DALEMONI IN VOLO - LE VERSIONI CONTRASTANTI DI MORICHINI E PRONZATO SUL CASO ROTKOPF (LA COMPAGNIA CHE OSPITÒ BAFFINO) - IL PRIMO GIURA CHE FU IL CONSIGLIERE ENAC L’ARTEFICE DELL’OPERAZIONE, L’ALTRO PARLA DI MERA “CONSULENZA”, MA PER I PM C’È IN BALLO UNA MAZZETTA DA 40MILA € - E PRONZATO MANDA “MESSAGGI”: “NEL PARTITO MI IGNORANO TUTTI E A ME, VOLI GRATIS, NESSUNO LI HA MAI OFFERTI”…

Gian Marco Chiocci e Patricia Tagliaferri per "il Giornale"

Sul Secolo XIX, Franco Pronzato, ex consigliere Enac, fedelissimo di Bersani, già consulente del Pd per i trasporti, arrestato dal pm romano Paolo Ielo che indaga anche sui voli a scrocco di D'Alema, sabato ha recapitato un avviso ai navigati compagni del Pd: «Nel partito mi ignorano tutti». E comunque «a me, voli gratis, nessuno li ha mai offerti».

Detto da uno che di voli e di politica democratica ne mastica parecchio e da tempo, quel riferimento alle trasvolate omaggio di Baffino (saldate solo dopo l'interrogatorio in qualità di indagato) sa tanto di segnale in codice agli amici che prima lo chiamavano ogni due per tre e ora, da Burlando a Bersani, fanno a gara a non ricordarsi chi è.

GLI AMICI PRENDONO IL VOLO
Pronzato è finito in carcere per aver preso una tangente da 40mila euro dalla compagnia Rotkopf di Viscardo e Franco Paganelli. Il motivo? Dal suo posto di comando dell'Enac si sarebbe adoperato per far ottenere il rilascio del «certificato Coa» necessario a effettuare voli low cost sulla tratta per l'isola d'Elba. A passargli i soldi e a inguaiarlo ci ha pensato Vincenzo Morichini, già indagato in un giro di false fatturazioni che sfiora la fondazione Italianieuropei dell'ex premier, componente storico del «cerchio magico» dalemiano (è stato socio nella barca Ikarus).

Fra Morichini e Pronzato le versioni non combaciano. A cominciare dalla mazzetta (40mila euro in due tranche per Morichini, 20mila in una sola tranche per Pronzato) per finire ai ruoli ricoperti da entrambi: Morichini giura che fu Pronzato l'artefice della riuscita dell'operazione, quest'ultimo ­ stando ad alcune intercettazioni - fa intendere di aver svolto un'opera di mera «consulenza» perché chi materialmente poteva disporre il rilascio del Coa era una terza persona, nemmeno indagata.

L'APPALTO DECOLLA
L'8 giugno scorso, temendo guai peggiori, Morichini bussa all'ufficio di Ielo: «Mi presento spontaneamente e perché so di essere sottoposto a indagini (...) e perché in questi giorni ho svolto alcune riflessioni in seguito a notizie apparse sui giornali in relazione alla vicenda Enac (...). Devo dire che la Sdb (la sua società, ndr) ha un contratto di consulenza per relazioni istituzionali con la Foretec, società riconducibile al Paganelli» che è anche il titolare della Rotkopf che ospitò a bordo, per cinque volte, D'Alema.

«La società in questione - continua Morichini - intendeva partecipare al bando, indetto da Enac, per l'assegnazione della tratta Elba-Pisa per la cosiddetta continuità territoriale. Ai fini di tale assegnazione era essenziale essere muniti del Coa (l'autorizzazione rilasciata dall'Enac, ndr) per l'abilitazione all'uso degli aerei per il trasporto di persone. La Rotkopf aveva presentato relativa istanza ma dentro la struttura amministrativa di Enac vi erano delle resistenze legate al fatto che gli aerei di cui disponeva la Rotkopf erano monomotore».

Troppe lungaggini. L'assegnazione della tratta era a rischio. «Proposi quindi al Paganelli di utilizzare Pronzato, cda Enac, persona che conoscevo, per facilitare la concessione del Coa, superando, attraverso lui, la resistenza della struttura amministrativa di Enac. Dopo un po' di tempo, grazie anche all'intervento di Pronzato, fu rilasciato il Coa e vi fu la gara, alla quale la Rorkopf partecipò».

«20MILA EURO», «NO 40MILA»
Vinta la gara Morichini suggerisce a Paganelli di coltivarsi Pronzato economicamente. «Paganelli accettò ed effettivamente consegnai al Pronzato a casa sua in via Frattina 40mila euro, in due tranches da 20mila. Il Pronzato, di tali somme, mi diede la metà: 10mila euro la prima volta, 10mila la seconda, verso la fine dell'anno (...)». Pronzato a verbale ammette di aver accettato soldi dall'uomo di D'Alema «20mila euro in una volta sola, sotto Natale, in contanti.

Li ho ricevuti pur non avendo chiesto niente». Pronzato esclude però l'accordo corruttivo con Paganelli, e quanto alla presunta mazzetta dice: «La motivazione (dell'incontro a casa, ndr) era che avrei potuto aiutarlo affinché mi interessassi all'attività di cui lui era consulente di Paganelli. In questi anni ho aiutato molta gente, l'ho sempre fatto nell'interesse delle aziende (...). Nessuno mi ha mai offerto un euro, né mai ho chiesto nulla».

HO AIUTATO TANTA GENTE...
Oltre ai soldi della mazzetta a Pronzato viene contestata una fattura da 28mila euro da parte di Paganelli a favore di Ri.Energy per una consulenza. Il versamento - a detta di Pronzato - viene effettuato per errore alla Nlc Service di cui lo stesso Pronzato è socio insieme a tal Giuseppe Smeriglio al quale chiede di «emettere una fattura per una sua consulenza che comprendesse sia il compenso per la sua attività che il costo dell'affitto della casa di via Condotti» dove Pronzato abitava a spese della Nlc.

«La consulenza era per Paganelli e riguardava il trasporto aereo (...). La cifra di 40mila euro nasce così, non so spiegare in altro modo. Non c'erano accordi preventivi tra me e Paganelli. Io non potevo intestarmi la casa per tanti motivi ed è stata affittata dalla Nlc. Di fatto chiarisco che in questo modo l'affitto è stato pagato da Paganelli».

 

PRONZATOMORICHINI, SEDUTOMASSIMO DALEMA MASSIMO D'ALEMA IN BARCAPaolo Ielo

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