salvini di maio conte

DITE A SALVINI CHE È FINITO IL TEMPO DEGLI ANNUNCI: TRA OTTO GIORNI SI RIUNISCE IL CONSIGLIO EUROPEO PER DISCUTERE DI IMMIGRAZIONE E PROFUGHI, DI SVILUPPO DELL'ECONOMIA E DI COME DIFENDERE I NOSTRI RISPARMI - IL GOVERNO AVRÀ L'OCCASIONE DI METTERSI ALLA PROVA E GIUSEPPE CONTE, CON LA BENEDIZIONE DI MATTARELLA E IL SOSTEGNO DEL TANDEM MOAVERO-TRIA, VUOLE PROVARE A…

Ugo Magri per “la Stampa”

giuseppe conte angela merkel

 

A chi teme che passeremo l' estate parlando di Salvini, tutti i giorni col fiato sospeso per qualche suo nuovo altoltà, ieri sugli sbarchi, oggi sui rom e domani chissà su cos' altro, ecco due buone notizie.

 

La prima: il tempo degli annunci è ufficialmente scaduto. Tra otto giorni si riunisce il Consiglio europeo per discutere di immigrazione e profughi, di sviluppo dell' economia e di come difendere i nostri risparmi, insomma un summit per decidere ciò che più ci dovrebbe appassionare. Entriamo nel vivo delle questioni concrete dove questo governo, nato con gigantesche ambizioni di cambiamento, avrà l'occasione di mettersi alla prova. L'altra buona notizia, che accompagna la prima, sta nell'atteggiamento del premier in vista di questo summit.

giuseppe conte

 

Da come si comporta in queste ore, dal ritmo indiavolato dei suoi colloqui e dal tono delle pubbliche dichiarazioni, Giuseppe Conte pare orientato a cimentarsi sul serio nell' impresa. Non vuole accontentarsi di fare propaganda, per scaricare poi sull'Europa la colpa del fallimento; cercherà, almeno nelle intenzioni, di tornare a casa con qualche risultato concreto che richiede determinazione e prudenza, spregiudicatezza e spirito costruttivo.

 

Il suo tentativo sarà confortato dal Presidente della Repubblica nel pranzo al Quirinale che si terrà prima del vertice Ue, e verrà assecondato dal vero asse portante di questo governo. Che non è composto da Luigi Di Maio e da Matteo Salvini, come verrebbe da immaginare, bensì dai due ministri meglio dotati sul piano tecnico, dunque più capaci di entrare nel concreto delle questioni: Enzo Moavero e Giovanni Tria. D' intesa col premier, proveranno a individuare una «terza via» tra la piattaforma populista che si nutre di sogni e la dura realtà con cui saranno costretti a fare i conti.

GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI

 

Di questo atteggiamento pragmatico ieri Tria ha dato un primo interessante saggio. A costo di passare per frenatore, addirittura da disfattista, il ministro dell' Economia ha tenuto alla Camera un discorso sul Def che riproduce in fotocopia quelli di taluni suoi predecessori. Poteva averlo pronunciato Padoan, oppure Saccomanni, e nessuno avrebbe colto le differenze. In sostanza, Tria ha chiesto a Bruxelles qualche decimo di maggiore flessibilità in cambio del solenne impegno a tagliare il debito pubblico; non subito però, iniziando magari tra un anno, giusto il tempo di ambientarsi un po'.

 

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini

Siamo nella logica consueta del confronto, restiamo ben dentro i paletti della prudenza, non a caso invocata da Tria a fronte di una crescita che rallenta per colpa anche, ha puntato l' indice, dei dazi di Trump. Non c' è margine per forzature, e si deve dare atto al ministro di essere stato chiaro al riguardo nelle stesse ore in cui Mario Draghi manteneva alta la guardia: la fine del sostegno Bce nell' acquisto dei titoli non significa che verranno consentiti assalti speculativi sempre possibili, ancora in agguato.

 

di maio conte salvini

Stesse difficoltà sul fronte immigrazione. Per trovare in Europa solidarietà fattive, il governo Conte dovrà lottare parecchio. Se ne è avuta ieri la dimostrazione: nella bozza di documento del Consiglio Ue nemmeno si parla del diritto di asilo che Italia e Grecia vorrebbero cambiare. E l' unico vago riferimento ai centri di sbarco, da creare in qualche territorio nordafricano, ha incontrato lo scetticismo del commissario europeo Avramopulos. Moavero non potrà mostrarsi remissivo, ma nemmeno scagliarsi contro i padroni franco-tedeschi. Trovare all' Italia una nuova collocazione sarà un esperimento politico di enorme interesse; peccato che dentro la provetta ci siamo tutti noi.

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...