theodore mccarrick papa francesco anthony figuereido

CURIA D’URTO – ARRIVA UN NUOVO DOSSIER SUL CARDINALE MCCARRICK: IL SUO EX SEGRETARIO ANTHONY FIGUEREIDO HA DIFFUSO PARTE DELLA CORRISPONDENZA PRIVATA DELL’EX ARCIVESCOVO DI WASHINGTON SPRETATO DA BERGOGLIO – IL PORPORATO DISOBBIDÌ GIÀ CON BENEDETTO XVI E CON VIGANÒ NUNZIO IN USA – FIGUEREIDO AMMETTE DI ESSERE TESTIMONE DI FATTI DOLOROSI CHE LO HANNO SPINTO NEL VORTICE DELLA DIPENDENZA DELL’ALCOL…

Salvatore Cernuzio per www.lastampa.it

 

papa francesco theodore mccarrick

Un nuovo dossier riapre il caso – mai chiuso, in realtà – del cardinale Theodore McCarrick, l’ex arcivescovo di Washington spretato da Papa Francesco nel febbraio scorso perché colpevole di abusi su minori e giovani seminaristi.

 

Adesso a gettare sprazzi di luce su una oscura vicenda che attraversa tre pontificati è monsignor Anthony Figuereido, per un anno segretario di McCarrick a Newark e per 19 suo uomo-ombra a Roma, trait d’union con la Curia e il Papa, oltre che suo amico, confidente, e, a quanto pare, testimone anche dei misfatti dell’ex porporato statunitense.

anthony figuereido 4

 

Su un sito internet appositamente creato il sacerdote statunitense ha pubblicato un report di 11 pagine in cui rende di pubblico dominio parte della corrispondenza e altre informazioni relative a McCarrick conservate nei lunghi anni di servizio al suo fianco. Si tratta di oltre una ventina di lettere, mail e documenti affidati per una revisione al sito cattolico Crux e a CBS News (della quale Figuereido era collaboratore) che avrebbero sottoposto i testi anche ad esami grafologici.

 

A muovere la mano del monsignore, per anni «spiritual advisor» del Pontificio Collegio Nordamericano dove McCarrick alloggiava regolarmente durante i suoi soggiorni romani, sarebbe stato il recente motu proprio di Francesco sui casi di abusi Vos estis lux mundi. Gli appelli del Pontefice alla trasparenza e alla verità avrebbero spinto Figuereido - che fino ad oggi si era trincerato dietro un muro di silenzio, sfuggendo alle telefonate di amici e giornalisti e “rifugiandosi” in una parrocchia di un quartiere romano a pochi passi da San Pietro – a rendere pubblico quanto in questi anni ha visto e sentito.

 

carlo maria vigano

È curioso il fatto che nel terremoto provocato dalla pubblicazione del “comunicato” dell’ex nunzio Carlo Maria Viganò, in cui si chiedevano clamorosamente le dimissioni di Papa Francesco, padre “Tony” Figuereido era stato interpellato da un amico di lunga data sul fatto se sapesse o meno degli abusi del suo mentore McCarrick. In quell’occasione, riferisce la stessa persona a Vatican Insider, il sacerdote, ex dipendente dell’allora Pontificio Consiglio “Cor Unum”, avrebbe detto di non sapere nulla.

 

Adesso nel report ammette di essere testimone di fatti dolorosi. Così dolorosi da averlo spinto nel vortice della dipendenza dall’alcol. Nell’ottobre 2018 Figuereido aveva infatti investito con la sua Nissan Qashqai una donna incinta nel Regno Unito perché alla guida in stato di ebbrezza. Alcuni problemi in tal senso si erano già verificati a Roma, e la rete televisiva Ewtn, presso la quale teneva una rubrica, aveva deciso di interrompere ogni rapporto di collaborazione «con effetto immediato», come recitava una mail dei vertici del network.

 

anthony figuereido con papa francesco

Tra le numerose e utili informazioni pubblicate nel suo “rapporto” – che copre un periodo di tempo che va dal 2008 al 2017 - quella che appare più significativa è la conferma dell’imposizione di restrizioni nei confronti di McCarrick da parte della Santa Sede nel 2008. Tali istruzioni sarebbero state ufficializzate con una lettera del cardinale Giovanni Battista Re, all’epoca prefetto della Congregazione per i Vescovi, ma mai rese pubbliche.

 

Notizie già riportate – seppur con alcune discrepanze temporali e significativi omissis - nel dossier Viganò. Al contrario però dei tentativi dell’ex nunzio e della rete di media tradizionalisti che hanno contribuito alla diffusione del dossier di scaricare ogni colpa sul Pontefice regnante, il report Figuereido non fa altro che confermare come McCarrick abbia disubbidito allo stesso Ratzinger che gli vietava di viaggiare e apparire in pubblico. E che lo avrebbe fatto negli anni in cui a capo della Nunziatura negli Stati Uniti c’era proprio Carlo Maria Viganò.

 

«Rifletto spesso su quanto danno alla vita fisica, psicologica e spirituale di tante persone avrebbero potuto essere evitati se le restrizioni fossero state rese pubbliche e applicate non appena imposte», scrive Figuereido, che dice di aver provato a «condividere, discutere e rendere pubbliche queste lettere attraverso la Santa Sede e altri leader della Chiesa» nei mesi scorsi.

viganò

 

Più nel dettaglio nelle 11 pagine si legge che il 25 agosto 2008 il cardinale McCarrick aveva scritto all’arcivescovo Pietro Sambi, allora nunzio negli Stati Uniti, informandolo di aver ricevuto una missiva dal cardinale Re che descriveva le restrizioni impostegli dal Vaticano. McCarrick prometteva di dimettersi al più presto dai diversi incarichi ricoperti all’interno della Santa Sede e della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, come richiesto da Re. Ma protestava sulle due principali raccomandazioni ricevute dal cardinale prefetto: «la cancellazione di tutte le apparizioni pubbliche» e «il cambio di residenza» con un trasferimento in un monastero. Questo «probabilmente innalzerebbe una bandiera rossa sui media», affermava l’arcivescovo di Washington, insistendo sul fatto che le gerarchie vaticane avessero interesse a silenziare la vicenda.

 

theodore mccarrick con il giovane james che lo accusa di abusi quando era minorenne

In un altro passaggio, McCarrick scrive di aver condiviso la lettera del cardinale Re con «il mio arcivescovo», ovvero colui che ne avrebbe preso il posto a Washington nel 2006, il cardinale Donald Wuerl, «il cui aiuto e comprensione è, come sempre, un grande aiuto e sostegno fraterno per me». Wuerl, dimessosi lo scorso anno per la mala gestione dei casi di abusi in Pennsylvania evidenziati dal report del Grand Jury (agosto 2018) - era quindi a conoscenza di fatti e misfatti del cardinale suo predecessore. Wuerl ha sempre affermato di non essere a conoscenza delle restrizioni imposte a McCarrick e di non aver mai avuto notizia di accuse o voci negative contro il porporato. In una lettera del gennaio scorso, diceva tuttavia di essere stato effettivamente informato di un’accusa contro McCarrick nel 2004 ma di aver avuto un «vuoto di memoria».

 

anthony figuereido 3

Di fatto McCarrick disattende regolarmente alle istruzioni della Santa Sede, viaggiando per l’Europa e anche a Roma, dove viene ricevuto da Benedetto XVI. Nel giugno del 2009, appena dieci mesi dopo l’entrata in vigore del veto, il cardinale scrive al suo segretario: «Vengo a Roma». E nell’aprile del 2010, sembra che abbia incontrato Benedetto XVI: «Sai quanto sia stato speciale ieri per me vedere il Santo Padre dopo più di due anni», scrive in un’altra email. Le trasferte sono proseguite anche nel 2012: «Sono stato a Doha la scorsa settimana e vado in Irlanda...», raccontava, dopo «inizierò uno dei miei viaggi più lunghi - Beirut, Giordania, Egitto, Thailandia, Myanmar, Cambogia e Hong Kong - prima di ripartire in Terra Santa e Bielorussia».

 

theodore mccarrick

I viaggi sono proseguiti sotto il pontificato di Francesco e McCarrick in più occasioni si è messo in contatto con il Segretario di Stato vaticano per fornire informazioni sui viaggi compiuti. Nel novembre 2014, scrive a Figueiredo: «Ci vediamo a Roma il mese prossimo... Parto per la Cina giovedì 27... Sono sicuro che il cardinale Parolin mi riceverà perché è coinvolto nel mio viaggio in Cina».

 

anthony figuereido 2

Nel rapporto va rilevata anche una lettera che, nel settembre 2008, McCarrick aveva inviato al cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone (tradotta in italiano dallo stesso monsignore), in cui si auto incolpava di una «sfortunata mancanza di giudizio» nell’aver condiviso il letto con sacerdoti e seminaristi «a volte quando la Casa estiva diocesana era sovraffollata». Il cardinale precisa: «Non ho mai avuto rapporti sessuali con nessuno, uomo, donna o bambino, né ho mai cercato tali atti». E sottolinea che «in nessun caso erano coinvolti minori, ma uomini sui 20 e 30 anni».

 

Dichiarazioni evidentemente false considerando il processo avviato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e la decisione senza precedenti di Papa Francesco di dimetterlo dallo stato clericale.

theodore mccarrick 4

 

Il Pontefice argentino, informato regolarmente sugli spostamenti del porporato – come si evince dalla corrispondenza del 2013-2017 – ha dichiarato di «non sapere nulla» sugli abusi di McCarrick nella intervista alla tv messicana Televisa diffusa martedì dai media vaticani. Qualcuno ha provato ad insinuare il fatto che il lungo colloquio con la giornalista Valentina Alazraki sia stato pubblicato dalla Santa Sede per “correre ai ripari” dopo la pubblicazione di monsignor Figuereido. Quando invece è stata la stessa Tv messicana a stabilire i tempi della messa in onda di un primo spezzone dell’intervista, che dunque non sono stati decisi dalla Santa Sede.

 

anthony figuereido

Nonostante la risposta definitiva di Francesco, «non sapevo nulla altrimenti non avrei taciuto» - alla quale non ha tardato ad arrivare la reazione indignata di Viganò che, ancora recluso nel suo rifugio segreto, tramite siti e blog amici, accusa il Papa di mentire - la vicenda McCarrick proseguirà a lungo. Proprio ieri il cardinale Parolin, a margine di una cerimonia in Vaticano, ha affermato: «La Santa Sede ha già detto più volte che sta facendo questa indagine, che sta riprendendo tutta la documentazione che riguarda il caso e che, una volta concluso questo lavoro, ci sarà una dichiarazione». 

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