - FOTO LAPRESSE

In questo contesto di spioni e barbe finte, l'elegante ex segretaria generale della Farnesina si è sentita del tutto marginalizzata e non ha mancato di farlo notare nel “colloquio-sfogo” con Fiorenza Sarzanini, pubblicato ieri sul “Corriere della Sera”, in cui ha scoccato un po’ di frecciate al governo Ducioni.

 

Intanto "Signora Italia", come la chiamava Beppe Grillo, parla di "Paese", evitando il termine "Nazione" tanto caro alla destra della Meloni, quindi parte l'affondo sullo “stillicidio” di difficolta e ostilità che ha subito negli “ultimi mesi di mandato” ad operare pienamente.

 

mantovano tajani

Anche l'orgogliosa rivendicazione (“Io sono un funzionario dello Stato, faccio il mio lavoro e non è obbligatorio piacere a tutti o andare d’accordo con tutti”) è una chiara stilettata a Tajani e Mantovano, che negli ultimi mesi l’hanno osteggiata.

 

Insomma, in soldoni, le parole della Belloni potrebbero essere tradotte così: "Con questa gente, è impossibile lavorare: o ti adegui o sei fuori".

 

Del resto, Belloni, di formazione diplomatica, aveva da sempre in mente una diversa organizzazione dei servizi. E non ha mancato di far notare al pio integralista Mantovano il fastidio (eufemismo) per i suoi diretti rapporti con i capi dell'Aise (Caravelli) e dell'Aisi (prima Parente, poi Valensise). 

 

alfredo mantovano giorgia meloni lorenzo guerini copasir

Come scriveva “La Stampa” due giorni fa, ricostruendo gli scazzi Belloni-Mantovano, “Belloni ha in testa un modello americano che vorrebbe importare in Italia: il Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca.

 

Quello che ha fatto in questi anni Jake Sullivan per Joe Biden: gestire il coordinamento tra il presidente, l'intelligence, la Difesa e il Dipartimento di Stato (cioè gli Esteri). È un'idea che non piace a Mantovano, né al capo della Farnesina, Antonio Tajani. E così, progressivamente, Belloni viene tagliata fuori dal sottosegretario”.

 

elisabetta belloni - processo sul caso giulio regeni

La Belloni non aveva il minimo interesse a dare notizia delle sue dimissioni, data da “Repubblica” il 6 gennaio. La diplomatica avrebbe preferito attendere un momento più adatto per rendere pubblico l’addio, evitando così di apparire come una funzionaria dello Stato in fuga proprio nel momento in cui si stava chiudendo l’accordo con l’Iran per la liberazione di Cecilia Sala. E allora chi è stato a far trapelare la notizia? Le impronte digitali portano a “fonti di intelligence a lei ostili”. 

 

 

 

POST SCRIPTUM

GIUSEPPE DEL DEO

A differenza dei burrascosi rapporti con l’Aise, la collaborazione tra Elisabetta Belloni e il direttore dell’Aisi Mario Parente e il suo vice Giuseppe Del Deo è stata proficua. Almeno fino a quando Del Deo, tramite Gian Marco Chiocci, non è entrato nelle grazie di Giorgia Meloni sognando la scalata alla guida dell’Aisi per il dopo Parente.

 

Una mossa che ha irritato la diplomatica, quando si è vista poi imporre dalla Ducetta proprio Del Deo come suo vice al Dis (aveva già un candidato, il fedelissimo Nicola Boeri che lei aveva piazzato come vice alle spalle dell'"ingovernabile" Caravelli). L'ultimo schiaffo l'ha ricevuto quando, a un passo dal pensionamento e con il mandato in scadenza, l'altro vice direttore dell'Aisi, De Donno, ha avuto una proroga di due anni, mentre il "suo" Boeri è stato sostituito).

 

MELONI, STIMA BELLONI INALTERATA.SUO PERCORSO NON TERMINA QUI

(AGI) - Sulle dimissioni di Elisabetta Belloni dalla guida del Dis "ho letto molte ricostruzioni che non corrispondono alla verita', tanto che lei stessa ha rilasciato un'intervista per chiarire la sua posizione".

 

mario parente

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e dall'Associazione stampa parlamentare. Belloni, ha ricordato ancora il premier, "ha deciso di anticipare di qualche mese la fine del suo mandato per evitare di finire nel tritacarne che di solito accompagna nomine cosi' importanti".

 

Ha quindi aggiunto: "Ho una stima e un rispetto enormi per Elisabetta Belloni, che ringrazio per il lavoro straordinario che ha fatto per la presidenza del G7. 

E' un funzionario capace e coraggioso di lungo corso e la mia stima nei suoi confronti e' inalterata. Mi pare - ha osservato ancora Meloni - che sia molto ambita anche fuori dai confini nazionali e prevedo che il suo percorso non trerminera' qui".

 

Meloni ha poi rivelato che Belloni "ha consegnato le sue dimissioni prima di Natale", puntualizzando che "le vicende di questi giorni" dal caso di Cecilia Sala a SpaceX "non c'entrano, quindi, assolutamente niente".

MAURIZIO MASSARI - 1sergio mattarella maurizio massaril arrivo a casa di cecilia sala foto lapresse 6patrick zaki sul palco di piazza maggiore a bologna alfredo mantovano giorgia meloni GIOVANNI CARAVELLIelisabetta belloni alfredo mantovano giorgia meloni lorenzo guerini copasir cecilia sala a ciampino con antonio tajani e giorgia meloni e roberto gualtierielisabetta belloni con i genitori di giulio regeni

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