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A DELMASTRO È SCAPPATA LA FRIZIONE – IL SOTTOSEGRETARIO MELONIANO ATTACCA IN MODO SGUAIATO LE “TOGHE ROSSE” E LE PARAGONA AI MAFIOSI: “IL MAGISTRATO CHE DOVREBBE SENTIRE PULSIONI DI GIUSTIZIA DICE CHE MELONI È PERICOLOSA PERCHÉ NON HA INCHIESTE. QUESTO LO DICONO I MAFIOSI, NON I MAGISTRATI”. IL RIFERIMENTO È ALLA MAIL NELLA QUALE IL GIUDICE MARCO PATARNELLO DEFINIVA LA PREMIER “PIÙ PERICOLOSA DI BERLUSCONI” – LA DIFESA DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA BY NORDIO: “LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE È UNA NECESSITÀ COSTITUZIONALE. ANCHE MIO FIGLIO DI NOVE ANNI CAPISCE CHE DUE CSM SONO MEGLIO DI UNO...”

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Estratto dell’articolo di Giulia Ricci per “La Stampa”

 

ANDREA DELMASTRO

«Il magistrato che dovrebbe sentire pulsioni di giustizia dice che Meloni è pericolosa perché non ha inchieste; questo lo dicono i mafiosi, non i magistrati». Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro attacca senza freni.

 

Il contesto è il convegno "Giustizia è sicurezza" di Torino organizzato dal coordinatore piemontese di FdI Fabrizio Comba; il riferimento è alla famosa mail dove il magistrato Marco Patarnello definiva la premier «più pericolosa di Berlusconi».

 

GIORGIA MELONI ANDREA DELMASTRO

Ma l'intervento di Delmastro, che dovrebbe avere al centro la riforma della giustizia e il decreto sicurezza, diventa presto un'offensiva a tutto tondo contro le «toghe rosse»: «La separazione delle carriere è una necessità costituzionale. Anche mio figlio di nove anni capisce che due Csm sono meglio di uno».

 

[…] E torna sulla riforma «che i magistrati vogliono tramortire perché avrà un effetto devastante sul potere delle toghe rosse». Lo ammette, Delmastro, «esistono anche giudici onesti, non sentono le pulsioni correntizie ma a volte devono chinare il capo perché hanno capito che non si viene promossi per merito ma per affiliazione: loro festeggeranno con noi il giorno della liberazione».

 

ANDREA DELMASTRO CARLO NORDIO

Per il sottosegretario è dovere del governo garantire che il magistrato che ha merito finisca a dirigere le procure più importanti, magari non perseguendo reati inesistenti per disarcionare il centrodestra che vince legittimamente. La magistratura torni ad avere il suo ruolo senza inquinare la politica con gli amici degli amici».

 

[…] Parlando del sistema penitenziario si riferisce alla frase «Una gioia non lasciare respiro a chi sta sull'auto penitenziaria» e afferma: «Sono stato trafitto dai giornali, ma lo ripeto: "Abbiamo l'intima gioia di condurre una battaglia senza se e senza ma contro la criminalità organizzata"».

 

Marco Patarnello

E poi arriva al dl sicurezza, «definito liberticida dai turbo-talebano-ambientalisti perché impediamo loro di bloccare i treni». È l'articolo 14, la "norma anti-Gandhi", che prevede fino a 2 anni di carcere per chi manifesta bloccando strade o circolazione ferroviaria: «Io quando vedo un treno penso a mio padre che deve andare a curarsi, non a chi sente madre natura che gli dice di fermarlo. E se lo fai, la paghi».

 

In più di un passaggio Delmastro fa suoi gli attacchi ricevuti e ribatte: «Hanno detto che vogliamo arrestare i bambini». Il ddl sicurezza rende facoltativo il rinvio della pena per le donne in gravidanza: «Diciamo solo che non va bene l'uso blasfemo della maternità di qualche donna, come le borseggiatrici. Se tu prendi tuo figlio e lo usi per fare accattonaggio molesto, devo arrestarti perché sei un genitore indegno e liberare tuo figlio».

 

Infine c'è la norma sulle occupazioni abusive: «Abbiamo dato alle forze dell'ordine la possibilità di prendere gli occupanti e portarli via con la forza, se no si chiamerebbero debolezze di polizia».

 

ANDREA DELMASTRO

Il convegno iniziato con l'inno di Italia finisce con la sintesi di Delmastro: «Non siamo più quella destra di governo che deve chiedere scusa dal fascismo fino all'ultima delle sue idee politiche. Non ci piace l'Italia degli psichiatrici che fermano i treni o di chi finisce in libertà. Noi difendiamo l'Italia delle persone normali».

EMANUELE POZZOLO - GIUSTIZIA E FATTA? - VIGNETTA BY MACONDO ANDREA DELMASTRO CARLO NORDIO

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