DISFATTA A NORD EST - RENZI FA ANCHE DA AUTISTA ALLA MORETTI MA IN VENETO ZAIA E' IRRAGGIUNGIBILE (CON LUI ANCHE LA SEXY CUGINA DI PUTIN) - STOCCATA DEL PREMIER A SALVINI EURO-ASSENTEISTA: “REGALATEGLI UNA FELPA CON LA SCRITTA STRASBURGO” - VIDEO

1. RENZI FA DA AUTISTA A MORETTI - VIDEO

Da “repubblica.it”

 

2. MATTEO VOLA DA LADYLIKE

Enrico Fierro per il “Fatto Quotidiano”

 

renzi morettirenzi moretti

Ladylike appare affannata e appannata, ma sorride. Ai democrat veneti non piace il ritornello che Matteo Renzi va ripetendo sul 6 a 1 alle prossime Regionali come linea del Piave per il Pd, non fosse altro perché loro sono il numero 1, che nella particolare cabala di queste elezioni sta per sconfitta.

 

Quella di Alessandra Moretti che cinque mesi fa si è messa in testa di conquistare il cuore della Lega di Matteo Salvini e Luca Zaia. E allora per mettere la parola fine a voci e malignità hanno costretto Renzi a fare un salto a Vicenza, ieri, al teatro comunale con tutte le 910 poltrone rosse occupate.

 

“Sono ritornata qui perché amo la mia terra”

renzi moretti 3renzi moretti 3

Sul palco lui e lei.  Super Matteo (prima di scappare in Veneto, in mattinata, ha partecipato a Roma alla segreteria del partito e, dopo, è volato a Riga per un vertice europeo) e Ladylike. La parola d’ordine ripetuta in modo ossessivo è coraggio. “Perché ho scelto di ritornare qui”. Applausi. Coraggio e amore.

 

“Amo il Veneto”. Applausi. E poi l’esaltazione del Veneto operoso e dei miracolosi effetti delle politiche del governo. “Crescono i posti di lavoro, 3460 in più nel primo trimestre del 2015 grazie al Jobs act, perché qui non c’è conflitto tra imprese e operai, qui si lavora insieme”. Ancora applausi. E allora tutti al lavoro per vincere: “Andiamo a prenderci il futuro”. Applausi finali.

 

Il segretario Matteo, giacca sportiva e jeans, scherza. “Siamo un partito di fantasisti, mi avevano detto che c’era una conferenza stampa ed eccomi qui davanti a tantissimi di voi. Avevo portato anche le slide per mostrarle ai giornalisti”.

 

Imminente la spedizione dello squadrone al femminile: dalla Boschi alla Mogherini

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Sullo schermo alle spalle del premier, come d’incanto, appaiono i primi grafici. Se fosse un film il titolo sarebbe Miracoli italiani.“I gufi parlano di un mondo globale negativo, ma nei prossimi anni la classe media aumenterà di 800 milioni. E verranno qui, in Italia, nel Paese più bello del mondo”. Dove sale l’export, lievita la fiducia degli investitori stranieri, anche grazie al Jobs act e il Veneto “cresce più della Germania”.“Franco – è l’addetto al computer evocato da Renzi – vai con l’altra slide”.

 

Infine un po’ di frecciate. A Salvini europarlamentare assenteista, “regalategli una felpa con la scritta Strasburgo”, e ai malpancisti interni, “che sperano che le elezioni vadano male, ma lasciateli fare”.

 

salvini e zaiasalvini e zaia

Conclusione, abbraccio finale ad Alessandra e promessa: presto calerà in Veneto uno squadrone di ladylike a sostenerla: le ministre Boschi e Madia, la presidente del vicino Friuli Deborah Serracchiani, la commissaria europea Mogherini. Battimani finali e sorrisi sui volti dei militanti, ma prima di ritornare a Roma un pranzo a Breganze dal patron della Diesel Renzo Rosso.

 

Il Jobs act non ottiene consensi e il governatore è bravo ad apparire “nuovo”

La battaglia è difficile e lo dicono i sondaggi, Luca Zaia è in testa, corre, è quasi irraggiungibile. E allora la speranza è affidarsi al vecchio spirito dei veneti, quello di essere concreti e storicamente filogovernativi. Democristiani, quando la Dc era il perno del Paese, leghisti e berlusconiani nel ventennio passato. È venuto Renzi e arriveranno le ministre.

 

SALVINI - TOSI  - ZAIA 4c4cb9f2SALVINI - TOSI - ZAIA 4c4cb9f2

Anche questo, però, rischia di non bastare. Renzi ha parlato del Jobs act, ma la misura da queste parti non raccoglie consensi oceanici. Lo dimostrano i dati elaborati da Demos e diffusi dall’Osservatorio sul Nord-est. Gli ottimisti sono appena il 30% e sono in massima parte adulti dai 55 ai 64 anni, i pessimisti sono il 35 e sono giovani, operai e disoccupati tra i 25 e i 34 anni, un altro 33% di persone che guardano con scarsa fiducia alle nuove politiche sul lavoro lo si trova nella fascia di età tra i 35 e i 54 anni.

 

Ed è gente che andrà a votare. Certo, le slide di Renzi mostrano un Veneto che può raggiungere e superare anche la Germania come tasso di crescita, ma la realtà ci racconta di oltre 16 mila posti di lavoro persi nel 2014, l’export è in ripresa, ma come dicono gli economisti che analizzano la locomotiva del Paese, “non è sufficiente a compensare la contrazione della domanda interna”.

 

Dati alla mano, la Moretti presenta il conto al governatore Luca Zaia, ma lui fa spallucce, sa che la sua vittoria è affidata alla crescita della Lega di Salvini e alla macchina di potere che ha costruito in questi anni. Un insieme di rapporti con le grandi imprese e legami clientelari col territorio.

 

TOSI E ZAIATOSI E ZAIA

Con l’ultima legge mancia, accusano i suoi oppositori, ha regalato 50 milioni a parrocchie, sagre paesane, e circoletti di sostenitori. Zaia è un fenomeno per la capacità di presentarsi, anche in questa occasione, come il nuovo. Proprio lui che è stato assessore di Giancarlo Galan e vicepresidente della Giunta veneta fino al 2010, e che mai ha visto il bubbone della maxi-tangente sui lavori del Mose (un miliardo di mazzette) crescere fino a diventare un tumore.

 

Liste piene zeppe di riciclati, trasformisti, separatisti omofobi e impresentabili vari

Anche Flavio Tosi, l’ex leghista sindaco di Verona, candidatosi in contrapposizione a Zaia e in odio a Matteo Salvini, fa lo smemorato e finge di dimenticare le disavventure del suo vicesindaco, l’avvocato Vito Giacino, condannato insieme a sua moglie per una storia di tangenti e consulenze e ora con l’obbligo di dimora a Verona.

 

Sia lui che la Moretti hanno smentito con sdegno le voci sull’esistenza di accordi sotterranei. “Ci siamo limitati solo a firmare un comunicato congiunto per criticare la indisponibilità di Zaia ad ogni confronto pubblico. Poi basta”. Infine le liste, zeppe di riciclati, trasformisti, separatisti storici e dell’ultima ora, omofobi e gaffeur vari.

 

CUGINA SEXY PUTIN PRO ZAIACUGINA SEXY PUTIN PRO ZAIA

Con la Moretti c’è Santino Bozza (Lista progetto Veneto autonomo), un ex consigliere regionale leghista che nell’attesa dell’autonomia se la prende con i gay. “Non conosco l’inglese, per me sono solo dei culattoni”. Tosi, invece, ha fatto il pieno dei trasformisti, come Diego Bottacin, ex consigliere regionale del Pd, e Maria Gomierato, ex sindaco di Castelfranco Veneto, fino all’ultimo in trattativa con la Moretti per una candidatura.

 

Nella lista Unione Nord-est, che sostiene il sindaco di Verona, corre Adriano Bertaso, ex consigliere regionale della Lega che ai tempi incontrò il criminale di guerra serbo-bosniaco Radovan Karadzic e si fece pure fotografare insieme a lui. Un amante dell’Est anche nelle liste di Zaia, è Adelina Luigia Putin, che vanta lontane parentele col più noto Vladimir.

 

Piove e arriva il Giro d’Italia a Vicenza, Renzi lascia il Veneto con una promessa agli elettori: “Il Partito democratico è in una fase che non ci basta il 6 a 1, non vogliamo perdere neppure una Regione”.

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