zelensky ucraina terre rare donald trump

DOPO L’INCONTRO DI SAN PIETRO TRA TRUMP E ZELENSKY, USA E UCRAINA FIRMANO L’ACCORDO SULLE TERRE RARE. ERA UNA DELLE CONDIZIONI POSTE DAL PRESIDENTE USA PER TUTELARE, QUANTOMENO ATTRAVERSO COMUNI INTERESSI ECONOMICI, KIEV DA FUTURE MINACCE RUSSE – UNA PARTE DEI PROVENTI DELLE MINIERE ANDRANNO IN UN FONDO PER FINANZIARE LA RICOSTRUZIONE E L’ACQUISTO DI NUOVE ARMI – SECONDO IL "WASHINGTON POST" L’ACCORDO NON FORNISCE GARANZIE CONCRETE DI SICUREZZA ALL’UCRAINA. NON C’È ALCUN RIFERIMENTO ALLA CENTRALE NUCLEARE DI ZAPORIZHZHIA OCCUPATA DAI RUSSI (CHE ATTACCANO ODESSA...)

Da repubblica.it

Attacco a Odessa, due morti e cinque feriti

 

FUNERALE DI PAPA FRANCESCO - INCONTRO TRA TRUMP E ZELENSKY NELLA BASILICA DI SAN PIETRO

Due persone sono state uccise e cinque ferite nell'attacco di un drone russo a un'area residenziale di Odessa, nell'Ucraina meridionale. Lo ha annunciato il governatore della regione su Telegram. Contemporaneamente, sono state udite esplosioni in un quartiere della città di Soumy e sono scattati gli allarmi antiaerei nelle regioni di Kiev, Kharkiv, Cherniguiv, Soumy, Donetsk, Dnipropetrovsk e Zaporijjia, tra le altre. A Odessa, "l'attacco nemico ha danneggiato edifici residenziali, case, un supermercato, una scuola e automobili. Sono scoppiati incendi. Due persone sono state uccise dall'attacco (del drone) e altre cinque sono rimaste ferite", ha scritto il governatore locale Oleg Kiper sul suo account Telegram.

 

 

ACCORDO TERRE RARE

Gianluca Di Feo per repubblica.it

 

La strada del dialogo si è aperta a San Pietro ma il diavolo sta nei dettagli. Che hanno messo in discussione fino all’ultimo un passaggio fondamentale nel percorso per la pace: l’accordo con gli Stati Uniti sullo sfruttamento dei minerali rari ucraini.

 

EMMANUEL MACRON - keir starmer - DONALD TRUMP - ZELENSKY - INCONTRO PRIMA DEL FUNERALE DI PAPA FRANCESCO

Una delle condizioni poste da Donald Trump per consolidare i rapporti tra i due Paesi e tutelare, quantomeno attraverso comuni interessi economici, l’Ucraina da future minacce russe. (...) in nottata è arrivato il comunicato ufficiale, che potrebbe determinare una svolta nel quadro complessivo delle trattative, tale forse da facilitare l’avvio di negoziati diretti con Mosca.

 

 

 

 

Stando alla bozza circolata in Ucraina — ed esaminata dalla Reuters — il trattato adesso accoglie molte delle richieste di Kiev e può diventare il pilastro delle garanzie di sicurezza invocate dall’Ucraina per raggiungere una “pace giusta”. Il punto chiave è l’utilizzo dei ricavi delle concessioni e dei minerali: inizialmente Washington pretendeva che fossero destinati a rimborsare il valore delle forniture militari concesse dal 2022, stimato dalla Casa Bianca in trecento miliardi di dollari.

ZELENSKY E DONALD TRUMP PARLANO PRIMA DEL FUNERALE DI PAPA FRANCESCO

 

Ora si prevede che una parte dei proventi — quantificati nella bozza come il cinquanta per cento — vadano in un fondo comune tra Usa e Ucraina, in cui la quota statunitense potrà aumentare come pagamento di ulteriori consegne di aiuti militari: una formulazione che prolunga nel futuro l’impegno al fianco dell’Ucraina. Non si tratta quindi di una garanzia militare alla tutela della sicurezza, ma lega i due Paesi economicamente oltre ad offrire a Kiev risorse per finanziare la ricostruzione e per potenziare la difesa. Al momento della firma, gli ucraini hanno parlato esplicitamente di «una nuova assistenza, ad esempio nei sistemi contraerei».

 

terre rare

 

 

Tutti gli investimenti del fondo dovrebbero restare in Ucraina. I giacimenti di venti minerali critici — tra cui titanio per l’industria aeronautica; litio, manganese e grafite per batterie e motori elettrici e infine uranio — hanno bisogno di attività costose per concretizzare l’estrazione. Gli Stati Uniti avranno però la prelazione su ogni nuova concessione, ottenendo una scorta vitale per il loro sistema economico. La durata sarà di dieci anni e sarebbero state eliminate le clausole che potevano ostacolare la procedura per l’ingresso nell’Unione europea. Contrariamente alla bozza ucraina, nell’annuncio finale presentato da Bloomberg sono compresi anche gli idrocarburi e il gas: non è escluso che fossero il punto controverso nel finale, su cui poi Zelensky avrebbe ceduto.

 

terre rare in ucraina

«Questa è un’intesa strategica — ha detto il premier Denys Shmyhal — un accordo buono ed equo tra i due Paesi per investimenti congiunti nello sviluppo e nella ricostruzione dell’Ucraina». Sarebbe stato proprio il premier a definire il patto con il segretario del Tesoro Bessent, affidando alla sua vice e ministra dell’Economia, Yulia Svyrydenko, la stesura del testo. Poi sabato scorso durante il faccia a faccia romano Zelensky avrebbe detto a Trump di essere pronto a firmarlo, determinando la corsa conclusiva.

 

Nelle bozze circolate a Kiev c’era un altro elemento simbolicamente rilevante: il riconoscimento del contributo ucraino alla stabilità internazionale. Si tratta del riferimento alla consegna volontaria alla Russia dell’arsenale nucleare sovietico, avvenuta nel 1994 sotto l’ombrello del Memorandum di Budapest in cui Washington e Mosca si impegnavano a tutelare la sicurezza dell’Ucraina. Quella garanzia che oggi resta lo snodo fondamentale prima di sedersi al tavolo e discutere di pace.

 

 

 

ASPETTI CRITICI

Estratti da open.online

Secondo il Washington Post (Wp), l’accordo non fornisce garanzie concrete di sicurezza all’Ucraina. Esso sancisce invece un «allineamento strategico a lungo termine» tra le due nazioni e promette agli Stati Uniti «il sostegno alla sicurezza, alla prosperità, alla ricostruzione e all’integrazione dell’Ucraina nel contesto economico globale». Nell’accordo non c’è alcun riferimento alla centrale nucleare di Zaporizhzhia (ZNPP) occupata dai russi. Funzionari statunitensi avevano precedentemente suggerito di assumere il controllo dell’impianto nell’ambito di un futuro accordo di pace. Ora l’accordo appena siglato dovrà passare il vaglio del parlamento di Kiev.

 

volodymyr zelensky in polo alla casa bianca con donald trumpDONALD TRUMP - ZELENSKY - INCONTRO PRIMA DEL FUNERALE DI PAPA FRANCESCO

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO/1 –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…