fuortes renzi sabella

DISASTRO CAPITALE – PER ROMA IL PREMIER CAZZARO CERCA “UNO DI SINISTRA” E IL PARTITO DI “REPUBBLICA” GLI RACCOMANDA L’EX PM ALFONSO SABELLA E IL MANAGER DELLA CULTURA CARLO FUORTES – DAGOSPIATA: SABELLA È COSÌ DI SINISTRA CHE GLI AMICI LO CHIAMANO “ER PISTOLERO”

 

Goffredo De Marchis per “la Repubblica

 

IGNAZIO MARINO E MATTEO RENZI IGNAZIO MARINO E MATTEO RENZI

Bisognerà tenere gli occhi bene aperti sul dream team che Matteo Renzi si prepara a varare per gestire il Giubileo e aiutare l’amministrazione commissariale di Roma. Perché l’intenzione del premier è usare quella squadra come un laboratorio politico, per testare la figura del prossimo candidato del Partito democratico al Campidoglio.

 

I nomi sui quali accendere i riflettori sono soprattutto due, quando ancora la lista dei papabili non è stata ancora definita e lo sarà probabilmente la prossima settimana al momento in cui il consiglio dei ministri varerà il decreto straordinario per le risorse (300 milioni) e la norma che insedierà la cabina di regia a Palazzo Chigi.

 

RENZI MARINORENZI MARINO

Quei nomi sono Carlo Fuortes e Alfonso Sabella, due tecnici, due uomini della società civile ma con un profilo dichiaratamente di sinistra. Che secondo il segretario dem è necessario per riconquistare i voti nella Capitale e per tenere unito il Pd per la sfida decisiva delle amministrative di giugno.

 

Renzi deve lavorare su due binari nel confronto con la minoranza. Roma e la stabilità. Un primo assaggio della discussione o di una resa dei conti se le cose dovessero andare male si avrà oggi alla riunione dei gruppi parlamentari con il premier. Riunione annunciata da Renzi durante il viaggio in Sudamerica per mettere fine alle polemiche e non avere un percorso accidentato in aula. Qualche intreccio tra manovra e Roma sembra evidente.

 

alfonso sabella ignazio marinoalfonso sabella ignazio marino

L’identikit di sinistra diventa necessario nel momento in cui a Largo del Nazareno viene dato per scontato che il candidato sindaco della nuova Cosa rossa sarà l’ex bersaniano e feroce critico della Finanziaria di Renzi, Stefano Fassina. Un osso per niente facile, già votatissimo alla parlamentarie del Pd nel 2012 proprio a Roma, sempre vicino alla causa dei lavoratori e dei sindacati nelle mille vertenze che li contrappongono alle aziende municipalizzate romane.

 

Fassina quindi può togliere voti al Pd e inverare lo spettro più temuto da Renzi, ovvero che il partito non sia capace di portare il suo concorrente nemmeno al ballottaggio, superato dai grillini e da Alfio Marchini, probabile competitor per il centrodestra.

 

ALFONSO SABELLAALFONSO SABELLA

Il dream team dunque come test, come cartina di tornasole delle capacità dei suoi componenti di entrare «in sintonia con la città», il deficit che Renzi rimproverava a Marino.

 

Sabella ha un tratto umano che è stato molto apprezzato da Matteo Orfini. E ha già fatto lo scudo umano durante Mafia capitale con il suo curriculum da magistrato anti-criminalità, di paladino della legalità. Argomenti buoni per contrastare l’avanzata del Movimento 5stelle. L’altra scommessa, più difficile perché poco conosciuta dall’opinione pubblica, è quella di Fuortes. Renzi lo vuole nella squadra a tutti i costi, sebbene alla Cultura si rischi un conflitto di interessi visto che il manager gestisce sia l’auditorium Parco della Musica sia il Teatro dell’Opera. Ma la norma potrebbe essere cucita addosso a Fuortes ed è possibile che alla fine lasci uno dei incarichi per non aver fianchi scoperti.

umberto croppi innocenzo cipolletta carlo fuortesumberto croppi innocenzo cipolletta carlo fuortes

 

Alle capacità di Fuortes è affidato il compito di dimostrare che la sua candidatura possa essere simile a quella di Giulio Carlo Argan, lo storico dell’arte che inaugurò le giunte di sinistra nella capitale.

 

stefano fassinastefano fassina

Argan ovviamente era più un intelletuale mentre Fuortes è in particolare un manager della cultura, con una serie di clamorosi successi alle spalle. L’Auditorium è uno dei pochi fiori all’occhiello della Capitale, il Costanzi è stato salvato dal disastro, è stato recuperato il rapporto con l’orchestra e oggi i conti sono in attivo. Ecco, sebbene meno visibile, l’attività di Fuortes richiama il ruolo svolto all’Expo da Giuseppe Sala, non a caso favorito per la corsa Pd a Milano.

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....