antonio tajani in versione maurizio mosca - meme

TAJANI, UN MINISTRO PER CASO - DALL'INIZIO DELLA GUERRA TRA ISRAELE E IRAN, QUEL MERLUZZONE LESSO DI TAJANI NON NE HA INDOVINATA UNA - POCHE ORE PRIMA DEI BOMBARDAMENTI DELLO STATO EBRAICO SU TEHERAN, AVEVA PROFETIZZATO CHE "NON CI FOSSERO SEGNALI DI UN ATTACCO IMMEDIATO" (MA GLI USA AVEVANO AVVERTITO GLI ALLEATI. NON AVEVA LETTO LA MAIL?) - L'INTERVISTA AL TG1 DEL MINISTRO DEGLI ESTERI ISRAELIANO: "HO PARLATO COL MIO AMICO TAJANI, POSSIAMO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE QUELLO CHE I NOSTRI AMICI CI DICONO" SEGUE RITORNO IN STUDIO "ISRAELE VERSO UN'ULTERIORE ESCALATION" - "L'ULTIMATUM" DI TAJANI ALL'IRAN E ALLO STATO EBRAICO: "HO DETTO BASTA, FERMIAMOCI QUA" (E INFATTI I MISSILI CONTINUANO A COLPIRE...)

 

Estratto dell'articolo di Paola Di Caro per il "Corriere della Sera"

 

ANTONIO TAJANI - ATTACCO DI ISRAELE ALL IRAN - VIGNETTA BY VUKIC

Ministro, quanta preoccupazione c’è per il conflitto Iran-Israele? È possibile che si arrivi a una guerra mondiale?

«La preoccupazione è alta. Certo non siamo alla vigilia di uno scontro mondiale generalizzato, ma il rischio che la guerra si allarghi ad altre aree, ad altri Paesi del Medio Oriente non si può escludere. Per questo noi europei dobbiamo mobilitarci immediatamente, chiedendo il sostegno degli Stati arabi moderati della regione, che hanno interesse come noi alla pace per ragioni evidenti».

 

Lei ha fatto molte telefonate in questi giorni, in queste ore. Anche ai ministri di Israele e Iran. Ma a cosa servono questi contatti? Non sembra ci siano grandi risultati al momento.

«I contatti che sto avendo servono a comprendere quali sono le posizioni dei nostri alleati, dei Paesi della regione. Solo oggi (ieri, ndr) ho parlato con i ministri dell’Iran, di Israele, con il saudita, l’emiratino e con altri. Come Italia manteniamo un canale aperto sia con Israele che con l’Iran. Incrociamo le informazioni. Dal ministro iraniano ho avuto un primo segnale positivo: mi ha detto che l’Iran non ha intenzione di ostacolare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz».

ANTONIO TAJANI IN VERSIONE MAURIZIO MOSCA - MEME

 

Ma quale è l’obiettivo dell’Italia in questo momento?

«Un obiettivo che l’Italia vorrebbe raggiungere è far ripartire negoziati fra Usa e Iran, la sede giusta per far ripartire un confronto diplomatico. L’obiettivo è arrivare presto alla fine di questa guerra pericolosissima. Dobbiamo portare tutti i Paesi responsabili a influire sui contendenti per fermare la guerra».

 

Ma quali sono le prime informazioni che avete avuto? Che cosa sta succedendo davvero?

«Tutti i Paesi più vicini a Israele hanno chiesto di tornare a un dialogo politico e diplomatico, ma comprendono le ragioni di Israele: l’Iran da anni minaccia di cancellarlo dalla carta geografica. Secondo la Aiea, l’Iran potrebbe avere presto la bomba nucleare. Questo per noi è inaccettabile. Il governo iraniano deve offrire un segnale per la pace. L’unica condizione possibile è rinunciare al nucleare militare».

 

antonio tajani 1

[...] Un tema cruciale è il ruolo che potrebbe avere la Russia, auspicato a Kananaskis, dove è in corso il G7, anche da Donald Trump. Lei crede che potrebbe essere utile aprire a Vladimir Putin in questo caso?

«Non credo che la Russia possa avere ruoli di mediazione in questo caso. Sarebbe importante che Putin si sedesse al tavolo del negoziato per mettere fine agli attacchi all’Ucraina». [...]

 

Lei crede che la spallata a suon di missili che sta dando Israele all’Iran possa far cadere il regime di Khamenei?

«Il nome che gli israeliani hanno dato all’operazione, “Il Leone nascente”, lascia aperta questa ipotesi: il leone era il simbolo dello Scià. E il leone che impugna la spada era nella bandiera del vecchio Iran. Certo è che Israele ha dichiarato che il suo obiettivo è colpire i siti nucleari, quelli dei missili balistici e di quelli strategici». [...]

Persone a Teheran osservano il deposito petrolifero di Shahran in fiamme

 

Non crede che ci sia un rischio di attentati in Italia, in una situazione così confusa? E cosa si sta facendo per tenere la situazione sotto controllo?

«Il rischio c’è sempre, ma il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi segue con responsabilità ogni momento di questa crisi internazionale, e ne prevede assieme all’intelligence le possibili conseguenze sul territorio nazionale. L’intelligence italiana è molto attenta e soprattutto è in allerta, come tutte le forze di polizia.

 

Casi di terrorismo possono esserci, ma gli apparati tengono la guardia molto alta. Ho anche confermato al ministro Saar la nostra massima attenzione alla protezione delle sedi diplomatiche israeliane in Italia e i luoghi di culto ebraici».

fuoco a teheran

 

Intanto in Italia continua un altro tira e molla, che non sarà drammatico come quello degli scenari di guerra ma che può incidere sulla stabilità della maggioranza: Salvini la attacca sul terzo mandato per i governatori.

«Con Salvini e con i colleghi della maggioranza possiamo discutere serenamente di tutto. La nostra posizione è che tre mandati per le Regioni sono troppi, c’è una concentrazione di poteri nel presidente di una Regione che non ha neppure il presidente del Consiglio. Dopo di che sempre pronti a confrontarci».

MANIFESTAZIONI A TEHERAN CONTRO ISRAELE DOPO L'ATTACCO ALL'IRAN

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…