casellati piccioni

SAPEVATE CHE I PICCIONI-VIAGGIATORI ERANO OSSERVATI SPECIALI DEL GOVERNO PER PAURA DELLE SPIE E CHE A LUCCA SI PAGAVA PER SPOSARSI DI NOTTE? QUESTO E ALTRO SI PUO' SCOPRIRE NELLE OLTRE 30MILA LEGGI ELIMINATE DAL MINISTRO DELLE RIFORME MARIA ELISABETTA CASELLATI – TRA I PROVVEDIMENTI ABROGATI DAL GOVERNO C’E’ ANCHE LA TASSA SULLA NEVE E QUELLA SUL LUSSO IN TEMPO DI GUERRA - E POI I DAZI SUL VINO, IL MONOPOLIO DELLE BANANE, GLI ANTENATI DEI SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE. E IL RIMBORSO DELLE SPESE DI VIAGGIO AI DIPENDENTI STATALI CHE SI RECAVANO FUORI SEDE PER VOTARE...

Roberta Lanzara per adnkronos.com

 

Sapevate che nell'ottocento si tassavano neve e romanticismo e che i piccioni viaggiatori erano osservati speciali del governo?

 

PICCIONE VIAGGIATORE

Questo e altro dell'Italia pre-repubblicana si può scoprire dagli oltre 30mila provvedimenti abrogati dal governo Meloni: regi decreti, decreti luogotenenziali, decreti del Duce del Fascismo. Una grossa operazione promossa dal Ministro per le riforme e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati che ha spazzato norme che istituivano enti non più esistenti, come banche, casse, società;

 

regolamenti comunali ormai superati; imposte locali non più vigenti; ratifiche di trattati internazionali i cui effetti sono cessati; decreti che modificavano nomi o confini di comuni oggi soppressi o trasformati; atti relativi a lasciti, donazioni, camere di commercio. E spesso leggi curiose e bizzarre, non applicate da decenni ma tecnicamente ancora vive nell'ordinamento. E' lunghissimo l'elenco degli 'abrogati' in nome della certezza del diritto. L'Adnkronos li ha spulciati, provando a dipingere un ritratto dell'Italia che fu.

 

Il referendum del 1946: quando lo Stato pagava il viaggio per andare a votare

BANANE CHIQUITA

Risveglia un sussulto d'orgoglio l'Italia fiera, unita nel desiderio collettivo di rinascita e riscatto democratico, raccontata dal Regio Decreto Legislativo 25 maggio 1946 intitolato "rimborso delle spese di viaggio e concessione della indennità di missione ai dipendenti statali che si rechino fuori sede per esercitare il diritto del voto per il referendum istituzionale e l'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente", emanato in vista del 2 giugno, giorno del referendum tra Monarchia e Repubblica e della nascita dell'Assemblea costituente, abrogato definitivamente nell'agosto del 2023.

 

E' il decreto che chiuse il cerchio di una transizione epocale, dal Regno alla Repubblica e che oggi insegna: la democrazia non è un concetto astratto ma una macchina con costi materiali e logistici necessari per preservarla. L'Italia era infatti allora un paese distrutto dalla guerra, il 2 giugno era il primo vero suffragio universale nazionale esteso anche alle donne dopo decenni di dittatura.

 

CASELLATI PICCIONI

Lo Stato voleva rimuovere ogni ostacolo anche economico per assicurare la massima partecipazione democratica al voto, mobilitando anche i fuori sede. Così per giustificare la spesa e l'assenza dagli uffici equiparò eccezionalmente il viaggio per andare a votare a una vera e propria missione istituzionale di servizio, riconoscendo ai dipendenti non solo il rimborso del biglietto, ma anche la diaria giornaliera per le spese di vitto e alloggio. La sua formale cancellazione nel 2023 ha eliminato dai codici un unicum normativo nato per finanziare materialmente la nascita della Repubblica Italiana.

 

I piccioni viaggiatori sorvegliati dal governo

Incuriosiscono e fanno sorridere nell'era dei satelliti, le regole (abrogate nel 2023) sull’impiego dei piccioni viaggiatori, volatili che ai tempi erano considerati asset strategici della sicurezza nazionale tali da essere talvolta premiati come veri e propri eroi di guerra.

 

E infatti il Regolamento nel decennio 1861-1870 durante lo Stato Sabaudo e poi il Regno d'Italia imponevano rigide restrizioni di stampo militare sulla proprietà e l'addestramento dei piccioni per evitare che venissero usati come strumenti di spionaggio. Ebbene quel "regolamento per l'applicazione della legge riguardante l'allevamento e l'impiego dei colombi viaggiatori" è stata abrogata insieme a Regi Decreti in materia di Pubblica Sicurezza e difesa militare di epoca liberale e fascista che limitavano il possesso e l'importazione/esportazione dei volatili, imponendo la vigilanza del Ministero della Guerra (oggi della difesa) e delle autorità prefettizie.

 

piccioni

Il monopolio delle banane e i cavalli requisiti per la guerra

Sapevate che nel 1935, durante il regime fascista, fu fondata la Regia Azienda Monopolio Banane (Ramb) sotto il controllo del Ministero delle colonie per gestire in regime di monopolio assoluto l'importazione e la vendita delle banane in Italia?

 

Dunque: fino al 2023, nonostante l'ente fosse stato soppresso nel 1964, quel decreto è rimasto in vigore formale, appesantendo il sistema burocratico. Il maxi piano di semplificazione normativa gestito dalla ministra Casellati lo ha fatto fuori.

 

Come ha cancellato un altro curioso pezzo di storia, raccontato dalle 'Modificazioni al regolamento sulla requisizione dei quadrupedi e dei veicoli per il Regio esercito e per la Regia Marina'. Vera e propria archeologia legislativa italiana spazzata via dal momento che nell'epoca dei droni, dei laser, della guerra ibrida e dell'intelligenza artificiale decisionale mantenere in vigore una norma che disciplina come lo stato possa sequestrare legalmente animali da tiro e cavalli privati in caso di mobilitazione di guerra sembra avere poco senso.

 

La tassa sulla neve a Cerignola: quando il ghiaccio era un lusso

CAVALLI ALLO STATO BRADO

E' stata una vera e propria azione di disboscamento quella del Ministero, che ha acceso i riflettori su bizzarre norme dimenticate ma scritte nel codice dello Stato Italiano che allora avevano una precisa logica economica e sociale. Tra queste l'autorizzazione al comune di Cerignola a imporre un dazio sulla neve, abrogata nel 2023. Perché tassare la neve? A Cerignola non nevica molto, la neve veniva spesso importata dalle zone montuose vicine (come la zona di Melfi).

 

Il comune ottenne quindi l'autorizzazione regia a tassare questo materiale prezioso, regolamentando un vero e proprio appalto pubblico per la vendita del ghiaccio durante i mesi estivi. Ghiaccio, che in un'epoca in cui non c'erano i frigoriferi, veniva stipato all'interno di profonde strutture interrate e isolate con la paglia.

 

A Lucca si pagava per sposarsi di notte

Curiosa la norma, annullata nel 2023, che imponeva una tassa del comune di Lucca sulle nozze di notte. Ma perché a Lucca si pagava una tassa per sposarsi di notte? Non certo per tassare il romanticismo, ma per tentare di monetizzare le celebrazioni (spesso matrimoni non graditi) che venivano celebrate al buio o all'alba, in forma strettamente privata, senza eccessivi sfarzi. Così i poveretti dovevano pagare una sorta di tassa sul tentato risparmio.

Dalle tasse sul vino alla carta razionata per i giornali

fiocchi di neve 4

Il fisco è sempre stato complicatissimo, lo era anche i tempi del Re: ce lo racconta un'altra norma risalente al 14 luglio 1895, regolarmente stralciata: autorizzava il comune di Pesaro a imporre una sovra-tassa daziaria sulle bevande alcoliche, sul mosto e sull'uva, con una deroga speciale rispetto alle leggi statali.

 

Si trattava di un'addizionale del 50% riscossa direttamente dal comune prima dell'ingresso in città delle bevande, per compensare o sostituire quella di "minuta vendita", che si pagava all'interno delle osterie. Legge 'fossile' fatta fuori dal Governo Meloni anche quella che disciplina "la distribuzione della carta in bobina", regio decreto legislativo del 1946. Titolo misterioso: perché lo Stato regolava le bobine di carta? Ecco che la storia che accende l'allerta: ai tempi la carta scarseggiava e le rotative dei giornali non potevano rifornirsi liberamente. Così il decreto istituiva in ogni regione una specifica commissione incaricata di vagliare le richieste degli editori e assegnare i quantitativi. Se da un lato per evitare il mercato nero della carta, dall'altro era un retaggio dei sistemi di controllo sui mezzi di informazione?

 

La tassa sulle spese superflue e gli antenati dei sussidi di disoccupazione

Tornando indietro nel tempo, al 1916, spicca l'istituzione di un'imposta straordinaria personale sulle "spese non necessarie". Un classico esempio di tassa sul lusso in tempo di economia di guerra oggetto di repulisti nel 2023. Si fa notare anche un'altra storica misura assistenziale d'emergenza del 1947, superata da decenni, ma abrogata nel 2023: e "l'aumento degli assegni integrativi della indennità di disoccupazione concessione di sussidi straordinari ai lavoratori involontariamente disoccupati non aventi diritto alla indennità predetta",

bere vino rosso

 

un sussidio straordinario per chi non aveva mai versato i contributi o non aveva diritto alla disoccupazione ordinaria (come i giovani in cerca di primo impiego o i reduci di guerra tornati dai campi di prigionia). Di fatto, fu uno dei primi antenati storici dei moderni ammortizzatori sociali non contributivi e assistenziali. Insomma il dibattito di allora, oggi è più vivo che mai.

 

 

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