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DAGOREPORT - CHE NE SARÀ DI FORZA ITALIA? FINO AL CONGRESSO, CHE SI CELEBRERÀ AD APRILE, NON SI MUOVERÀ FOGLIA: MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI VOGLIONO TENERE SULLA GRATICOLA TAJANI, SEMPRE PIÙ OSTAGGIO DELLA MELONI – RENZI E SALVINI SI MUOVONO NELL'OMBRA, FLIRTANDO CON LICIA RONZULLI, PER PAPPARSI FORZA ITALIA, CON DENIS VERDINI GRAN BURATTINAIO – L’INSOFFERENZA DEI FIGLI DEL CAV PER IL BLA BLA DA POMPIERE DI GIANNI LETTA E LA TENSIONE (NON RIENTRATA) TRA MARINA BERLUSCONI E LA DUCETTA SULLA GIUSTIZIA...

ANTONIO TAJANI MEME BY EMILIANO CARLI

DAGOREPORT

L’appuntamento politico più importante dei primi mesi del 2024, oltre al voto europeo di inizio giugno, sarà il congresso di Forza Italia di aprile.

 

Fosse dipeso da Antonio Tajani, si sarebbe fatto più in là, ma la pressione di Licia Ronzulli ha costretto il neo Presidente del partito a convocarlo in primavera. In casa Berlusconi, fino a quella data, non si muoverà foglia.

 

Marina e Pier Silvio preferiscono tenere sulla graticola l'ondivago Tajani, sempre più ostaggio di Giorgia Meloni, che, tramite Mantovano, su mandato del Colle, ha ridimensionato le smanie garantiste del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

 

giorgia meloni carlo nordio

La tensione tra la Ducetta e la “Caimana” è esplosa la scorsa settimana: prima c’è stato il soccorso azzurro a Dell’Utri, con un’interrogazione del forzista Pietro Pittalis al Guardasigilli, in cui si chiedeva di mandare gli ispettori alla procura di Firenze, che indaga (anche ora a Berlusconi defunto) sui presunti mandanti esterni delle stragi di mafia del 1993-1994.

 

A questa iniziativa, quel cuor di melone di Tajani ha risposto prendendo le distanze, in un’intervista al “Corriere della Sera”: "Non mi risulta che sia una iniziativa del partito". A quel punto Marina Berlusconi, inviperita, si è chiesta a cosa servisse tenere in vita Forza Italia (c’è un debito di circa 100 milioni di euro garantito dalle fidejussioni firmate dal Cav) se questo costoso carrozzone non è in grado neanche di difendere la memoria di Silvio Berlusconi.

 

GIORGIA MELONI MARINA BERLUSCONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

E così, la capa di Mondadori ha imbracciato la penna e ha vergato parole di fuoco contro la magistratura nell’ormai celebre lettera al “Giornale”. Una missiva che a sua volta ha acceso il furore della Sora Giorgia, che ha  rintuzzato l’iniziativa, liquidando la primogenita di Berlusconi con un laconico “non è un soggetto politico”.

 

Il congresso di Forza Italia servirà a mettere sotto tiro Antonio Tajani, che dovrà guardarsi dagli appetiti di due forze esterne, che mirano a un’opa ostile, parziale o totale, sul partito: Renzi e Salvini. In mezzo, c’è Licia Ronzulli, che flirta ora con l’uno, ora con l’altro. Gran burattinaio della spartizione di Forza Italia, di cui è stato a lungo stratega, è Denis Verdini.

 

MATTEO RENZI E DENIS VERDINI

I due Matteo, legati per ragioni politiche e familiari al “macellaio” toscano, hanno un obiettivo in comune: sfruttare la debolezza del fu partito del Cav per tenere Giorgia Meloni a rosolare sul girarrosto.

 

E se da un lato Salvini è favorito nelle sue ambizioni su Forza Italia grazie al legame sentimentale con la figlia di Verdini, Francesca, e dal rapporto privilegiato con Licia Ronzulli, dall’altro non va dimenticato che Renzi è uno specialista nelle macchinazioni di palazzo, nella deflagrazione dei partiti e nella destabilizzazione dei governi.

 

matteo salvini francesca verdini foto di bacco (1)

Ps. Marina è incazzatissima non solo con Tajani e Meloni, ma anche con Gianni Letta. L’Eminenza azzurrina si illudeva di poter tenere a bada gli eredi del Cav con il suo “lettismo” parolaio (della serie: tranquillo, ci penso io, andrà tutto a posto), ma non aveva fatto i conti con il pragmatismo brianzolo dei Berlusconi. Gli eredi del fu sire di Hardcore, davanti al continuo "bla bla" da pompiere di Letta, hanno iniziato a scalpitare. E a rompersi i cojoni.

gianni letta silvio berlusconi

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PIETRO PITTALIS

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