emmanuel macron riconosce la palestina all onu benjamin netanyahu

DETTO, FATTO: MACRON RIFILA UNO SCHIAFFONE A NETANYAHU E RICONOSCE LA PALESTINA - IL PRESIDENTE FRANCESE SE NE FOTTE DELLE RESISTENZE DI ISRAELE E USA E ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU DICHIARA: “I PALESTINESI NON SONO GENTE DI TROPPO SULLA TERRA” - E MENTRE TAJANI RIPETE A PAPPAGALLO LE PAROLE DI TRUMP SECONDO CUI “RICONOSCERE ORA LA PALESTINA SIGNIFICA FARE UN REGALO AD HAMAS”, MACRON VA AVANTI COL SUO “PIANO A TAPPE”: DALLA TREGUA CON UNA FORZA INTERNAZIONALE ALLA RICOSTRUZIONE CON IL PIANO DI BLAIR - E ORA SI TEMONO RITORSIONI DA PARTE DI NETANYAHU E…

1 - MACRON RICONOSCE LA PALESTINA ALL'ONU MEZZA EUROPA LO SEGUE L'IRA AMERICANA: ATTO SIMBOLICO

Estratto dell'articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

emmanuel macron riconosce la palestina 4

È scoppiato l'applauso nell'Assemblea generale dell'Onu, quando il presidente francese Macron ha aperto così il vertice organizzato con l'Arabia Saudita sul futuro del Medio Oriente: «La Francia dichiara di riconoscere lo stato di Palestina nell'interesse della pace. Questo afferma che i palestinesi non sono gente di troppo sulla Terra».

 

Nonostante le resistenze di Israele e Usa - che bollano come «simbolico» il passo di Macron - la maggioranza dei paesi dell'Unione europea ha fatto altrettanto. Ciò evidenzia la differenza dell'Italia, se non il suo isolamento, quando attraverso il ministro degli Esteri Tajani rilancia la posizione del presidente americano Trump, secondo cui «riconoscere ora la Palestina significa fare un regalo ad Hamas». […]

palestina 4

 

Macron ha esordito denunciando l'attacco di Hamas e chiedendo la liberazione di tutti gli ostaggi: «Non dimenticheremo mai il 7 ottobre». Quindi ha promesso: «Non interromperemo mai la lotta esistenziale contro l'antisemitismo». Allo stesso tempo, però, «è arrivato il momento di fermare la guerra, il massacro. È arrivato il tempo della pace. Niente giustifica il conflitto in corso a Gaza. Niente. Al contrario, tutto ci obbliga a porvi fine. Dobbiamo farlo per salvare vite umane».

 

palestina 1

Nonostante il riconoscimento, Macron ha condizionato l'apertura di un'ambasciata francese in Palestina al rilascio di «tutti gli ostaggi» da parte di Hamas e a un «cessate il fuoco».

 

Secondo lui il gruppo responsabile del 7 ottobre va «neutralizzato sul piano politico», perciò ha elogiato gli sforzi di Qatar, Egitto e Usa per i negoziati tra Israele e Hamas.

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha lanciato un'esortazione: «Dobbiamo impegnarci nuovamente per la soluzione dei due Stati prima che sia troppo tardi. Sia chiaro: la sovranità nazionale per i palestinesi è un diritto, non una ricompensa. E negarla sarebbe un regalo agli estremisti di tutto il mondo».

 

benjamin netanyahu 1

Quindi ha sfidato così le resistenze: «Chi si oppone a questa soluzione è obbligato a rispondere a una domanda fondamentale: qual è l'alternativa? Uno scenario con un solo Stato in cui ai palestinesi vengono negati i diritti fondamentali? Espulsi dalle loro case e dalle loro terre? […] non è né pace né giustizia, e non farà che aumentare il crescente isolamento di Israele sulla scena globale».

 

antonio tajani giorgia meloni al senato foto lapresse

Dopo l'annuncio da parte di Gran Bretagna, Canada, Australia e Portogallo, sono almeno undici i Paesi che stanno avviando le procedure per il riconoscimento ufficiale della Palestina come Stato, tra cui Belgio, Finlandia, Lussemburgo, Malta, Nuova Zelanda e San Marino. L'Italia resta ferma nell'appoggiare la soluzione dei due stati, ma non compie il passo degli altri, perché come dice Trump «sarebbe un regalo ad Hamas», visto che la Palestina non esiste ancora e i terroristi responsabili del 7 ottobre ne governano metà del territorio.

[…]

 

alla richiesta di Repubblica di commentare la posizione italiana, l'Alta rappresentante Ue ha risposto così: «Se parliamo della soluzione dei due Stati, allora devono esserci due stati. È per questo che i paesi membri hanno preso provvedimenti per riconoscere quello palestinese, in modo che ci sia un altro Stato, oltre a Israele».  […]

 

emmanuel macron riconosce la palestina 1

2 - PARIGI AL LAVORO SULLA TREGUA CON UNA FORZA INTERNAZIONALE ORA TEME RITORSIONI DI ISRAELE LA MISSIONE MULTILATERALE

Estratto dell’articolo di Anais Ginori per “la Repubblica”

 

Al Palazzo di Vetro, Emmanuel Macron ha compiuto un passo storico, paragonato al celebre discorso di Dominique de Villepin contro la guerra in Iraq, ed è riuscito a trascinare con sé una "coalizione di volenterosi", tra cui due Paesi del G7, Regno Unito e Canada.

 

palestina 2

Il riconoscimento non è solo simbolico, insistono ora all'Eliseo, ma parte "operativa" di un piano di pace con l'Arabia Saudita, già sostenuto da 142 Paesi che prevede anche la creazione di una missione internazionale di stabilizzazione sotto l'egida dell'Onu.

 

Nel documento franco-saudita, è contenuta la richiesta di disarmo di Hamas, il trasferimento della governance di Gaza all'Autorità palestinese, e appunto «una missione internazionale di sicurezza» a Gaza, come annunciato ieri da Macron. La Francia stessa prevede un riconoscimento "a tappe", legato all'evoluzione della situazione sul terreno. L'apertura di un'ambasciata francese a Ramallah fa parte delle misure previste, ma ogni passo sarà condizionato da criteri chiari. E in particolare, come ha ribadito ieri il leader francese, «al rilascio di tutti gli ostaggi detenuti a Gaza».

 

benjamin netanyahu 2

Il disarmo di Hamas resta il nodo operativo più complesso nella road map. L'Anp non ha i mezzi per gestire un simile compito. È qui che entra in gioco la forza multinazionale inserita nella dichiarazione di New York, e ora è al centro del dialogo tra Macron e l'ex premier britannico Tony Blair, incaricato da Donald Trump per la ricostruzione della Striscia. «Lavoriamo in stretta collaborazione con Blair e con i partner arabi», spiegano fonti diplomatiche francesi. L'ex leader laburista ha incontrato Macron la settimana scorsa. Senza però svelare completamente il mandato ricevuto da Trump. A Parigi non nascondono qualche timore sulla volontà di estromettere l'Anp o di organizzare evacuazioni forzate di popolazione.

 

emmanuel macron riconosce la palestina 2

[…] a Parigi cresce il timore che la risposta israeliana possa essere brutale, con l'obiettivo di vanificare e sabotare l'intero piano per favorire una soluzione a due Stati. Negli ultimi giorni al Quai d'Orsay si lavora per anticipare le possibili rappresaglie del governo Netanyahu. Alcune voci riguardano possibili attacchi contro il dispositivo diplomatico francese o contro aree che rientrano nella responsabilità della Francia nei territori palestinesi. Parigi non esclude la chiusura imposta del consolato generale francese a Gerusalemme. […]

 

gli sguardi di giorgia meloni a donald trump video di smar gossip su tiktok 7

L'altro tipo di ritorsione che è messa in conto riguarda invece l'Autorità palestinese, tra cui la possibilità di un'annessione — anche solo parziale — o della legalizzazione di un certo numero di colonie nei territori palestinesi, oppure ancora nella valle del Giordano. L'annessione della Cisgiordania, ha ribadito l'Eliseo nelle difficili comunicazioni con Israele, «sarebbe la violazione più grave delle risoluzioni delle Nazioni Unite» avvertono nell'entourage di Macron.

 

La Francia vuole farsi forte della rete tessuta in questi ultimi mesi con i paesi arabi partner di Israele e Stati Uniti. I leader arabi dovrebbero chiedere al tycoon di fare pressione su Netanyahu affinché ponga fine alla guerra nella Striscia e si astenga dall'annettere parti della Cisgiordania. Una "linea rossa" per l'Arabia e gli Emirati, che minacciano di ritirarsi dagli Accordi di Abramo, il principale risultato di politica estera di Trump nel suo primo mandato presidenziale.

palestina 3

 

[…]  Il leader francese, dichiarato persona non grata dal governo israeliano, si è visto rifiutare l'idea di un viaggio in Israele previsto nelle scorse settimane.

antonio tajani giorgia melonimeloni tajaniemmanuel macron riconosce la palestina 3

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…