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DAGOREPORT – ALLACCIATE LE CINTURE! SUPER-FAZZO S’È ROTTO IL CAZZO DI GIULI E BUTTAFUOCO: “INTELLETTUALI CHE NON HANNO FATTO UN TUBO NELLA VITA” – GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, VIA MINZOLINI, DISPERDE FIELE SUL SARRACINO SICULO, MIRACOLATO DA GIORGIA MELONI: “LA NOMINA DELLA BIENNALE È SQUISITAMENTE POLITICA PER CUI CHI CI VA PUÒ FARE QUELLO CHE VUOLE MA DEVE TENERE CONTO DELLE IMPLICAZIONI POLITICHE" - QUINDI GLI DA' GLI OTTO GIORNI DELLA SERVA: “QUESTA È UNA SETTIMANA IN CUI NON POSSIAMO METTERE ALTRE POLEMICHE SUL FUOCO, MA DI QUESTA STORIA DEI RUSSI ALLA BIENNALE DI VENEZIA DOPO IL REFERENDUM NE RIPARLIAMO...” – SE DA UNA PARTE FAZZOLARI NON HA MAI SOPPORTATO I BAROCCHISMI SICULO-MUSULMANI DI BUTTAFUOCO, DALL'ALTRA PARTE ERA CONTRARIO ALLA NOMINA A MINISTRO DELLA CULTURA DI GIULI, GRANDE AMICO DI ARIANNA MELONI (VIA DI LUI SORELLA, ANTONELLA)...

DAGOREPORT

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Ohibò: ci voleva un post-fascio musulmano sciita per far esplodere le mille contraddizioni dei Fratellini delle Meloni Sister giunti affannosamente al quarto anno di potere.

 

La riapertura, dopo quattro anni di assenza per l'invasione dell'Ucraina, del padiglione russo della Biennale di Venezia, voluta dal presidente Pietrangelo Buttafuoco, è stato il detonatore delle tensioni accumulate sull’asse Via della Scrofa-Palazzo Chigi.

 

Gong! Fratelli d'Italia contro "Fiamma Magica". Essì, la novità è poi un classico di quando si occupa il primo piano di Palazzo Chigi. Davanti alla spartizione e alla gestione del potere, i vecchi rancori, sgambetti, ripicche e antipatie mai superate tra colleghi di partito non rimangono più sopiti e troncati per l'ideale comune; ma strabordano fino a raggiungere lo stadio del disprezzo.

 

C’è insomma da strabuzzare gli occhi e aggrottare la fronte a leggere l’articolo di Augusto Minzolini, sul “Giornale” di oggi (che al momento nessuno ha smentito).

 

giorgia meloni volodymyr zelensky giovanbattista fazzolari a kiev

L’ex direttore del Tg1 e de "Il Giornale", già senatore di Forza Italia, verga un articolo sul quotidiano diretto da Cerno-byl in cui dà voce al pensiero di Giovanbattista Fazzolari, custode integerrimo dell’ortodossia meloniana, con virgolettati pesantissimi sullo scontro al calor bianco tra i dandy-cariati di Fratelli d'Italia, Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco.

 

Intanto, il Fazzo fa una premessa: “Questa è una settimana in cui non possiamo mettere altre polemiche sul fuoco". Poi aggiunge, a mo' di avviso ai naviganti: ''Ma di questa storia dei russi alla Biennale di Venezia dopo il referendum ne riparliamo...".

 

pietrangelo buttafuoco beatrice venezi

Detto questo, prende per le recchie il musulmano siculo-sciita nominato da Giorgia Meloni al vertice della più importante istituzione culturale italiana per sbatterlo dietro la lavagna dei ciucci che non sanno, o meglio se ne fottono dall'alto del Sommo Sapere Intellettuale, del codice della politica: “La nomina della Biennale è squisitamente politica per cui chi ci va può fare quello che vuole ma deve tenere conto delle implicazioni politiche".

 

Fazzolari da Fiumicino, oltre a essere uno degli uomini più potenti del Governo (formalmente sottosegretario all’attuazione del programma, ha tra le sue mani tutti i dossier politici più importanti), è anche il primo e inflessibile fautore della linea pro-Ucraina e anti-Russia di Meloni.

 

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

Sposato con una donna ucraina, l'unica volta che è uscito da Palazzo Chigi è stato nel febbraio 2022: pochi giorni dopo l'invasione russa, al fianco di Meloni, Fazzolari si recò al confine tra Polonia e Ucraina per coordinare una missione di salvataggio di donne e bambini in fuga dalla guerra. A uno come lui, l’idea di un padiglione di artisti in linea con il Criminale del Cremlino, “non è andata proprio giù”, commenta Minzo.

 

E così, secondo quanto riporta “il Giornale”, Fazzolari si sarebbe sfogato con i suoi interlocutori definendo “gravissimo” il comportamento di Buttafuoco: “interviene con leggerezza su una tragedia che dura da quattro anni, che ha mietuto centinaia di migliaia di vittime, sul dramma del popolo ucraino". 

 

alessandro giuli con arianna meloni alla presentazione di gramsci e vivo

Ciò non significa che Fazzolari abbia preso le difese di Alessandro Giuli. Anzi. Come è distante mille miglia dalle fumisterie sicule-barocche di Buttafuoco, il sottosegretario è agli antipodi anche del "Pensiero solare" e del "Dio Pan" del ministro del Collegio romano: infatti era del tutto contrario a nominarlo ministro della Cultura (miracolato da Arianna Meloni, molto legata alla di lui sorella Antonella).

 

Estrosi e multi-tasking, i due “gemelli diversi” alfieri dell’egemonia culturale di destra, compassato e introverso l’ex dirigente di seconda fascia della Regione Lazio (è noto che non risponde a nessuna rottura di cazzo telefonica).

ALESSANDRO GIULI ANNUSA LA RIVISTA DELLA BIENNALE DI VENEZIA

 

Puntiglioso, rigido, ma, gli va riconosciuto, la virtù della coerenza. Fazzolari - scrive Minzolini - “è un uomo tutto d'un pezzo, un toro non avvezzo ai compromessi: se sta con la Meloni sta con la Meloni, se sta con l'Ucraina pure”.

 

Fazzolari ha passato anni a mangiare la polvere nelle retrovie, a farsi le ossa nelle “fogne” (copy Marco Tarchi) e lottare (politicamente) per portare Fratelli d’Italia da via della Scrofa al Governo, mentre Giuli e Buttafuoco con le loro penne affilate tratteggiavano barocchismi con pensosi articoli sul “Foglio” e sul “Fatto quotidiano”.

 

giorgia e arianna meloni 2

Ora che i due amici, miracolati dal governo Meloni, sono ''costretti'' a litigare, Fazzo tira fuori dai denti la sua sentenza: "Intellettuali che non hanno fatto un tubo nella vita…”.

 

Il fastidio quasi ontologico di Fazzolari per Giuli e Buttafuoco va inoltre inquadrato nel clima di scazzi e veleni interno a Fratelli d’Italia. Come abbiamo raccontato due giorni fa su questo disgraziato sito, anche se non emergerà mai pubblicamente, esiste una tensione latente anche tra la padrona di Palazzo Chigi, sorella Giorgia, e la tenutaria di via della Scrofa, sorella Arianna.

 

Fazzolari Meloni

Prova ne è lo stesso caso Biennale: Buttafuoco è molto vicino alla premier, Giuli è caro al cuore dell’ex compagna di Lollobrigida (grande amica, a sua volta, di Antonella, sorella del ministro, si fa per dire, della Cultura).

 

Nella vicenda Biennale c’è anche un altro fattore importante da considerare, ed è quello che fa notare Emiliano Fittipaldi su “Domani”: “Buttafuoco, nominato dal governo Meloni, non si è comportato da vassallo o semplice esecutore come altri nominati.

 

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Ha prima deciso, poi difeso con le unghie e con i denti la propria scelta davanti ai suoi stessi dante causa, ricordando a tutti una verità elementare che in Italia spesso viene dimenticata: le istituzioni culturali non possono essere ridotte a dipendenze ministeriali, né chi le guida può essere trattato come un semplice fiduciario del potere politico”.

 

Insomma, il miracolato Buttafuoco ha fatto una cazzata nel merito, aprendo alla propaganda putiniana: se ha dimostrato la propria autonomia, accolta con grandi applausi dalla stampa di sinistra, dall'altra parte dimentica il potere di chi l'ha messo a capo della Biennale.

 

Fogli consanguinei di Pietrangelo Buttafuoco - pubblicato da Aristocrazia Ariana

Una volta sfiduciato dal governo, con una dichiarazione del ministro della Cultura ("La partecipazione della Federazione Russa alla 61/a Esposizione internazionale d'arte di Venezia è stata decisa in totale autonomia dalla Fondazione Biennale, nonostante l'orientamento contrario del governo italiano''), al prode Sarracino siculo non resta altro di andare fino fondo alla propria autonomia veneziana, rassegnando le dimissioni.

 

E' la politica, bellezza e non puoi farci niente... Invece, agli inviti del ministro Giuli-vo di sbarrare il padiglione russo, la risposta è stata un secco: "Io non mi dimetto"

 

Più i Mattia Feltri ("La Stampa"), i Filippo Ceccarelli ("La Repubblica") ed oggi i Fittipaldi ("Domani") celebrano il caso Biennale (''Ne servirebbero 10, 100, 1.000 di Buttafuoco"), e più i Fazzolari s'incazzano. E giustamente, aggiungiamo.

 

Certo, "è un fatto gravissimo" censurare una scelta intellettuale, ma ancor più imperdonabile è aprire le porte a un padiglione organizzato dal regime di Putin  che in quattro anni di guerra in Ucraina ha causato un bilancio drammatico con quasi 1,8 milioni di militari tra morti, feriti e dispersi dal febbraio 2022 a inizio 2026.  

 

ARTICOLO DI AUGUSTO MINZOLINI SU FAZZOLARI CONTRO GIULI E BUTTAFUOCO

 

POST SCRIPTUM

Certo, fa sorridere che Giuli, autore de "Il passo delle oche" (Einaudi), in cui perculava i camerati alla besciamella di ieri (Meloni compresa), oggi si ritrovi sul seggiolone di ministro. 

 

Ma fa ancor più ridere che Buttafuoco oggi venga esaltato come esempio di liberalismo, autonomia e trasparenza: uno che nel 2003 pubblicò un libro, “Fogli consanguinei”, edito dalla casa editrice “Aristocrazia Ariana”, del terrorista nero Franco Freda, camerata di “Ordine nuovo”.

GIORGIA MELONI GIOVANBATTISTA FAZZOLARI

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

PIETRANGELO BUTTAFUOCO - PRE APERTURA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2025emanuela fanelli e pietrangelo buttafuoco pietrangelo buttafuoco - presentazione biennale cinema 2025PIETRANGELO BUTTAFUOCO - ALBERTO BARBERA - MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIAclaudia conte pietrangelo buttafuocoPIETRANGELO BUTTAFUOCO ALLA BIENNALE DI VENEZIA - MEME BY EDOARDO BARALDI GIOVAMBATTISTA FAZZOLARI - FOTO LAPRESSE PIETRANGELO BUTTAFUOCO - MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIAPietrangelo Buttafuoco e Alberto Barbera - Mostra del cinema di Venezia 2025 - Foto lapresse

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