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IL DUCETTO PERDE PEZZI IN EMILIA – ORLANDO LO TALLONA NELLE REGIONI A TRAZIONE PD – I RENZIANI FISSANO UN PALETTO: SOTTO IL 55% SI PERDE – PRODI ANDRA’ AI GAZEBO, MA I SUOI SONO TUTTI CON ORLANDO – IL REBUS MEZZOGIORNO: EMILIANO CONTA DI FARE IL PIENO IN PUGLIA, CAMPANIA E SICILIA – INQUIETA IL SILENZIO DI FRANCESCHINI

 

Silvia Bignami Tommaso Ciriaco per la Repubblica

 

renzi orlando emilianorenzi orlando emiliano

Fosse per l' Emilia Romagna, la sfida delle primarie dem tra gli iscritti rischierebbe di finire con un clamoroso ribaltone. E anche a dare retta al resto delle sezioni che hanno già votato in giro per l' Italia, la contesa tra Matteo Renzi e Andrea Orlando risulterebbe più aperta che mai. La premessa è d' obbligo, però: si tratta dei risultati di 23 circoli sui circa 6 mila sparsi sull' intero territorio nazionale.

 

RENZI 
PRODI
RENZI PRODI

Statisticamente, questi numeri valgono nulla (o quasi). Al momento, comunque, guida l' ex premier con il 55% dei voti, ma insegue il Guardasigilli con il 42,6%. A distanza, si limita a osservare Michele Emiliano, con un misero 2,4%. Come se non bastasse, a rendere ancora più frizzante il duello interno ci pensa Romano Prodi. «Ma vuole che io non vada a votare alle primarie?», risponde il Professore, avvicinato prima di un convegno sull' Europa a Bologna. Di più non dice, né indica il prescelto in vista dei gazebo. I suoi, però, hanno già deciso: voteranno Orlando, a cominciare dalla deputata Sandra Zampa.

SANDRA ZAMPA SANDRA ZAMPA

 

I numeri, si diceva. Vale la pena analizzare soprattutto i 9 circoli che hanno già votato in Emilia Romagna (per un totale di 273 iscritti). Senza considerare Bologna - sulla carta roccaforte di Orlando - nella regione più rossa d' Italia il Guardasigilli è vicino al segretario uscente: 44,6% contro 52,3%. Una sfida aperta, che il voto del capoluogo potrebbe addirittura capovolgere. Sia chiaro: in vantaggio c' è sempre Renzi. Ma sembra comunque un segnale.

francesco bocciafrancesco boccia

 

Se Orlando sorride, Emiliano non dispera. «Parliamo di poche centinaia di voti - ragiona Francesco Boccia, vicinissimo al leader pugliese - Solo a Bisceglie ci sono 1300 iscritti, se prendiamo l' ottanta per cento in questa cittadina significa che Emiliano stravincerà le primarie?». In effetti, il candidato punta tutto su tre regioni del Sud: la "sua" Puglia - dove nei gazebo conta di raccogliere il 10% nazionale - e poi la Campania e la Sicilia. Si vedrà.

 

Nel quartier generale renziano non si sottovaluta comunque questo primo indicatore. L' Emilia, tra l' altro, è l' azionista di riferimento del partito, con 47.200 iscritti e oltre 600 circoli. I voti conteggiati finora arrivano da Reggio L' ex premier da anni non prende la tessera e non si sbilancia sui candidati ma assicura che andrà ai gazebo: "Sono uno dei padri fondatori". Molti dei suoi stanno con il Guardasigilli Emilia, Carpi e Modena. Manca Bologna, con i suoi 13 mila tesserati, dove Orlando gode del sostegno del sindaco Virginio Merola, dei cuperliani, ex civatiani e prodiani.

 

Virginio MerolaVirginio Merola

Sognare il sorpasso in Emilia non costa nulla, in effetti. E a ben guardare non sarebbe neanche una prima assoluta. Già nel 2013 Gianni Cuperlo sfiorò il colpaccio, restando staccato di due sole lunghezze da Renzi (42 a 44%) e superando addirittura l' avversario a Bologna (51 a 35%). Non bastò, perché con i gazebo il leader toccò quota 60% e chiuse i giochi.

 

È quello che promette di fare anche stavolta, naturalmente. Nel frattempo, i suoi uomini iniziano a fissare i primi paletti. Quota 55% è la soglia considerata necessaria per non indebolire ulteriormente una leadership già provata dallo schiaffo del referendum. Eppure, la tenaglia antirenziana stringe la presa. Dario Franceschini ragiona riservatamente di legge elettorale con Gianni Letta. Enrico Letta non risparmia bordate al leader. Gli uomini di Emiliano insistono per tenere separati i ruoli di segretario e candidato premier («altrimenti - attacca Dario Ginefra - significa che vogliamo nuove larghe intese »). E anche Prodi lancia segnali, sia pure mantenendosi ufficialmente "neutrale".

 

CONGIURATI PD FRANCESCHINICONGIURATI PD FRANCESCHINI

«Forse sarebbe meglio non dire nulla», premette. Poi però aggiunge: «Le ricordo che io sono uno dei padri fondatori delle primarie». Voterà, insomma. Lo farà dopo anni in cui non aveva neanche rinnovato la tessera dem. E in molti scommettono che sceglierà Orlando.

 

C' è il congresso, certo. E resta naturalmente l' incognita della legge elettorale. La partita resterà congelata fino ai gazebo. Non è un caso, allora, che ieri sia slittato ancora l' approdo della riforma in Aula alla Camera, dopo essere stata già rimandata al prossimo 27 marzo.

 

DALEMADALEMA

Franceschini e Orlando, intanto, insistono sul premio di coalizione. Renzi però non intende concederlo, per non favorire gli scissionisti dem. Immaginarsi allora l' allarme scattato lunedì scorso, quando proprio Massimo D' Alema si è affacciato nella sede del Pd. Minuti interminabili, finché qualcuno non ha comunicato al leader di Rignano la soluzione del rebus: D' Alema era stato invitato a una riunione delle fondazioni socialiste europee. Ospitata proprio al Nazareno.

 

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